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​Gli scarichi industriali e le acque reflue dell'attività, finivano nelle fogne e di qui senza alcun tipo di trattamento preventivo, direttamente in mare.

Un danno ambientale ingente reso ancora più grave dal fatto che la zona interessata -periferia della città del corallo- è la stessa dove appena poche settimane fa era stata negata la balneazione a causa dei valori eccessivamente alti di escherichia coli rilevati nelle acque marine prelevate dall'Arpac, valori poi fortunatamente rientrati con gli ultimi campionamenti.

Sigillo all'autolavaggio dei veleni: a porli sono stati gli uomini della Capitaneria di Porto, agli ordini del Comandante Rosario Meo, che hanno agito in collaborazione con gli agenti della Polizia municipale (guidati dal Tenente Gerardo Visciano) e i tecnici dell'Arpac. L'azione ha riguardato una attività posta in via Torretta Fiorillo, una delle traverse della parte conclusiva di Via Nazionale, l'arteria che dal centro cittadino conduce fino a Torre Annunziata. Qui le forze dell'ordine intervenute sul posto hanno potuto constatare che l'insediamento, realizzato a ridosso di un alveo, operava contravvenendo alle norme sul corretto smaltimento degli scarichi derivanti dalla lavorazione quotidiana. Ma i problemi di natura ambientali non sono stati gli unici che hanno portato alla chiusura dell'esercizio: all'interno dell'area dove si trovava l'autolavaggio, infatti, sono state trovate alcune opere edilizie realizzate, secondo quanto appurato, senza le dovute autorizzazioni e quindi abusive. Immancabile la denuncia elevata seguendo le indicazioni fornite dalla Procura oplontina, nei confronti del titolare dell'autolavaggio.

Il sequestro di ieri rientra in un ampia attività di controllo del territorio e in particolare della salvaguardia della risorsa mare avviata dalla Capitaneria di Porto che, sta monitorando da tempo insistono nei comune del Miglio d'oro. Attività che, come fanno sapere dalla Guardia Costiera, in meno di un anno ha portato alla scoperta di oltre 200 immissioni di natura civile e industriale illegali ed al sequestro di insediamenti produttivi che si estendevano su una superfice complessiva di quasi 15.000 metri quadrati.

04/08/2016 Torre del Greco
 

​Gli scarichi industriali e le acque reflue dell'attività, finivano nelle fogne e di qui senza alcun tipo di trattamento preventivo, direttamente in mare.

Un danno ambientale ingente reso ancora più grave dal fatto che la zona interessata -periferia della città del corallo- è la stessa dove appena poche settimane fa era stata negata la balneazione a causa dei valori eccessivamente alti di escherichia coli rilevati nelle acque marine prelevate dall'Arpac, valori poi fortunatamente rientrati con gli ultimi campionamenti.

Sigillo all'autolavaggio dei veleni: a porli sono stati gli uomini della Capitaneria di Porto, agli ordini del Comandante Rosario Meo, che hanno agito in collaborazione con gli agenti della Polizia municipale (guidati dal Tenente Gerardo Visciano) e i tecnici dell'Arpac. L'azione ha riguardato una attività posta in via Torretta Fiorillo, una delle traverse della parte conclusiva di Via Nazionale, l'arteria che dal centro cittadino conduce fino a Torre Annunziata. Qui le forze dell'ordine intervenute sul posto hanno potuto constatare che l'insediamento, realizzato a ridosso di un alveo, operava contravvenendo alle norme sul corretto smaltimento degli scarichi derivanti dalla lavorazione quotidiana. Ma i problemi di natura ambientali non sono stati gli unici che hanno portato alla chiusura dell'esercizio: all'interno dell'area dove si trovava l'autolavaggio, infatti, sono state trovate alcune opere edilizie realizzate, secondo quanto appurato, senza le dovute autorizzazioni e quindi abusive. Immancabile la denuncia elevata seguendo le indicazioni fornite dalla Procura oplontina, nei confronti del titolare dell'autolavaggio.

Il sequestro di ieri rientra in un ampia attività di controllo del territorio e in particolare della salvaguardia della risorsa mare avviata dalla Capitaneria di Porto che, sta monitorando da tempo insistono nei comune del Miglio d'oro. Attività che, come fanno sapere dalla Guardia Costiera, in meno di un anno ha portato alla scoperta di oltre 200 immissioni di natura civile e industriale illegali ed al sequestro di insediamenti produttivi che si estendevano su una superfice complessiva di quasi 15.000 metri quadrati.

Torre del Greco

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LE FESTIVITA’ NATALIZIE DELLA GUARDIA COSTIERA ALL’ INSEGNA DELLA TUTELA DELLA SALUTE DEI CONSUMATORI

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CONTROLLI SULLA FILIERA DELLA PESCA DELLA GUARDIA COSTIERA DI TORRE DEL GRECO ALL’INSEGNA DELLA TUTELA DELLA SALUTE DEI CONSUMATORI.

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CONTROLLI SULLA FILIERA DELLA PESCA DELLA GUARDIA COSTIERA ALL’INSEGNA DELLA TUTELA DELLA SALUTE DEI CONSUMATORI.

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CONVEGNO I GIOVANI E IL MARE