"OPERAZIONE GREEN STORM"


In data 29.10.2015, militari della Guardia Costiera appartenenti alla Direzione Marittima di Palermo, coadiuvati da personale della Polizia di Stato con l'intervento di unità cinofile e personale dell'Arpa di Palermo, ha operato una vasta e complessa operazione denominata "Green Storm", coordinata dalla locale Procura della Repubblica nella persona del Procuratore Aggiunto Leonardo AGUECI e del Sost. Procuratore Dott. Siro DE FLAMMINEIS, al fine di dare esecuzione ad apposita Ordinanza di custodia cautelare e Decreto di sequestro emesso dal Gip Dott. Giuliano CASTIGLIA, finalizzata a smantellare una organizzazione dedita alla gestione illecita internazionale di rifiuti.

L'operazione che si è conclusa con l'arresto di soggetti ritenuti responsabili dell'illecita attività ed il sequestro di rilevanti beni mobili ed immobili tra cui spicca un fabbricato di considerevoli dimensioni, circa 10.000 mq., ubicato nel cuore del quartiere di Brancaccio, abusivamente utilizzato quale deposito per lo stoccaggio e gestione di rifiuti.

Gli uomini della Guardia Costiera   attraverso un complessa azione sul territorio con osservazioni, pedinamenti e controlli, sono riusciti a far luce su una organizzazione delinquenziale dedita alla gestione illecita di rifiuti pericolosi, speciali e non.

Attraverso una complessa indagine, con attività tecniche di indagine,  i militari sono riusciti a risalire a tutta la filiera illecita e dimostrare la pericolosità di siffatta gestione.

Gli inquirenti sono convinti di aver colpito una delle  organizzazioni coinvolte in un più ampio traffico transfrontaliero di rifiuti tra l'Europa e l'Africa che aveva nel porto di Palermo lo snodo primario.

Al termine dell'indagine gli investigatori hanno quindi eseguito le ordinanze di custodia cautelare, e tratto in arresto tre fratelli D.F. V., D.F. R, D.F. A, i quali, in associazione tra di loro, hanno posto in essere diverse e reiterate condotte delinquenziali a danno dell'ambiente gestendo, in maniera del tutto abusiva, una attività organizzata dedita alla gestione illecita di rifiuti presso un deposito ubicato in piazza Scaffa, anch'esso privo dei requisiti previsti dalla legge.

L'operazione è stata effettuata contemporaneamente alle prime luci dell'alba, in diverse località della città ed ha visto tradotti in carcere due dei tre fratelli, mentre per uno si è proceduto a dare esecuzione alla misura cautelare degli arresti domiciliari.

Sono state altresì esperite diverse perquisizioni domiciliari nel corso delle quali è stata rinvenuta una pistola, un ordigno bellico ed un'ingente quantitativo di denaro riconducibile all'illecita attività. Contestualmente si è proceduto al sequestro di un consistente parco mezzi tra i quali  motocicli, mezzi da lavoro e veicoli commerciali utilizzati nella gestione abusiva di rifiuti contestata agli arrestati.

 In particolare all'interno del deposito ubicato in zona Brancaccio ed utilizzato dalla organizzazione come area di deposito e stoccaggio sono state rinvenute:

  • 3  tonnellate di rame pronto per la vendita;
  • 10 tonnellate di rame ancora in cavi di illecita provenienze (presumibilmente collegata a furti in danno di società elettriche e/o telefoniche);
  • 75 tonnellate pari a circa 230 mc di rifiuti speciali pericolosi;

    Tra le sostanze particolarmente pericolose sono stati rinvenuti ingenti quantitativi di RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Si tratta di rifiuti derivanti da piccoli e grandi elettrodomestici, dai computer, dai dispositivi elettrici ed elettronici, dai cellulari, da lampade fluorescenti, che una volta giunti al termine del loro ciclo di vita devono essere smaltiti seguendo regole ben precise in impianti altamente specializzati in quanto altamente pericolosi per l'ambiente. 

    Rinvenuti altresì considerevoli quantità di olio refrigerante e nichel e metalli pesanti, altamente inquinanti stoccati a cielo aperto. Sono inoltre stati ritrovati dieci fusti contenente liquido inquinante di cui all'attualità si ignora l'origine e la caratteristica.

    Desta inoltre particolare interesse per gli inquirenti il rinvenimento di un ordigno bellico inesploso, di grosso calibro,  da cui risulta essere stata asportata la materia esplodente. Ai militari non è sfuggita la presenza di  numerose reliquie in bronzo ed ottone, debitamente occultate,  proveniente da furti in luoghi di culto e/o aree cimiteriali.
     

    L'attività espletata dai militari della Guardia Costiera,  rientra in un più vasto programma di tutela ambientale che il Corpo delle Capitanerie di Porto svolge in tutto il territorio nazionale con particolare riguardo alle filiera dei rifiuti ed alla salvaguardia dell'ecosistema marino. 

    Si allegano rilievi fotografici .

