​Sono iniziate questa mattina, sotto lo sguardo attento dei militari della Capitaneria di porto di Roma, le operazioni di rimozione di un relitto di circa 10 metri costituito da materiale cementizio e reti metalliche affondato nelle acque del fiume Tevere, in un area di particolare pregio, precisamente nel tratto compreso tra Ponte Sant’Angelo e ponte Vittorio Emanuele II in Roma, a seguito della piena del 2011. Le operazioni che dureranno per circa 10 giorni, sono svolte da due ditte specializzate secondo un piano di recupero preventivamente autorizzato dalla Capitaneria di Porto di Roma, al fine di garantire il mantenimento dei massimi standard di salvaguardia ambientale e di tutela della navigazione.  Tutti i materiali recuperati saranno avviati a smaltimento secondo le normative vigenti e l’area sarà sottoposta a puntuale verifica per la completa asportazione di ogni eventuale residuo rimasto. Nell’ultima giornata il nucleo sub della Guardia Costiera sarà i a supporto delle operazioni di bonifica dell’area. La proprietà del relitto in questione è stata accerta a seguito di attività investigativa condotta dal personale della Guardia Costiera. Per le spese di recupero dello scafo, la Regione Lazio si rivarrà a danno del proprietario.  La Guardia Costiera di Roma, sotto il coordinamento della Direzione Marittima del Lazio, già dal settembre 2017, si è fatta promotrice di una serie di incontri periodici con le Amministrazioni competenti - Regione Lazio, Autorità di bacino, Autorità di sistema portuale Mar Tirreno Centro Settentrionale, Comuni di Roma Capitale e Fiumicino – al fine di coordinare le azioni necessarie per rimuovere i relitti e, conseguentemente, ripristinare i più consoni standard di salvaguardia, di decoro ambientale e di possibilità di fruizione, nel tratto fluviale, da parte della collettività.

10/10/2019 Roma Eventi

​Sono iniziate questa mattina, sotto lo sguardo attento dei militari della Capitaneria di porto di Roma, le operazioni di rimozione di un relitto di circa 10 metri costituito da materiale cementizio e reti metalliche affondato nelle acque del fiume Tevere, in un area di particolare pregio, precisamente nel tratto compreso tra Ponte Sant’Angelo e ponte Vittorio Emanuele II in Roma, a seguito della piena del 2011. Le operazioni che dureranno per circa 10 giorni, sono svolte da due ditte specializzate secondo un piano di recupero preventivamente autorizzato dalla Capitaneria di Porto di Roma, al fine di garantire il mantenimento dei massimi standard di salvaguardia ambientale e di tutela della navigazione.  Tutti i materiali recuperati saranno avviati a smaltimento secondo le normative vigenti e l’area sarà sottoposta a puntuale verifica per la completa asportazione di ogni eventuale residuo rimasto. Nell’ultima giornata il nucleo sub della Guardia Costiera sarà i a supporto delle operazioni di bonifica dell’area. La proprietà del relitto in questione è stata accerta a seguito di attività investigativa condotta dal personale della Guardia Costiera. Per le spese di recupero dello scafo, la Regione Lazio si rivarrà a danno del proprietario.  La Guardia Costiera di Roma, sotto il coordinamento della Direzione Marittima del Lazio, già dal settembre 2017, si è fatta promotrice di una serie di incontri periodici con le Amministrazioni competenti - Regione Lazio, Autorità di bacino, Autorità di sistema portuale Mar Tirreno Centro Settentrionale, Comuni di Roma Capitale e Fiumicino – al fine di coordinare le azioni necessarie per rimuovere i relitti e, conseguentemente, ripristinare i più consoni standard di salvaguardia, di decoro ambientale e di possibilità di fruizione, nel tratto fluviale, da parte della collettività.

Eventi

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11 aprile Giornata del mare e della cultura marinara

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