Dal 2 al 5 giugno scorso si è svolta presso il porto turistico Marina di Pescara la terza edizione della manifestazione "Sottocosta 2016", dedicata al mondo della nautica, dal diporto al turismo.

Ma il mare non è solo piacere e divertimento: come tristemente ci ricorda la cronaca quotidiana, esso è anche lo scenario dove si consuma la tragedia dell'immigrazione, dove centinaia di giovani vite vengono inghiottite dalle onde insieme alla speranza di un'esistenza migliore. Questo il tema approfondito nella mattinata di venerdì 3 giugno all'interno del padiglione fieristico nel corso del convegno dal titolo "Immigrazione ed informazione: il glossario della carta di Roma e il testo unico sulla deontologia". Il convegno, organizzato dall'Ordine dei Giornalisti d'Abruzzo, ha visto l'intervento di voci autorevoli, di chi per motivi professionali vive da vicino il fenomeno dell'immigrazione, come il fotoreporter internazionale Stefano Schirato e la giornalista Jenny Pacini, insieme nell'Egeo orientale per documentare il dramma dell'esodo siriano. E come gli uomini e le donne della Guardia Costiera, rappresentati dal Direttore Marittimo di Pescara, Capitano di Vascello Enrico Moretti, e dal Capo Ufficio Relazioni Esterne del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto, Capitano di Vascello Filippo Marini, che hanno raccontato l'immigrazione dal punto di vista dei soccorritori, illustrando l'organizzazione del soccorso marittimo, i meccanismi dei cosiddetti viaggi della speranza e le relative problematiche umanitarie. Interessante anche la testimonianza del Primo Maresciallo Luciano Sebastio, comandante della motovedetta d'altura CP292 in forza a Pescara ma dislocata per tre mesi presso l'isola di Kos (Grecia). Agli interventi è seguito un acceso dibattito tra i giornalisti presenti e i relatori, a dimostrazione dell'interesse suscitato da un tema tanto importante quanto inusuale in un contesto come quello di una fiera della nautica. Per questo motivo di Comandante Moretti ha voluto ringraziare la Camera di Commercio di Pescara, promotrice della manifestazione, per aver "mostrato una grande sensibilità nel vivere e rappresentare il mare non solo come fonte di divertimento, ma anche come emergenza umanitaria per via della scottante questione dei migranti. Il nostro mare da culla della civiltà mediterranea è diventato ormai una tomba di sogni infranti e speranze di vita spezzate".