​FONTE: il Resto del Carlino

Ravenna, 13 aprile 2018 - «Il bracconaggio è un fenomeno sempre più spesso oggetto di segnalazioni e di attenzione da parte di cittadini e lavoratori del settore sensibili e bisognosi di legalità». A spiegarlo è la polizia provinciale. Si lavora in collaborazione e senza clamori, considerato che il clima è abbastanza pesante. Non sono mancati episodi di vandalismo verso strutture di pescatori professionali o qualche capanno da pesca che è stato danneggiato. Ecco perché è difficile trovare testimonianze dirette che non siano quelle delle forze dell’ordine.

Oltre alla pesca di frodo delle vongole veraci della Baiona, preoccupa fortemente anche il bracconaggio nei fiumi. Il Reno è il più colpito: soprattutto l’argine sinistro da Volta Scirocco al mare, dove non ci sono capanni da pesca, è patrimonio eslcusivo dei bracconieri. Ma non sfuggono alle incursioni di frodo il Destra Reno, il Lamone, i Fiumi Uniti. Polizia provinciale, Carabinieri ambientali e Capitaneria di porto hanno il loro daffare. Siluri e carpe vanno per la maggiore, ma nelle reti calate dai bracconieri finisce di tutto.

I pescatori di frodo stanno depauperando il patrimonio ittico delle anguille.

Nonostante i limiti di pesca imposti ai capannisti, i bracconieri non rispettano regole. Sui Fiumi Uniti e nel Lamone piazzano archetti e cogolli sopra le dighe, catturando le anguille prima che arrivino nei tratti di fiume dove sono stati costruiti i capanni. Anche in questo caso si tratta soprattutto di pescatori di frodo provenienti dai Paesi dell’Est.

Ormai è stata messa a punto una strategia ben definita: un pescatore si dota di licenza regolare, compra un’auto da poche centinaia di euro (così in caso di sequestro il danno è relativo) e arruola dei ragazzi (spesso minorenni) per la posa delle reti. Anche sui fiumi le forze dell’ordine intensificheranno i controlli, giorno e notte.

13/04/2018 Ravenna

​FONTE: il Resto del Carlino

Ravenna, 13 aprile 2018 - «Il bracconaggio è un fenomeno sempre più spesso oggetto di segnalazioni e di attenzione da parte di cittadini e lavoratori del settore sensibili e bisognosi di legalità». A spiegarlo è la polizia provinciale. Si lavora in collaborazione e senza clamori, considerato che il clima è abbastanza pesante. Non sono mancati episodi di vandalismo verso strutture di pescatori professionali o qualche capanno da pesca che è stato danneggiato. Ecco perché è difficile trovare testimonianze dirette che non siano quelle delle forze dell’ordine.

Oltre alla pesca di frodo delle vongole veraci della Baiona, preoccupa fortemente anche il bracconaggio nei fiumi. Il Reno è il più colpito: soprattutto l’argine sinistro da Volta Scirocco al mare, dove non ci sono capanni da pesca, è patrimonio eslcusivo dei bracconieri. Ma non sfuggono alle incursioni di frodo il Destra Reno, il Lamone, i Fiumi Uniti. Polizia provinciale, Carabinieri ambientali e Capitaneria di porto hanno il loro daffare. Siluri e carpe vanno per la maggiore, ma nelle reti calate dai bracconieri finisce di tutto.

I pescatori di frodo stanno depauperando il patrimonio ittico delle anguille.

Nonostante i limiti di pesca imposti ai capannisti, i bracconieri non rispettano regole. Sui Fiumi Uniti e nel Lamone piazzano archetti e cogolli sopra le dighe, catturando le anguille prima che arrivino nei tratti di fiume dove sono stati costruiti i capanni. Anche in questo caso si tratta soprattutto di pescatori di frodo provenienti dai Paesi dell’Est.

Ormai è stata messa a punto una strategia ben definita: un pescatore si dota di licenza regolare, compra un’auto da poche centinaia di euro (così in caso di sequestro il danno è relativo) e arruola dei ragazzi (spesso minorenni) per la posa delle reti. Anche sui fiumi le forze dell’ordine intensificheranno i controlli, giorno e notte.

Ravenna

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