     

Palermo, 29.10.2015

29/10/2015 Palermo

"OPERAZIONE GREEN STORM"


In data 29.10.2015, militari della Guardia Costiera appartenenti alla Direzione Marittima di Palermo, coadiuvati da personale della Polizia di Stato con l'intervento di unità cinofile e personale dell'Arpa di Palermo, ha operato una vasta e complessa operazione denominata "Green Storm", coordinata dalla locale Procura della Repubblica nella persona del Procuratore Aggiunto Leonardo AGUECI e del Sost. Procuratore Dott. Siro DE FLAMMINEIS, al fine di dare esecuzione ad apposita Ordinanza di custodia cautelare e Decreto di sequestro emesso dal Gip Dott. Giuliano CASTIGLIA, finalizzata a smantellare una organizzazione dedita alla gestione illecita internazionale di rifiuti.

L'operazione che si è conclusa con l'arresto di soggetti ritenuti responsabili dell'illecita attività ed il sequestro di rilevanti beni mobili ed immobili tra cui spicca un fabbricato di considerevoli dimensioni, circa 10.000 mq., ubicato nel cuore del quartiere di Brancaccio, abusivamente utilizzato quale deposito per lo stoccaggio e gestione di rifiuti.

Gli uomini della Guardia Costiera   attraverso un complessa azione sul territorio con osservazioni, pedinamenti e controlli, sono riusciti a far luce su una organizzazione delinquenziale dedita alla gestione illecita di rifiuti pericolosi, speciali e non.

Attraverso una complessa indagine, con attività tecniche di indagine,  i militari sono riusciti a risalire a tutta la filiera illecita e dimostrare la pericolosità di siffatta gestione.

Gli inquirenti sono convinti di aver colpito una delle  organizzazioni coinvolte in un più ampio traffico transfrontaliero di rifiuti tra l'Europa e l'Africa che aveva nel porto di Palermo lo snodo primario.

Al termine dell'indagine gli investigatori hanno quindi eseguito le ordinanze di custodia cautelare, e tratto in arresto tre fratelli D.F. V., D.F. R, D.F. A, i quali, in associazione tra di loro, hanno posto in essere diverse e reiterate condotte delinquenziali a danno dell'ambiente gestendo, in maniera del tutto abusiva, una attività organizzata dedita alla gestione illecita di rifiuti presso un deposito ubicato in piazza Scaffa, anch'esso privo dei requisiti previsti dalla legge.

L'operazione è stata effettuata contemporaneamente alle prime luci dell'alba, in diverse località della città ed ha visto tradotti in carcere due dei tre fratelli, mentre per uno si è proceduto a dare esecuzione alla misura cautelare degli arresti domiciliari.

Sono state altresì esperite diverse perquisizioni domiciliari nel corso delle quali è stata rinvenuta una pistola, un ordigno bellico ed un'ingente quantitativo di denaro riconducibile all'illecita attività. Contestualmente si è proceduto al sequestro di un consistente parco mezzi tra i quali  motocicli, mezzi da lavoro e veicoli commerciali utilizzati nella gestione abusiva di rifiuti contestata agli arrestati.

 In particolare all'interno del deposito ubicato in zona Brancaccio ed utilizzato dalla organizzazione come area di deposito e stoccaggio sono state rinvenute:

  • 3  tonnellate di rame pronto per la vendita;
  • 10 tonnellate di rame ancora in cavi di illecita provenienze (presumibilmente collegata a furti in danno di società elettriche e/o telefoniche);
  • 75 tonnellate pari a circa 230 mc di rifiuti speciali pericolosi;

    Tra le sostanze particolarmente pericolose sono stati rinvenuti ingenti quantitativi di RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Si tratta di rifiuti derivanti da piccoli e grandi elettrodomestici, dai computer, dai dispositivi elettrici ed elettronici, dai cellulari, da lampade fluorescenti, che una volta giunti al termine del loro ciclo di vita devono essere smaltiti seguendo regole ben precise in impianti altamente specializzati in quanto altamente pericolosi per l'ambiente. 

    Rinvenuti altresì considerevoli quantità di olio refrigerante e nichel e metalli pesanti, altamente inquinanti stoccati a cielo aperto. Sono inoltre stati ritrovati dieci fusti contenente liquido inquinante di cui all'attualità si ignora l'origine e la caratteristica.

    Desta inoltre particolare interesse per gli inquirenti il rinvenimento di un ordigno bellico inesploso, di grosso calibro,  da cui risulta essere stata asportata la materia esplodente. Ai militari non è sfuggita la presenza di  numerose reliquie in bronzo ed ottone, debitamente occultate,  proveniente da furti in luoghi di culto e/o aree cimiteriali.
     

    L'attività espletata dai militari della Guardia Costiera,  rientra in un più vasto programma di tutela ambientale che il Corpo delle Capitanerie di Porto svolge in tutto il territorio nazionale con particolare riguardo alle filiera dei rifiuti ed alla salvaguardia dell'ecosistema marino. 

    Si allegano rilievi fotografici .

     

Palermo, 29.10.2015

Palermo

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Il Contrammiraglio Roberto ISIDORI ha consegnato l’onorificenza della medaglia d’onore per lunga navigazione

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Visita alla Direzione Marittima della Sicilia Occidentale del Prefetto di Palermo S.E. Dott. Giuseppe FORLANI

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Terminate le operazioni di trasferimento sulla Nave Rubattino della Compagnia Italiana di Navigazione Tirrenia

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Conclusa l'operazione denominata PHOENIX