Fornire una risposta al problema dei rifiuti dispersi in mare, garantire la sicurezza alimentare ed il rispetto delle norme, promuovere strumenti di azione locale per lo sviluppo delle imprese del comparto ittico e dell'acquacoltura, il ruolo dell'amministrazione a sostegno dell'economia ittica e del mare.

Se n'è parlato approfonditamente nel convegno tenutosi presso la sede della Direzione Marittima di Genova, che ha visto protagonisti la Capitaneria di porto di Genova, Regione Liguria e tutti gli attori della filiera, dai rappresentanti locali agli internazionali, per mostrare lo stato dell'arte e garantire uno scambio di cultura e buone pratiche quali basi per lo sviluppo.

 Il Convegno "L'azione regionale a sostegno dell'economia ittica e del mare" ha mostrato come l'unione e la collaborazione delle parti che agiscono e svolgono il lavoro in maniera organica seppur differenziata possa rendere virtuosa una Regione a tal punto da prenderla come modello.

 La prima sessione dedicata alla cooperazione internazionale, a coloro che dedicano le proprie forze allo studio ed al rispetto dell'ambiente, ha visto la presentazione di quattro progetti europei, presentati come strumenti fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi. Differenti le tematiche ma comune la direzione, trovare una soluzione per la protezione ambientale e lo sviluppo delle imprese che lavorano sul mare: dai rifiuti dispersi in mare, alla concentrazione e distribuzione delle microplastiche e degli inquinanti negli ambienti portuali, alla condivisione di problematiche e tecnologie per favorire lo sviluppo delle piccole e medie imprese del settore dell'acquacoltura.

Dai primi risultati del progetto P.Ri.S.Ma-Med presentati in anteprima nel corso del convegno emerge che oltre al 40 % dei rifiuti in mare sono costituiti da plastica, ancor più degli scarti vegetali che raggiungono il 30 %. L'assenza delle strutture a terra è un problema sentito e condiviso che favorisce atteggiamenti di indifferenza, oltre ad essere indispensabile la creazione di una filiera del rifiuto, da rendere virtuosa, come per gli scarti dei gusci di mitili e vongole che possono diventare preziosi monili, oggetti di arredo ed uso comune.

 La seconda sessione ha posto l'attenzione sulle verifiche di tracciabilità dei prodotti ittici, di sicurezza alimentare, del lavoro e del controllo della filiera. Gli stessi ispettori ICCAT hanno descritto la complessità dei controlli eseguiti dalla Guardia costiera in mare e a terra, nelle regioni della Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Liguria ed Emilia. Delle oltre 9.700 ispezioni effettuate nel 2018, ben il 75% ha infatti interessato centri di lavorazione, importazione e distribuzione dei prodotti ittici, nonché ristoranti e punti di vendita sul territorio. Queste operazioni, condotte con periodicità, si prefiggono infatti di preservare non solo le risorse ittiche - attraverso la corretta applicazione delle norme che regolano una pesca sostenibile - ma anche tutelare i consumatori e i professionisti rispettosi delle norme per garantire una concorrenza leale e prodotti sempre conformi alla qualità dichiarata sulle etichette di vendita. Numerosi sono purtroppo gli illeciti - più o meno gravi - che vengono ancora riscontrati: ammonta a circa 1 milione di euro l'importo complessivo delle sanzioni elevate nel 2018, alle quali si aggiungono circa 70 tonnellate di prodotti sottoposti a sequestro.

 La sessione conclusiva ha visto protagonisti i gruppi di azione locale nel settore della pesca (FLAG) di Liguria, Sardegna e Calabria, che rispondendo alle caratteristiche delle aree in cui si creano, agiscono da veri e propri strumenti per lo sviluppo locale per la valorizzazione ed il rafforzamento della filiera della pesca, per la creazione di nuovi posti di lavoro anche per i giovani oltre a costituire un mezzo per migliorare la fruibilità del patrimonio ambientale nelle zone di pesca e acquacoltura e rafforzare le comunità dei pescatori coinvolti.

 Le conclusioni della giornata sono state affidate al deputato On. Viviani (Commissione agricoltura), che ha evidenziato come eventi di confronto e condivisione come quello odierno siano fondamentali per dare contenuti alla rete, favorire lo scambio di cultura e buone pratiche per una presa di coscienza collettiva della necessità di un lavoro capillare e condiviso tra i differenti stakeholders.




