La Capitaneria di porto di Ravenna rende noto - alla vigilia dell’importante manifestazione del raduno nazionale dei Marinai d’Italia - che la motovedetta CP 304, elemento di pregio storico della componente navale, già eretta a monumento dinanzi la sede della Capitaneria di Ravenna in Porto Corsini dal 2005, è stata riportata agli antichi splendori grazie al recente e sapiente restauro conservativo che l’ha riportata ai suoi fasti.


La stessa unità navale, costruita nei cantieri navali di Curtis Bay (USA) nel 1965,  fece parte del progetto che costituì la vera ossatura navale del Corpo delle Capitanerie di porto composto da 24 “motovedette costiere”, acquistate con un programma pluriennale, dal 1956 al 1961. La graduale realizzazione di mezzi necessari al soccorso, a causa delle limitate disponibilità di bilancio degli anni 60, privilegiò appunto questi battelli destinati principalmente al “salvataggio della vita umana in mare”.

La motovedetta CP 304 in servizio dal gennaio 1975 all’aprile 2000 (anno in cui fu radiata per vetustà), si rese protagonista di salvataggi arditi e memorabili nelle acque antistanti la città di Ravenna e pertanto fu deciso di mantenerla quale memoria, a testimonianza di un particolare periodo storico del Corpo caratterizzato da un grande slancio, notevole sacrificio e dedizione dei suoi uomini di equipaggio, in un’epoca nella quale la gestione del soccorso non era così specializzata come ai nostri giorni, dove contava più l’esperienza marinaresca ed il sacrificio dei marinai che la tecnologia e l’informatica.

30/04/2015 Ravenna Eventi

La Capitaneria di porto di Ravenna rende noto - alla vigilia dell’importante manifestazione del raduno nazionale dei Marinai d’Italia - che la motovedetta CP 304, elemento di pregio storico della componente navale, già eretta a monumento dinanzi la sede della Capitaneria di Ravenna in Porto Corsini dal 2005, è stata riportata agli antichi splendori grazie al recente e sapiente restauro conservativo che l’ha riportata ai suoi fasti.


La stessa unità navale, costruita nei cantieri navali di Curtis Bay (USA) nel 1965,  fece parte del progetto che costituì la vera ossatura navale del Corpo delle Capitanerie di porto composto da 24 “motovedette costiere”, acquistate con un programma pluriennale, dal 1956 al 1961. La graduale realizzazione di mezzi necessari al soccorso, a causa delle limitate disponibilità di bilancio degli anni 60, privilegiò appunto questi battelli destinati principalmente al “salvataggio della vita umana in mare”.

La motovedetta CP 304 in servizio dal gennaio 1975 all’aprile 2000 (anno in cui fu radiata per vetustà), si rese protagonista di salvataggi arditi e memorabili nelle acque antistanti la città di Ravenna e pertanto fu deciso di mantenerla quale memoria, a testimonianza di un particolare periodo storico del Corpo caratterizzato da un grande slancio, notevole sacrificio e dedizione dei suoi uomini di equipaggio, in un’epoca nella quale la gestione del soccorso non era così specializzata come ai nostri giorni, dove contava più l’esperienza marinaresca ed il sacrificio dei marinai che la tecnologia e l’informatica.

Eventi

Immagine segnaposto

Passeggero infortunato su nave da crociera, interviene la Guardia Costiera di Ravenna e il personale medico del 118.

Immagine segnaposto

Guardia Costiera e Cestha: rilasciata in mare la tartaruga marina “Moby Dick”

Immagine segnaposto

Il Sindaco Massimo Medri ha incontrato i militari della Guardia costiera di Cervia.

Immagine segnaposto

Accordo operativo tra la Guardia Costiera e i Vigili del Fuoco dell’Emilia-Romagna

Ravenna

Immagine segnaposto

Passeggero infortunato su nave da crociera, interviene la Guardia Costiera di Ravenna e il personale medico del 118.

Immagine segnaposto

Guardia Costiera e Cestha: rilasciata in mare la tartaruga marina “Moby Dick”

Immagine segnaposto

Il Sindaco Massimo Medri ha incontrato i militari della Guardia costiera di Cervia.

Immagine segnaposto

Accordo operativo tra la Guardia Costiera e i Vigili del Fuoco dell’Emilia-Romagna