Nel pomeriggio di ieri 27 febbraio 2017, presso l’aula multimediale della Caserma D’Onofrio della Capitaneria di porto – Guardia Costiera di Taranto, si è svolta una conferenza a beneficio di tutto il ceto locale di mitilicoltori finalizzata ad illustrare le problematiche connesse alla sostenibilità ambientale dell’attività di allevamento dei molluschi, con riferimento  alla Direttiva della Comunità Europea n. 56 del 2008 riguardante la Strategia Marina, recepita dallo Stato Italiano con il Decreto Legislativo 190/2010.

La conferenza, tenuta da autorevoli relatori quali il Presidente dell’Associazione Marevivo dott.ssa Rosalba Giugni, dal dott. Nicola Ungaro dirigente dell’ARPA Puglia e dal responsabile dell’ Istituto per l'ambiente marino costiero del CNR di Taranto dott. Nicola Cardellicchio, svolta alla presenza del Direttore marittimo della Puglia e della Basilicata jonica Ammiraglio Ispettore Domenico De Michele, ha consentito di illustrare ai numerosi mitilicoltori tarantini intervenuti con i propri rappresentanti di categoria, da un lato le problematiche ambientali connesse all’attività di allevamento dei mitili, dall’altro i principali comportamenti “virtuosi” che consentono di rendere questo tipo di attività produttiva perfettamente ecosostenibile ed ecocompatibile, oltre alle principali nuove tecnologie e materiali che se introdotti in questo tipo di attività produttiva possono contribuire a  coniugare le esigenze di produttività e di tutela ambientale.

Nel corso della conferenza è stato quindi illustrato uno studio condotto dall’Arpa Puglia volto a monitorare la situazione quali-quantitativa dei rifiuti marini, sia quelli spiaggiati sia quelli presenti in mare sotto forma di microplastiche (< 5mm), lungo tutte le coste della Regione Puglia.

 Tra le diverse osservazioni si è affermato, in particolare, che il materiale attualmente utilizzato per l’incalzamento dei mitili durante le differenti fasi del ciclo produttivo rappresenta uno dei rifiuti plastici più frequenti sulle spiagge e sui fondali pugliesi. Per cercare una soluzione a questa problematica, che peraltro rientra nelle criticità poste all’attenzione dalla Direttiva 2008/56 CE (Strategia Marina), la Regione Puglia, nell’ambito del Progetto Comunitario IPA-ECOSEA e con la collaborazione tecnico-scientifica di ARPA Puglia, ha sviluppato una specifica azione pilota. In pratica, si tratta della sperimentazione di uno strumento automatizzato a corda continua (di tipo neozelandese) per l’incalzamento dei mitili, che utilizza calze di rete in cotone bio-degradabile in sostituzione di quelle in plastica.

L’interesse dimostrato dai mitilicoltori intervenuti, testimoniato da un ampio dibattito scaturito al termine della conferenza, è segno evidente del fatto che sia ormai divenuto patrimonio comune, anche degli stessi operatori del settore, la circostanza che solo tutelando l’ambiente e nello specifico l’habitat marino, sarà possibile in futuro preservare a beneficio delle prossime generazioni le risorse biologiche del mare, tanto più come nel caso di specie in cui la “cozza tarantina”, famosa a livello nazionale e non solo,  per caratteristiche uniche che contraddistinguono il Mar Piccolo ed il Mar Grande di Taranto, è un bene prezioso che va tutelato quale grande risorsa anche economica del territorio.     

27/02/2017 Taranto Eventi

Nel pomeriggio di ieri 27 febbraio 2017, presso l’aula multimediale della Caserma D’Onofrio della Capitaneria di porto – Guardia Costiera di Taranto, si è svolta una conferenza a beneficio di tutto il ceto locale di mitilicoltori finalizzata ad illustrare le problematiche connesse alla sostenibilità ambientale dell’attività di allevamento dei molluschi, con riferimento  alla Direttiva della Comunità Europea n. 56 del 2008 riguardante la Strategia Marina, recepita dallo Stato Italiano con il Decreto Legislativo 190/2010.

La conferenza, tenuta da autorevoli relatori quali il Presidente dell’Associazione Marevivo dott.ssa Rosalba Giugni, dal dott. Nicola Ungaro dirigente dell’ARPA Puglia e dal responsabile dell’ Istituto per l'ambiente marino costiero del CNR di Taranto dott. Nicola Cardellicchio, svolta alla presenza del Direttore marittimo della Puglia e della Basilicata jonica Ammiraglio Ispettore Domenico De Michele, ha consentito di illustrare ai numerosi mitilicoltori tarantini intervenuti con i propri rappresentanti di categoria, da un lato le problematiche ambientali connesse all’attività di allevamento dei mitili, dall’altro i principali comportamenti “virtuosi” che consentono di rendere questo tipo di attività produttiva perfettamente ecosostenibile ed ecocompatibile, oltre alle principali nuove tecnologie e materiali che se introdotti in questo tipo di attività produttiva possono contribuire a  coniugare le esigenze di produttività e di tutela ambientale.

Nel corso della conferenza è stato quindi illustrato uno studio condotto dall’Arpa Puglia volto a monitorare la situazione quali-quantitativa dei rifiuti marini, sia quelli spiaggiati sia quelli presenti in mare sotto forma di microplastiche (< 5mm), lungo tutte le coste della Regione Puglia.

 Tra le diverse osservazioni si è affermato, in particolare, che il materiale attualmente utilizzato per l’incalzamento dei mitili durante le differenti fasi del ciclo produttivo rappresenta uno dei rifiuti plastici più frequenti sulle spiagge e sui fondali pugliesi. Per cercare una soluzione a questa problematica, che peraltro rientra nelle criticità poste all’attenzione dalla Direttiva 2008/56 CE (Strategia Marina), la Regione Puglia, nell’ambito del Progetto Comunitario IPA-ECOSEA e con la collaborazione tecnico-scientifica di ARPA Puglia, ha sviluppato una specifica azione pilota. In pratica, si tratta della sperimentazione di uno strumento automatizzato a corda continua (di tipo neozelandese) per l’incalzamento dei mitili, che utilizza calze di rete in cotone bio-degradabile in sostituzione di quelle in plastica.

L’interesse dimostrato dai mitilicoltori intervenuti, testimoniato da un ampio dibattito scaturito al termine della conferenza, è segno evidente del fatto che sia ormai divenuto patrimonio comune, anche degli stessi operatori del settore, la circostanza che solo tutelando l’ambiente e nello specifico l’habitat marino, sarà possibile in futuro preservare a beneficio delle prossime generazioni le risorse biologiche del mare, tanto più come nel caso di specie in cui la “cozza tarantina”, famosa a livello nazionale e non solo,  per caratteristiche uniche che contraddistinguono il Mar Piccolo ed il Mar Grande di Taranto, è un bene prezioso che va tutelato quale grande risorsa anche economica del territorio.     

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