Nell'ambito di una operazione finalizzata al controllo della filiera della pesca ed al contrasto alla pesca illegale, personale militare dipendente da questo Comando, nella serata di ieri,  ha individuato, nella città vecchia di Taranto, un locale adibito a  deposito e officina nel cui interno sono stati rinvenute n. 2 celle frigorifere contenenti più di un quintale di prodotto ittico vario (gamberi, gamberoni, rane pescatrici, polipi, ecc.) in pessimo stato di conservazione e, quindi, pericoloso per la salute pubblica.

Da elementi acquisiti dal personale procedente il prodotto era pronto per essere immesso in commercio, con grave danno in tal caso per la salute pubblica. Dopo aver ricevuto l'autorizzazione del Magistrato di turno della Procura della Repubblica  di Taranto, il personale militare dipendente con l'ausilio di personale del Dipartimento ASL TA, ha proceduto a porre sotto sequestro l'intero immobile abusivo unitamente alle celle frigorifere rinvenute all'interno con il citato prodotto ittico, prodotto che giudicato non idoneo al consumo umano dal personale dell'ASL TA è stato distrutto.

Sempre nell'ambito della medesima attività, nel corso di ulteriori controlli, si è proceduto, altresì, al sequestro di circa 50 kg di novellame di pesce azzurro contenuto in cassette di polistirolo rinvenute a bordo  di un furgone di proprietà di un commerciante, pronte per essere inviate alla commercializzazione. In questo caso, il pesce è stato donato in beneficenza dopo la visita veterinaria che ne ha giudicato l'idoneità al consumo umano.

Si è quindi provveduto a deferire alla locale Autorità Giudiziaria n. 3 persone ritenute responsabili degli illeciti sopra indicati.

Le condotte antigiuridiche descritte evidenziano non solo il perdurare del fenomeno della pesca selvaggia esercitata con ogni mezzo al fine di catturare esemplari allo stato giovanile in vista di un facile e remunerativo guadagno nella più assoluta indifferenza che ciò possa comportare, come di fatto sta avvenendo, un danno irreparabile alle specie ittiche presenti nei nostri mari, con grave danno per l'ecosistema marino, ma in più che alcuno scrupolo venga riposto da soggetti che pur di realizzare facili guadagni non esitano a metter a repentaglio la salute stessa dei cittadini.

25/03/2015 Taranto Eventi

Nell'ambito di una operazione finalizzata al controllo della filiera della pesca ed al contrasto alla pesca illegale, personale militare dipendente da questo Comando, nella serata di ieri,  ha individuato, nella città vecchia di Taranto, un locale adibito a  deposito e officina nel cui interno sono stati rinvenute n. 2 celle frigorifere contenenti più di un quintale di prodotto ittico vario (gamberi, gamberoni, rane pescatrici, polipi, ecc.) in pessimo stato di conservazione e, quindi, pericoloso per la salute pubblica.

Da elementi acquisiti dal personale procedente il prodotto era pronto per essere immesso in commercio, con grave danno in tal caso per la salute pubblica. Dopo aver ricevuto l'autorizzazione del Magistrato di turno della Procura della Repubblica  di Taranto, il personale militare dipendente con l'ausilio di personale del Dipartimento ASL TA, ha proceduto a porre sotto sequestro l'intero immobile abusivo unitamente alle celle frigorifere rinvenute all'interno con il citato prodotto ittico, prodotto che giudicato non idoneo al consumo umano dal personale dell'ASL TA è stato distrutto.

Sempre nell'ambito della medesima attività, nel corso di ulteriori controlli, si è proceduto, altresì, al sequestro di circa 50 kg di novellame di pesce azzurro contenuto in cassette di polistirolo rinvenute a bordo  di un furgone di proprietà di un commerciante, pronte per essere inviate alla commercializzazione. In questo caso, il pesce è stato donato in beneficenza dopo la visita veterinaria che ne ha giudicato l'idoneità al consumo umano.

Si è quindi provveduto a deferire alla locale Autorità Giudiziaria n. 3 persone ritenute responsabili degli illeciti sopra indicati.

Le condotte antigiuridiche descritte evidenziano non solo il perdurare del fenomeno della pesca selvaggia esercitata con ogni mezzo al fine di catturare esemplari allo stato giovanile in vista di un facile e remunerativo guadagno nella più assoluta indifferenza che ciò possa comportare, come di fatto sta avvenendo, un danno irreparabile alle specie ittiche presenti nei nostri mari, con grave danno per l'ecosistema marino, ma in più che alcuno scrupolo venga riposto da soggetti che pur di realizzare facili guadagni non esitano a metter a repentaglio la salute stessa dei cittadini.

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