Nella nottata appena trascorsa, i mezzi della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Taranto sono stati impegnati in una operazione di soccorso condotta a circa 17 miglia dal porto di Taranto. Alle ore 03.30 della scorsa notte, infatti, è giunta presso la sala operativa di questo Comando la segnalazione inerente ad un forte malore che aveva colpito  il Comandante di un peschereccio, iscritto nei Registri Navi Minori e Galleggianti tenuti dalla Capitaneria di porto di Taranto, intento in attività di pesca a circa 17 miglia dal Porto di Taranto. La segnalazione originata dagli altri membri dell'equipaggio del peschereccio richiedeva l'intervento del mezzo di soccorso anche perché il Comandante manifestava grosse difficoltà a condurre il mezzo. Disposto l'intervento della Motovedetta CP 264, l'unità raggiungeva il peschereccio interessato, procedendo al trasbordo del malcapitato per il successivo trasferimento presso il  porto di Taranto dove lo attendeva un'ambulanza del 118 per il ricovero presso il locale nosocomio. Il marittimo in questione è stato dimesso dall'ospedale di Taranto in data odierna, in quanto si sarebbe trattato soltanto di un malore transitorio.

Inoltre nel corso della mattinata odierna i mezzi nautici della Capitaneria di porto  Guardia Costiera di Taranto, sono stati nuovamente impegnati, questa volta per una operazione di polizia marittima. Una motovedetta dipendente da questo Comando ha infatti colto in flagrante a bordo di una unità da diporto, una decina di persone intente alla pesca di frodo con l'utilizzo di attrezzi non consentiti al pescatore sportivo, per la precisione reti di circuizione,  all'interno della rada di Mar Grande a circa 500 metri di distanza dalla costa. Ai trasgressori è stato contestato l'illecito amministrativo commesso in violazione della legge sulla pesca, con sanzione amministrativa pari a 4.000 €, con sequestro amministrativo dell'attrezzo vietato, circa 50 metri di rete, e del pescato consistente in 9 esemplari di palamita, prodotto devoluto in beneficienza ad un istituto caritatevole, a seguito del giudizio di commestibilità da parte del personale della locale ASL.

23/11/2015 Taranto

Nella nottata appena trascorsa, i mezzi della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Taranto sono stati impegnati in una operazione di soccorso condotta a circa 17 miglia dal porto di Taranto. Alle ore 03.30 della scorsa notte, infatti, è giunta presso la sala operativa di questo Comando la segnalazione inerente ad un forte malore che aveva colpito  il Comandante di un peschereccio, iscritto nei Registri Navi Minori e Galleggianti tenuti dalla Capitaneria di porto di Taranto, intento in attività di pesca a circa 17 miglia dal Porto di Taranto. La segnalazione originata dagli altri membri dell'equipaggio del peschereccio richiedeva l'intervento del mezzo di soccorso anche perché il Comandante manifestava grosse difficoltà a condurre il mezzo. Disposto l'intervento della Motovedetta CP 264, l'unità raggiungeva il peschereccio interessato, procedendo al trasbordo del malcapitato per il successivo trasferimento presso il  porto di Taranto dove lo attendeva un'ambulanza del 118 per il ricovero presso il locale nosocomio. Il marittimo in questione è stato dimesso dall'ospedale di Taranto in data odierna, in quanto si sarebbe trattato soltanto di un malore transitorio.

Inoltre nel corso della mattinata odierna i mezzi nautici della Capitaneria di porto  Guardia Costiera di Taranto, sono stati nuovamente impegnati, questa volta per una operazione di polizia marittima. Una motovedetta dipendente da questo Comando ha infatti colto in flagrante a bordo di una unità da diporto, una decina di persone intente alla pesca di frodo con l'utilizzo di attrezzi non consentiti al pescatore sportivo, per la precisione reti di circuizione,  all'interno della rada di Mar Grande a circa 500 metri di distanza dalla costa. Ai trasgressori è stato contestato l'illecito amministrativo commesso in violazione della legge sulla pesca, con sanzione amministrativa pari a 4.000 €, con sequestro amministrativo dell'attrezzo vietato, circa 50 metri di rete, e del pescato consistente in 9 esemplari di palamita, prodotto devoluto in beneficienza ad un istituto caritatevole, a seguito del giudizio di commestibilità da parte del personale della locale ASL.

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