​Purtroppo sembra non aver fine l'attività di pesca selvaggia che continua ad interessare le nostre coste. Nelle giornate del 13 e 14 marzo 2017 una intensa attività di vigilanza condotta via mare e via terra dai mezzi e dal personale della Guardia Costiera di Taranto e del dipendente Ufficio Locale Marittimo di Maruggio lungo tutto il litorale di competenza, finalizzata al  contrasto alla pesca di frodo, ha consentito di individuare, in quattro distinti episodi, la pesca illegale del riccio di mare esercitata da alcuni  pescatori abusivi.

Gli interventi operati, di cui tre condotti via terra e uno in mare, hanno consentito quindi di interrompere le attività illegali in atto, procedendo al sequestro complessivo di circa 7.000 esemplari di riccio di mare sino a quel momento catturati, prodotto immediatamente restituito al mare in quanto ancora in vita, comminando complessivamente agli autori dell'attività illegale delle sanzioni amministrative per un importo complessivo di 16.000 Euro.

Il personale operante ha altresì provveduto a  sequestrare la relativa attrezzatura da pesca utilizzata dai soggetti, consistente in bombole di profondità complete di  erogatore.

L'episodio descritto conferma, quindi, ancora una volta la gravità del fenomeno, non solo perché evidenzia una costante attività di depauperamento selvaggio di risorse ittiche, condotta con modalità e tecniche spesso devastanti, ma ancor più per il grave impatto che ciò determina sull'intero ambiente marino e costiero nel compromettere il delicato equilibrio della flora e fauna.

Si ricorda infatti che la vigente normativa introduce limiti stringenti alla cattura del riccio di mare, proprio al fine di preservarne la specie, ormai quasi a rischio estinzione, considerato anche l'incidenza che il riccio di mare ha sul mantenimento dell'equilibrio ambientale dell'ecosistema marino. Per tale ragione le norme sopracitate stabiliscono il numero massimo di 50 esemplari al giorno il quantitativo catturabile da parte di ciascun pescatore sportivo, senza l'utilizzo di strumenti per la pesca ed ausiliari (bombole) e in numero 1000 esemplari al giorno per il pescatore professionale.

14/03/2017 Taranto

​Purtroppo sembra non aver fine l'attività di pesca selvaggia che continua ad interessare le nostre coste. Nelle giornate del 13 e 14 marzo 2017 una intensa attività di vigilanza condotta via mare e via terra dai mezzi e dal personale della Guardia Costiera di Taranto e del dipendente Ufficio Locale Marittimo di Maruggio lungo tutto il litorale di competenza, finalizzata al  contrasto alla pesca di frodo, ha consentito di individuare, in quattro distinti episodi, la pesca illegale del riccio di mare esercitata da alcuni  pescatori abusivi.

Gli interventi operati, di cui tre condotti via terra e uno in mare, hanno consentito quindi di interrompere le attività illegali in atto, procedendo al sequestro complessivo di circa 7.000 esemplari di riccio di mare sino a quel momento catturati, prodotto immediatamente restituito al mare in quanto ancora in vita, comminando complessivamente agli autori dell'attività illegale delle sanzioni amministrative per un importo complessivo di 16.000 Euro.

Il personale operante ha altresì provveduto a  sequestrare la relativa attrezzatura da pesca utilizzata dai soggetti, consistente in bombole di profondità complete di  erogatore.

L'episodio descritto conferma, quindi, ancora una volta la gravità del fenomeno, non solo perché evidenzia una costante attività di depauperamento selvaggio di risorse ittiche, condotta con modalità e tecniche spesso devastanti, ma ancor più per il grave impatto che ciò determina sull'intero ambiente marino e costiero nel compromettere il delicato equilibrio della flora e fauna.

Si ricorda infatti che la vigente normativa introduce limiti stringenti alla cattura del riccio di mare, proprio al fine di preservarne la specie, ormai quasi a rischio estinzione, considerato anche l'incidenza che il riccio di mare ha sul mantenimento dell'equilibrio ambientale dell'ecosistema marino. Per tale ragione le norme sopracitate stabiliscono il numero massimo di 50 esemplari al giorno il quantitativo catturabile da parte di ciascun pescatore sportivo, senza l'utilizzo di strumenti per la pesca ed ausiliari (bombole) e in numero 1000 esemplari al giorno per il pescatore professionale.

Taranto

Immagine segnaposto

Maxi operazione della Guardia Costiera e Polizia di Stato: sequestrati quattro quintali di mitili non idonei per l'immissione in commercio

Immagine segnaposto

Il Vice Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, On. Alessandro MORELLI, visita la sede della Capitaneria di porto – Guardia costiera di Taranto

Immagine segnaposto

GUARDIA COSTIERA: TARANTO – NAVE SOTTOPOSTA A FERMO

Immagine segnaposto

Presentazione operazione Mare Sicuro 2021