​Nel complesso 83 verifiche da Goro (Ferrara) a Cattolica (Rimini) su punti di sbarco del pesce, centri di distribuzione all'ingrosso e mezzi di trasporto. Per un totale di 48 sanzioni pari a oltre 35 mila euro. Ma nel taccuino dei controlli sulla filiera della pesca eseguiti dalla Guardia Costiera di Ravenna, figurano anche l'imposizione del vincolo sanitario, in attesa di ulteriori accertamenti Ausl, su 135 chili tra crostacei, alici, cefali, seppie, zanchette e triglie di fango. E la denuncia a piede libero di due persone per reati in materia di commercializzazione del prodotto. I controlli, che si sono svolti secondo lo schema mare-terra, hanno interessato sia il litorale adriatico che l'entroterra impegnando una trentina di militari al giorno. Sotto alla lente d'ingrandimento ci sono finite le irregolarità di settore più diffuse come l'errata etichettatura dei prodotti sia all'ingrosso che al dettaglio, la violazione di norme igienico-sanitarie dall'imballaggio al trasporto, la commercializzazione di esemplari sotto misura e la vendita di specie presentate come più pregiate del loro effettivo valore. Alcuni prodotti stoccati in attesa della vendita, su richiesta dei militari sono stati esaminati dai veterinari dell'Ausl prima di poter essere inseriti sul circuito al dettaglio.

02/04/2015 Ravenna

​Nel complesso 83 verifiche da Goro (Ferrara) a Cattolica (Rimini) su punti di sbarco del pesce, centri di distribuzione all'ingrosso e mezzi di trasporto. Per un totale di 48 sanzioni pari a oltre 35 mila euro. Ma nel taccuino dei controlli sulla filiera della pesca eseguiti dalla Guardia Costiera di Ravenna, figurano anche l'imposizione del vincolo sanitario, in attesa di ulteriori accertamenti Ausl, su 135 chili tra crostacei, alici, cefali, seppie, zanchette e triglie di fango. E la denuncia a piede libero di due persone per reati in materia di commercializzazione del prodotto. I controlli, che si sono svolti secondo lo schema mare-terra, hanno interessato sia il litorale adriatico che l'entroterra impegnando una trentina di militari al giorno. Sotto alla lente d'ingrandimento ci sono finite le irregolarità di settore più diffuse come l'errata etichettatura dei prodotti sia all'ingrosso che al dettaglio, la violazione di norme igienico-sanitarie dall'imballaggio al trasporto, la commercializzazione di esemplari sotto misura e la vendita di specie presentate come più pregiate del loro effettivo valore. Alcuni prodotti stoccati in attesa della vendita, su richiesta dei militari sono stati esaminati dai veterinari dell'Ausl prima di poter essere inseriti sul circuito al dettaglio.

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