Nei giorni scorsi una telefonata alla Sala Operativa della Capitaneria di Porto di Viareggio segnalava la presenza in mare di 2 boe alla deriva (dimensioni 160x80, peso circa 10 kg) utilizzate per la misurazione delle correnti marine superficiali tramite antenna GPS.

Le boe facevano parte di un più numeroso gruppo di strumenti galleggianti che l'ente di ricerca "OGS" di Trieste, su mandato del CMRE (Centre For Maritime Research and Experimentation) ed il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) di La Spezia, aveva calato recentemente in mare nelle acque del golfo di La Spezia, e che, nell'intenzione dei tecnici, sarebbe dovuto arrivare in maniera autonoma fino all'Isola d'Elba.

Il progetto, curato dalla NATO, dovrebbe raccogliere e valutare dati significativi sull'andamento delle correnti marine e sulla diffusione acustica nel Mar Tirreno, con il supporto anche del sistema satellitare Leonardo.

Due delle boe calate in mare si sono tuttavia allontanate dall'altra strumentazione immersa ed avvicinate troppo al litorale Versiliese, seguendo la corrente locale.

Nella giornata di ieri, pertanto, una motovedetta della Guardia Costiera, nell'ambito delle consuete attività programmate di vigilanza marittima, ha proceduto al recupero delle attrezzature nelle acque prospicienti Marina di Pietrasanta e Viareggio. Questa mattina le boe sono state restituite agli aventi diritto.

Durante l'attività in mare, i militari della Guardia Costiera hanno peraltro individuato e prontamente recuperato anche un pattino di salvataggio alla deriva, di proprietà di un noto stabilimento balneare viareggino.

Gli interventi descritti, oltre a restituire i beni recuperati ai legittimi proprietari, hanno consentito di risolvere situazioni potenzialmente pericolose per la sicurezza della navigazione e per l'ambiente marino.


18/10/2017 Viareggio

Nei giorni scorsi una telefonata alla Sala Operativa della Capitaneria di Porto di Viareggio segnalava la presenza in mare di 2 boe alla deriva (dimensioni 160x80, peso circa 10 kg) utilizzate per la misurazione delle correnti marine superficiali tramite antenna GPS.

Le boe facevano parte di un più numeroso gruppo di strumenti galleggianti che l'ente di ricerca "OGS" di Trieste, su mandato del CMRE (Centre For Maritime Research and Experimentation) ed il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) di La Spezia, aveva calato recentemente in mare nelle acque del golfo di La Spezia, e che, nell'intenzione dei tecnici, sarebbe dovuto arrivare in maniera autonoma fino all'Isola d'Elba.

Il progetto, curato dalla NATO, dovrebbe raccogliere e valutare dati significativi sull'andamento delle correnti marine e sulla diffusione acustica nel Mar Tirreno, con il supporto anche del sistema satellitare Leonardo.

Due delle boe calate in mare si sono tuttavia allontanate dall'altra strumentazione immersa ed avvicinate troppo al litorale Versiliese, seguendo la corrente locale.

Nella giornata di ieri, pertanto, una motovedetta della Guardia Costiera, nell'ambito delle consuete attività programmate di vigilanza marittima, ha proceduto al recupero delle attrezzature nelle acque prospicienti Marina di Pietrasanta e Viareggio. Questa mattina le boe sono state restituite agli aventi diritto.

Durante l'attività in mare, i militari della Guardia Costiera hanno peraltro individuato e prontamente recuperato anche un pattino di salvataggio alla deriva, di proprietà di un noto stabilimento balneare viareggino.

Gli interventi descritti, oltre a restituire i beni recuperati ai legittimi proprietari, hanno consentito di risolvere situazioni potenzialmente pericolose per la sicurezza della navigazione e per l'ambiente marino.


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Capitaneria di porto di Viareggio, settimana di cultura del mare ed educazione ambientale.

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Capitaneria di porto di Viareggio a Vagli di Sopra per l’educazione ambientale

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“VIAREGGIO, TRONCO D’ALBERO ALLA DERIVA IN PORTO, INTERVENTO DELLA GUARDIA COSTIERA”

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A gonfie vele il progetto alternanza scuola lavoro tra Capitaneria di porto ed Istituto Nautico di Viareggio