​Maxi operazione della Guardia Costiera di Taranto a tutela dell'ambiente e dell'ecosistema marino nella giornata del  2 novembre scorso. Dalle prime luci dell'alba, nel corso dell'intera mattinata, il mezzo navale CP264 ha effettuato n. 4 sequestri di attrezzi da pesca illegali situati nel Mar Piccolo di Taranto.

L'intervento della Guardia Costiera si inserisce nell'ambito della costante attività di controllo a tutela dell'ambiente marino ed in particolare del Mar Piccolo di Taranto che, come dimostrato da studi e ricerche scientifiche, è caratterizzato da un raro ecosistema. Gli attrezzi da pesca sequestrati, infatti, costituiscono un serio pericolo per la fauna presente in quella zona di mare, spesso popolata da specie marine protette come le tartarughe che, in questo modo, finiscono per rimanere intrappolate in tali attrezzi ed essere vittime della pesca indiscriminata ed illegale.    
Trattasi di n. 2 palangari di 550 metri cadauno armati di 100 ami innescati, di n. 1 palangaro di 1000 metri armato di 200 ami e di n. 1 rete da posta di 60 metri.
Gli attrezzi, sprovvisti di segnalamenti conformi alle normative vigenti, sono stati recuperati e sequestrati ad ignoti in quanto posizionati in un tratto di mare dove vige il divieto di pesca.



02/11/2020 Taranto

​Maxi operazione della Guardia Costiera di Taranto a tutela dell'ambiente e dell'ecosistema marino nella giornata del  2 novembre scorso. Dalle prime luci dell'alba, nel corso dell'intera mattinata, il mezzo navale CP264 ha effettuato n. 4 sequestri di attrezzi da pesca illegali situati nel Mar Piccolo di Taranto.

L'intervento della Guardia Costiera si inserisce nell'ambito della costante attività di controllo a tutela dell'ambiente marino ed in particolare del Mar Piccolo di Taranto che, come dimostrato da studi e ricerche scientifiche, è caratterizzato da un raro ecosistema. Gli attrezzi da pesca sequestrati, infatti, costituiscono un serio pericolo per la fauna presente in quella zona di mare, spesso popolata da specie marine protette come le tartarughe che, in questo modo, finiscono per rimanere intrappolate in tali attrezzi ed essere vittime della pesca indiscriminata ed illegale.    
Trattasi di n. 2 palangari di 550 metri cadauno armati di 100 ami innescati, di n. 1 palangaro di 1000 metri armato di 200 ami e di n. 1 rete da posta di 60 metri.
Gli attrezzi, sprovvisti di segnalamenti conformi alle normative vigenti, sono stati recuperati e sequestrati ad ignoti in quanto posizionati in un tratto di mare dove vige il divieto di pesca.



Taranto

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