​26 GIUGNO 2019 - INGENTE SEQUESTRO DI MATERIALE ESPLODENTE DA PARTE DELLA GUARDIA COSTIERA  

Continua l'impegno da parte dei militari della Guardia Costiera di Taranto, al comando del Capitano di Vascello Giorgio CATRONUOVO, al contrasto della pesca di frodo mediante l'impiego di materiali esplosivi. Infatti diverse segnalazioni hanno consentito ai militari di rinvenire e sequestrare, nella mattinata di sabato, presso le ormai dismesse banchine dei cantieri Tosi, una busta contenente mezzo chilo di tritolo verosimilmente ricavato da vecchi congegni bellici. La sostanza esplodente, sapientemente occultata, sarebbe stata utilizzata per il confezionamento degli ordigni impiegati per la pesca di frodo. Dell'attività condotta è stato immediatamente informato il Sostituto Procuratore di turno della Repubblica di Taranto che ha disposto la rimozione del materiale a cura degli artificieri dei Carabinieri che hanno confermato le caratteristiche del prodotto ritrovato. L'illecita pratica, purtroppo diffusa nei mari del capoluogo ionico, ha effetti devastanti sull'habitat marino e sul suo ecosistema e pertanto impegno prioritario per gli uomini della Guardia Costiera costantemente in prima fila per la tutela dell'ambiente e determinata a debellare tale abietta pratica. La stessa sensibilità è sempre più recepita dai cittadini che non mancano di collaborare quotidianamente con le istituzioni segnalando gli ormai tristemente noti "botti" provenienti dalle acque di San Vito o del Mar Piccolo.

 

26/06/2019 Soverato Eventi

​26 GIUGNO 2019 - INGENTE SEQUESTRO DI MATERIALE ESPLODENTE DA PARTE DELLA GUARDIA COSTIERA  

Continua l'impegno da parte dei militari della Guardia Costiera di Taranto, al comando del Capitano di Vascello Giorgio CATRONUOVO, al contrasto della pesca di frodo mediante l'impiego di materiali esplosivi. Infatti diverse segnalazioni hanno consentito ai militari di rinvenire e sequestrare, nella mattinata di sabato, presso le ormai dismesse banchine dei cantieri Tosi, una busta contenente mezzo chilo di tritolo verosimilmente ricavato da vecchi congegni bellici. La sostanza esplodente, sapientemente occultata, sarebbe stata utilizzata per il confezionamento degli ordigni impiegati per la pesca di frodo. Dell'attività condotta è stato immediatamente informato il Sostituto Procuratore di turno della Repubblica di Taranto che ha disposto la rimozione del materiale a cura degli artificieri dei Carabinieri che hanno confermato le caratteristiche del prodotto ritrovato. L'illecita pratica, purtroppo diffusa nei mari del capoluogo ionico, ha effetti devastanti sull'habitat marino e sul suo ecosistema e pertanto impegno prioritario per gli uomini della Guardia Costiera costantemente in prima fila per la tutela dell'ambiente e determinata a debellare tale abietta pratica. La stessa sensibilità è sempre più recepita dai cittadini che non mancano di collaborare quotidianamente con le istituzioni segnalando gli ormai tristemente noti "botti" provenienti dalle acque di San Vito o del Mar Piccolo.

 

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