14/05/2019 Genova Attività

Fornire una risposta al problema dei rifiuti dispersi in mare, garantire la sicurezza alimentare ed il rispetto delle norme, promuovere strumenti di azione locale per lo sviluppo delle imprese del comparto ittico e dell'acquacoltura, il ruolo dell'amministrazione a sostegno dell'economia ittica e del mare.

Se n'è parlato approfonditamente nel convegno tenutosi presso la sede della Direzione Marittima di Genova, che ha visto protagonisti la Capitaneria di porto di Genova, Regione Liguria e tutti gli attori della filiera, dai rappresentanti locali agli internazionali, per mostrare lo stato dell'arte e garantire uno scambio di cultura e buone pratiche quali basi per lo sviluppo.

 Il Convegno "L'azione regionale a sostegno dell'economia ittica e del mare" ha mostrato come l'unione e la collaborazione delle parti che agiscono e svolgono il lavoro in maniera organica seppur differenziata possa rendere virtuosa una Regione a tal punto da prenderla come modello.

 La prima sessione dedicata alla cooperazione internazionale, a coloro che dedicano le proprie forze allo studio ed al rispetto dell'ambiente, ha visto la presentazione di quattro progetti europei, presentati come strumenti fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi. Differenti le tematiche ma comune la direzione, trovare una soluzione per la protezione ambientale e lo sviluppo delle imprese che lavorano sul mare: dai rifiuti dispersi in mare, alla concentrazione e distribuzione delle microplastiche e degli inquinanti negli ambienti portuali, alla condivisione di problematiche e tecnologie per favorire lo sviluppo delle piccole e medie imprese del settore dell'acquacoltura.

Dai primi risultati del progetto P.Ri.S.Ma-Med presentati in anteprima nel corso del convegno emerge che oltre al 40 % dei rifiuti in mare sono costituiti da plastica, ancor più degli scarti vegetali che raggiungono il 30 %. L'assenza delle strutture a terra è un problema sentito e condiviso che favorisce atteggiamenti di indifferenza, oltre ad essere indispensabile la creazione di una filiera del rifiuto, da rendere virtuosa, come per gli scarti dei gusci di mitili e vongole che possono diventare preziosi monili, oggetti di arredo ed uso comune.

 La seconda sessione ha posto l'attenzione sulle verifiche di tracciabilità dei prodotti ittici, di sicurezza alimentare, del lavoro e del controllo della filiera. Gli stessi ispettori ICCAT hanno descritto la complessità dei controlli eseguiti dalla Guardia costiera in mare e a terra, nelle regioni della Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Liguria ed Emilia. Delle oltre 9.700 ispezioni effettuate nel 2018, ben il 75% ha infatti interessato centri di lavorazione, importazione e distribuzione dei prodotti ittici, nonché ristoranti e punti di vendita sul territorio. Queste operazioni, condotte con periodicità, si prefiggono infatti di preservare non solo le risorse ittiche - attraverso la corretta applicazione delle norme che regolano una pesca sostenibile - ma anche tutelare i consumatori e i professionisti rispettosi delle norme per garantire una concorrenza leale e prodotti sempre conformi alla qualità dichiarata sulle etichette di vendita. Numerosi sono purtroppo gli illeciti - più o meno gravi - che vengono ancora riscontrati: ammonta a circa 1 milione di euro l'importo complessivo delle sanzioni elevate nel 2018, alle quali si aggiungono circa 70 tonnellate di prodotti sottoposti a sequestro.

 La sessione conclusiva ha visto protagonisti i gruppi di azione locale nel settore della pesca (FLAG) di Liguria, Sardegna e Calabria, che rispondendo alle caratteristiche delle aree in cui si creano, agiscono da veri e propri strumenti per lo sviluppo locale per la valorizzazione ed il rafforzamento della filiera della pesca, per la creazione di nuovi posti di lavoro anche per i giovani oltre a costituire un mezzo per migliorare la fruibilità del patrimonio ambientale nelle zone di pesca e acquacoltura e rafforzare le comunità dei pescatori coinvolti.

 Le conclusioni della giornata sono state affidate al deputato On. Viviani (Commissione agricoltura), che ha evidenziato come eventi di confronto e condivisione come quello odierno siano fondamentali per dare contenuti alla rete, favorire lo scambio di cultura e buone pratiche per una presa di coscienza collettiva della necessità di un lavoro capillare e condiviso tra i differenti stakeholders.




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