​Oggi il corpo di Andrea Carrai lascerà l’Elba. Non per tornare nella sua Lastra a Signa, ma sarà portato a Pisa. L’agenzia funebre Posini di Portoferraio è stata incaricata dal magistrato di portare nell’ospedale Santa Chiara la salma del 31enne annegato domenica davanti all’isolotto di Ortano (nel comune di Rio) dopo un tuffo da un gommone noleggiato insieme ad altri amici con cui trascorreva alcune giornate di vacanze nell’isola.

Carrai sarà portato al Santa Chiara per effettuare l’autopsia. Nella giornata di ieri la capitaneria di porto di Portoferraio ha proseguito le indagini. L’esame autoptico diventa ora fondamentale per stabilire la causa della morte del giovane: un malore in acqua, un urto mentre si tuffava. Per il resto dalla ricostruzione fatta dal gruppo di amici non sarebbero emersi elementi di criticità. I due gommoni noleggiati dal gruppo erano alla fonda e non vi sarebbe nessuna situazione anomala.
E, ora, è il sorriso di Andrea, il suo buon cuore, la capacità di esserci sempre per gli altri e di trasmettere allegria ciò che mancherà a chi lo conosceva bene. C’è grande dolore tra gli amici che avevano condiviso tempo e passioni con Andrea Carrai, dolore e la difficoltà di accettare una morte tanto improvvisa e ingiusta.
Nella sua Lastra a Signa, dove in tanti gli volevano bene, gli amici fanno fatica a parlare dell’accaduto, c’è tanta sofferenza per quell’amico scomparso nelle voci di chi lo conosceva, di chi aveva in comune con lui la grande passione per la Fiorentina, come il gruppo della Lanterna, gli inseparabili compagni di tifo viola e amici fraterni. «Era un grande tifoso della Fiorentina – è la prima cosa che dicono – . Era una persona buona. Lo vedevi così grande e grosso ma non era capace di fare male a una mosca, anzi si spostava più in là, era un angelo». Tra la commozione e gli occhi lucidi il ritratto che emerge di Andrea è quello di un ragazzo che amava la vita, generoso, di compagnia e sempre disponibile per tutti. «È morto un tifoso e un amico – ricordano dal gruppo della Lanterna – . Era una persona solare e bella. Stare con lui ti dava sicurezza e proprio sabato sera era qui con noi». Ancora sotto choc per una morte così inaspettata e inspiegabile, chi lo conosceva bene lo ricorda come un ragazzo pieno di interessi ma tranquillo e con la testa sulle spalle, che oltre alla passione per il calcio amava andare a ballare e trascorrere il tempo con gli amici. Figlio unico, gran lavoratore, aveva trovato un impiego subito dopo aver finito la scuola, al Meucci, e da allora non aveva mai saltato un giorno, tanto che anche il titolare dell’azienda di Sambuca, a San Casciano, in cui lavorava come metalmeccanico gli voleva bene come a un figlio. E poi c’era l’amore per la Fiorentina, le giornate passate in curva Fiesole a sostenere la squadra che ha voluto dedicargli un saluto, il Museo Fiorentina infatti lo ha salutato con alcune parole: «Giovane cuore viola, protagonista tra i tifosi della curva Fiesole, sempre al fianco della squadra viola, ci hai lasciato improvvisamente a soli 31 anni per un malore. La tua voce risuonerà sempre in ogni coro insieme a quelle di tutti i tifosi che ci seguono dal cielo». (IL TIRRENO)


02/08/2022 Portoferraio Eventi

​Oggi il corpo di Andrea Carrai lascerà l’Elba. Non per tornare nella sua Lastra a Signa, ma sarà portato a Pisa. L’agenzia funebre Posini di Portoferraio è stata incaricata dal magistrato di portare nell’ospedale Santa Chiara la salma del 31enne annegato domenica davanti all’isolotto di Ortano (nel comune di Rio) dopo un tuffo da un gommone noleggiato insieme ad altri amici con cui trascorreva alcune giornate di vacanze nell’isola.

Carrai sarà portato al Santa Chiara per effettuare l’autopsia. Nella giornata di ieri la capitaneria di porto di Portoferraio ha proseguito le indagini. L’esame autoptico diventa ora fondamentale per stabilire la causa della morte del giovane: un malore in acqua, un urto mentre si tuffava. Per il resto dalla ricostruzione fatta dal gruppo di amici non sarebbero emersi elementi di criticità. I due gommoni noleggiati dal gruppo erano alla fonda e non vi sarebbe nessuna situazione anomala.
E, ora, è il sorriso di Andrea, il suo buon cuore, la capacità di esserci sempre per gli altri e di trasmettere allegria ciò che mancherà a chi lo conosceva bene. C’è grande dolore tra gli amici che avevano condiviso tempo e passioni con Andrea Carrai, dolore e la difficoltà di accettare una morte tanto improvvisa e ingiusta.
Nella sua Lastra a Signa, dove in tanti gli volevano bene, gli amici fanno fatica a parlare dell’accaduto, c’è tanta sofferenza per quell’amico scomparso nelle voci di chi lo conosceva, di chi aveva in comune con lui la grande passione per la Fiorentina, come il gruppo della Lanterna, gli inseparabili compagni di tifo viola e amici fraterni. «Era un grande tifoso della Fiorentina – è la prima cosa che dicono – . Era una persona buona. Lo vedevi così grande e grosso ma non era capace di fare male a una mosca, anzi si spostava più in là, era un angelo». Tra la commozione e gli occhi lucidi il ritratto che emerge di Andrea è quello di un ragazzo che amava la vita, generoso, di compagnia e sempre disponibile per tutti. «È morto un tifoso e un amico – ricordano dal gruppo della Lanterna – . Era una persona solare e bella. Stare con lui ti dava sicurezza e proprio sabato sera era qui con noi». Ancora sotto choc per una morte così inaspettata e inspiegabile, chi lo conosceva bene lo ricorda come un ragazzo pieno di interessi ma tranquillo e con la testa sulle spalle, che oltre alla passione per il calcio amava andare a ballare e trascorrere il tempo con gli amici. Figlio unico, gran lavoratore, aveva trovato un impiego subito dopo aver finito la scuola, al Meucci, e da allora non aveva mai saltato un giorno, tanto che anche il titolare dell’azienda di Sambuca, a San Casciano, in cui lavorava come metalmeccanico gli voleva bene come a un figlio. E poi c’era l’amore per la Fiorentina, le giornate passate in curva Fiesole a sostenere la squadra che ha voluto dedicargli un saluto, il Museo Fiorentina infatti lo ha salutato con alcune parole: «Giovane cuore viola, protagonista tra i tifosi della curva Fiesole, sempre al fianco della squadra viola, ci hai lasciato improvvisamente a soli 31 anni per un malore. La tua voce risuonerà sempre in ogni coro insieme a quelle di tutti i tifosi che ci seguono dal cielo». (IL TIRRENO)


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