Dragaggio, avanti ma con riserva

Si parte il 25 maggio, i pescatori chiedono un canale più profondo
«PER FARE CHIAREZZA sul dragaggio del porto di San Benedetto», ha esordito il comandante della Capitaneria di Porto, Sergio Lo Presti, alla conferenza stampa convocata alla sede della Guardia Costiera. «Vorrei fare ulteriore chiarezza», ha più tardi affermato il sindaco Gaspari, presente all’incontro – confronto, per confermare quanto accaduto alla sede del Provveditorato delle Opere Marittime, ad Ancona, ospiti del provveditore Lucia Conti. Vale a dire, la firma collettiva del ‘protocollo d’intesa’ per i lavori di ‘somma urgenza’ onde ovviare all’insabbiamento del bacino del porto di San Benedetto, una vera e propria emergenza considerando le preoccupazioni, in primis degli armatori – pescatori, poi dei diportisti ed infine dei titolari dei cantieri navali. Ma, diciamocelo, è stata fatta chiarezza sul problema atavico? Il succo del verbale firmato dai membri della Conferenza dei Servizi lo si conosceva già: 200.000 euro (il massimo finanziabile per la ‘somma urgenza’) a disposizione per appaltare, a trattativa privata, i lavori ad una draga. Il tutto in un paio di giorni. Quali lavori?, è la scontata domanda. L’intervento della draga, come da progetto, interesserà il ‘canale’ di uscita e di entrata in porto della flottiglia peschereccia. Cioè, 25.000 metri cubi di sabbia «che sarà spostata al di là del pennello parasabbia».
OPERAZIONE che dovrebbe creare un ‘binario’ largo 70 e profondo 3,80 metri. Operazione che non va bene agli armatori – pescatori che preferirebbero una larghezza di 50 metri è una profondità di 5 metri. Ma così, detto e fatto, è impossibile. Fin a quando non sarà redatta la scheda di identità del bacino del porto di San Benedetto (permetterebbe di avviare il dragaggo complessivo con un finanziamento di 2 milioni di euro, come assicurato al sindaco Gaspari dal sottosegretario del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, l’onorevole Nencini), occorrerà attenersi ai dettami del Provveditorato alle Opere Marittime. Ma, nelle casse comunali ci sono i 100.000 euro finanziati dalla Regione Marche («grazie all’assessore Paola Giorgi») a completare la disponibilità finanziaria per il dragaggio. «Allora – la conclusione del comandante Lo Presti e del sindaco Gaspari – dopo aver completato il primo step di 200.000 euro, si potrebbero utilizzare gli altri 100 mila per portare il fondale a 5 metri di profondità». Evviva la chiarezza. Una certezza per il sindaco Gaspari: «I lavori inizieranno il 25 maggio».
20/05/2015 San Benedetto del Tronto

Dragaggio, avanti ma con riserva

Si parte il 25 maggio, i pescatori chiedono un canale più profondo
«PER FARE CHIAREZZA sul dragaggio del porto di San Benedetto», ha esordito il comandante della Capitaneria di Porto, Sergio Lo Presti, alla conferenza stampa convocata alla sede della Guardia Costiera. «Vorrei fare ulteriore chiarezza», ha più tardi affermato il sindaco Gaspari, presente all’incontro – confronto, per confermare quanto accaduto alla sede del Provveditorato delle Opere Marittime, ad Ancona, ospiti del provveditore Lucia Conti. Vale a dire, la firma collettiva del ‘protocollo d’intesa’ per i lavori di ‘somma urgenza’ onde ovviare all’insabbiamento del bacino del porto di San Benedetto, una vera e propria emergenza considerando le preoccupazioni, in primis degli armatori – pescatori, poi dei diportisti ed infine dei titolari dei cantieri navali. Ma, diciamocelo, è stata fatta chiarezza sul problema atavico? Il succo del verbale firmato dai membri della Conferenza dei Servizi lo si conosceva già: 200.000 euro (il massimo finanziabile per la ‘somma urgenza’) a disposizione per appaltare, a trattativa privata, i lavori ad una draga. Il tutto in un paio di giorni. Quali lavori?, è la scontata domanda. L’intervento della draga, come da progetto, interesserà il ‘canale’ di uscita e di entrata in porto della flottiglia peschereccia. Cioè, 25.000 metri cubi di sabbia «che sarà spostata al di là del pennello parasabbia».
OPERAZIONE che dovrebbe creare un ‘binario’ largo 70 e profondo 3,80 metri. Operazione che non va bene agli armatori – pescatori che preferirebbero una larghezza di 50 metri è una profondità di 5 metri. Ma così, detto e fatto, è impossibile. Fin a quando non sarà redatta la scheda di identità del bacino del porto di San Benedetto (permetterebbe di avviare il dragaggo complessivo con un finanziamento di 2 milioni di euro, come assicurato al sindaco Gaspari dal sottosegretario del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, l’onorevole Nencini), occorrerà attenersi ai dettami del Provveditorato alle Opere Marittime. Ma, nelle casse comunali ci sono i 100.000 euro finanziati dalla Regione Marche («grazie all’assessore Paola Giorgi») a completare la disponibilità finanziaria per il dragaggio. «Allora – la conclusione del comandante Lo Presti e del sindaco Gaspari – dopo aver completato il primo step di 200.000 euro, si potrebbero utilizzare gli altri 100 mila per portare il fondale a 5 metri di profondità». Evviva la chiarezza. Una certezza per il sindaco Gaspari: «I lavori inizieranno il 25 maggio».

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