Per opportuna informazione, si estende un comunicato stampa diramato in data odierna dalla Capitaneria di porto di Genova.​


LA GUARDIA COSTIERA ED I CONTROLLI SUL DEMANIO

Sequestrata vasta parte della Darsena di Albenga.​

 

 

Genova (GE) 5 novembre 2015. 

In esecuzione di uno specifico provvedimento emesso dal GIP del Tribunale di Savona, Dr. Meloni, oggi la Guardia Costiera di Loano ha sottoposto a sequestro preventivo un'area molto vasta della Darsena di Albenga, (poco meno di 5000 mq), ossia più o meno la metà verso mare, nonché un immobile di circa 100 mq ivi presente e tutte le barche ospitate sulla medesima area.

Le indagini, condotte già da tempo dai militari dell'Ufficio Circondariale marittimo di Loano-Alassio e coordinate dal PM Dott.ssa Buttiglione, avevano portato ad accertare che il concessionario di quella vasta area, una Cooperativa di Pesca Professionale – che la deteneva in concessione allo scopo di mantenere un deposito imbarcazioni ed area per alaggio per pesca professionale – in realtà la gestiva per fini ben più lucrativi.

A fronte, infatti, del regime particolarmente favorevole riconosciuto dalla legge ai pescatori professionali quali lavoratori del mare, attraverso il quale quella cooperativa pagava per tutta l'area demaniale in concessione un canone annuo di poco superiore ai 300 €uro (cosiddetto canone ricognitorio), il concessionario "subaffittava" i singoli posti di sosta e alaggio delle imbarcazioni anche a semplici diportisti, ad un costo assimilabile ai "prezzi di mercato". Si è avuto, addirittura modo di verificare che Nessuno dei soci della cooperativa manteneva la propria barca ricoverata nell'area in concessione, occupandosi esclusivamente dell'esazione dei canoni.

Tra i reati contestati ai tre Soci titolari della Cooperativa di pesca, oltre, ovviamente all'abusiva occupazione del suolo demaniale, anche la variazione della sua destinazione d'uso. Sono inoltre al vaglio ipotesi di truffa e tutti gli illeciti riconducibili alla simulazione del sodalizio cooperativo di pesca avente, invece, per scopo l'ottenimento di fini di lucro.

 

Tali risultati d'indagine costituiscono il frutto della costante azione della Guardia Costiera tesa al controllo delle coste, nonché attuazione delle linee di indirizzo generali dettate, già dall'inizio dell'anno, dal Ministro Delrio sull'intensificazione dei controlli circa il corretto uso del demanio marittimo e che hanno visto le Capitanerie di porto presenti sugli oltre 8.000 Km di coste nazionali sempre impegnate nella tutela del bene pubblico, della sua libera fruizione o della sua corretta gestione quando concessa a terzi.

05/11/2015 Roma

Per opportuna informazione, si estende un comunicato stampa diramato in data odierna dalla Capitaneria di porto di Genova.​


LA GUARDIA COSTIERA ED I CONTROLLI SUL DEMANIO

Sequestrata vasta parte della Darsena di Albenga.​

 

 

Genova (GE) 5 novembre 2015. 

In esecuzione di uno specifico provvedimento emesso dal GIP del Tribunale di Savona, Dr. Meloni, oggi la Guardia Costiera di Loano ha sottoposto a sequestro preventivo un'area molto vasta della Darsena di Albenga, (poco meno di 5000 mq), ossia più o meno la metà verso mare, nonché un immobile di circa 100 mq ivi presente e tutte le barche ospitate sulla medesima area.

Le indagini, condotte già da tempo dai militari dell'Ufficio Circondariale marittimo di Loano-Alassio e coordinate dal PM Dott.ssa Buttiglione, avevano portato ad accertare che il concessionario di quella vasta area, una Cooperativa di Pesca Professionale – che la deteneva in concessione allo scopo di mantenere un deposito imbarcazioni ed area per alaggio per pesca professionale – in realtà la gestiva per fini ben più lucrativi.

A fronte, infatti, del regime particolarmente favorevole riconosciuto dalla legge ai pescatori professionali quali lavoratori del mare, attraverso il quale quella cooperativa pagava per tutta l'area demaniale in concessione un canone annuo di poco superiore ai 300 €uro (cosiddetto canone ricognitorio), il concessionario "subaffittava" i singoli posti di sosta e alaggio delle imbarcazioni anche a semplici diportisti, ad un costo assimilabile ai "prezzi di mercato". Si è avuto, addirittura modo di verificare che Nessuno dei soci della cooperativa manteneva la propria barca ricoverata nell'area in concessione, occupandosi esclusivamente dell'esazione dei canoni.

Tra i reati contestati ai tre Soci titolari della Cooperativa di pesca, oltre, ovviamente all'abusiva occupazione del suolo demaniale, anche la variazione della sua destinazione d'uso. Sono inoltre al vaglio ipotesi di truffa e tutti gli illeciti riconducibili alla simulazione del sodalizio cooperativo di pesca avente, invece, per scopo l'ottenimento di fini di lucro.

 

Tali risultati d'indagine costituiscono il frutto della costante azione della Guardia Costiera tesa al controllo delle coste, nonché attuazione delle linee di indirizzo generali dettate, già dall'inizio dell'anno, dal Ministro Delrio sull'intensificazione dei controlli circa il corretto uso del demanio marittimo e che hanno visto le Capitanerie di porto presenti sugli oltre 8.000 Km di coste nazionali sempre impegnate nella tutela del bene pubblico, della sua libera fruizione o della sua corretta gestione quando concessa a terzi.

Roma

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