ATTIVITA' DI CONTROLLO DI MOTOPESCA TUNISINI NELLE

                                              VICINANZE DELLE ISOLE PELAGIE.

 

Nella giornata del 30 settembre 2015 è stata condotta una intensa attività di vigilanza nei confronti di Motopescherecci di paesi extra UE (Tunisini, egiziani) nella zona di mare limitrofa alle isole di Lampedusa e Linosa.

L'attività è stata condotta con l'ausilio di mezzi navali ed aerei, coordinata dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto e dalla Direzione Marittima di Palermo ed eseguita dal personale dell'Ufficio Circondariale marittimo di Lampedusa e dagli equipaggi  imbarcati sulle motovedette di stanza in quel porto. Sono stati impiegati, in particolare, il velivolo ad ala fissa tipo ATR 42 e una motovedetta classe 200 e due motovedette classe 300 di stanza presso l'isola di Lampedusa. L'operazione è stata portata a termine dopo una significativa attività di monitoraggio resa possibile dall'utilizzo del velivolo ad ala fissa di stanza presso il Nucleo Aereo di Catania  che ha permesso di seguire e riprendere la navigazione di alcuni motopesca e la loro attività di pesca.

L'esito di  tale intensa attività di vigilanza ha consentito di intercettare il motopesca tunisino MOHAMED AZIZ MATR. MO807 in attività di pesca all'interno delle acque territoriali italiane a Sud Ovest dell'isola di Linosa con rete calata in mare e disposta in assetto di pesca.

A seguito di disposizione del magistrato di turno presso la Procura della Repubblica di Agrigento, il motopesca veniva condotto nel porto di Lampedusa per gli accertamenti successivi ove giungeva alle ore 23.15; si procedeva quindi all'ispezione dell'attrezzo di pesca (una rete a circuizione) e alle celle frigo di deposito del pescato.

Al comandante del motopesca, cittadino tunisino, è stata, quindi, contestata l'ipotesi di reato di cui all'articolo 7 comma 1 del Decreto legislativo 09 gennaio 2012 n. 4 in quanto intercettato ad effettuare attività di pesca in acque sottoposte alla sovranità di altri stati  privo dell'autorizzazione dello stato costiero, violazione punita dallo stesso decreto con l'arresto da due mesi a due anni o ammenda da 2000 a 12000 euro.

Veniva, altresì, eseguito il sequestro probatorio della rete da pesca del tipo circuizione della lunghezza totale di 700 mt ed altezza di circa 200 mt.

Al termine delle attività al Motopesca è stato consentito di riprendere la navigazione di rientro in Tunisia.

Dato Il valore economico della rete sequestrata (quantificato in circa 80.000 euro), si auspica che il controllo eseguito e le attività poste in essere anche in passato, costituiscano un forte deterrente per quei pescherecci appartenenti a paesi extra UE a non perseguire tali condotte illecite, mentre si configura, ovviamente, quale forma di tutela del ceto peschereccio nazionale nell'ambito del complesso sistema normativo che regola la materia.-

30/09/2015 canale di sicilia

                        ATTIVITA' DI CONTROLLO DI MOTOPESCA TUNISINI NELLE

                                              VICINANZE DELLE ISOLE PELAGIE.

 

Nella giornata del 30 settembre 2015 è stata condotta una intensa attività di vigilanza nei confronti di Motopescherecci di paesi extra UE (Tunisini, egiziani) nella zona di mare limitrofa alle isole di Lampedusa e Linosa.

L'attività è stata condotta con l'ausilio di mezzi navali ed aerei, coordinata dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto e dalla Direzione Marittima di Palermo ed eseguita dal personale dell'Ufficio Circondariale marittimo di Lampedusa e dagli equipaggi  imbarcati sulle motovedette di stanza in quel porto. Sono stati impiegati, in particolare, il velivolo ad ala fissa tipo ATR 42 e una motovedetta classe 200 e due motovedette classe 300 di stanza presso l'isola di Lampedusa. L'operazione è stata portata a termine dopo una significativa attività di monitoraggio resa possibile dall'utilizzo del velivolo ad ala fissa di stanza presso il Nucleo Aereo di Catania  che ha permesso di seguire e riprendere la navigazione di alcuni motopesca e la loro attività di pesca.

L'esito di  tale intensa attività di vigilanza ha consentito di intercettare il motopesca tunisino MOHAMED AZIZ MATR. MO807 in attività di pesca all'interno delle acque territoriali italiane a Sud Ovest dell'isola di Linosa con rete calata in mare e disposta in assetto di pesca.

A seguito di disposizione del magistrato di turno presso la Procura della Repubblica di Agrigento, il motopesca veniva condotto nel porto di Lampedusa per gli accertamenti successivi ove giungeva alle ore 23.15; si procedeva quindi all'ispezione dell'attrezzo di pesca (una rete a circuizione) e alle celle frigo di deposito del pescato.

Al comandante del motopesca, cittadino tunisino, è stata, quindi, contestata l'ipotesi di reato di cui all'articolo 7 comma 1 del Decreto legislativo 09 gennaio 2012 n. 4 in quanto intercettato ad effettuare attività di pesca in acque sottoposte alla sovranità di altri stati  privo dell'autorizzazione dello stato costiero, violazione punita dallo stesso decreto con l'arresto da due mesi a due anni o ammenda da 2000 a 12000 euro.

Veniva, altresì, eseguito il sequestro probatorio della rete da pesca del tipo circuizione della lunghezza totale di 700 mt ed altezza di circa 200 mt.

Al termine delle attività al Motopesca è stato consentito di riprendere la navigazione di rientro in Tunisia.

Dato Il valore economico della rete sequestrata (quantificato in circa 80.000 euro), si auspica che il controllo eseguito e le attività poste in essere anche in passato, costituiscano un forte deterrente per quei pescherecci appartenenti a paesi extra UE a non perseguire tali condotte illecite, mentre si configura, ovviamente, quale forma di tutela del ceto peschereccio nazionale nell'ambito del complesso sistema normativo che regola la materia.-

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