​Nell'ambito dei controlli finalizzati alla repressione dell'attività illegale sulla pesca del riccio di mare nel Compartimento Marittimo di Oristano, gli uomini della Guardia Costiera di Oristano, nel pomeriggio del giorno 13 marzo, hanno fermato un giovane di Narbolia intento ad effettuare la pesca del riccio di mare all'interno dell'Area Marina Protetta "Penisola del Sinis Isola di Mal di Ventre". Al trasgressore sono state sequestrate le attrezzature utilizzate per la pesca (nello specifico tre coppi, un retino fissato ad un galleggiante, muta maschera e pinne, una bombola di ossigeno completa di erogatore e 1 rampino). Infatti l'attività di pesca del riccio di mare (Paracentrotus lividus) all'interno dell'Area Marina Protetta è vietata ai sensi dell'articolo 7 dell'Ordinanza n°08/2017 emanata da questo Comando e che disciplina la pesca sportiva nell'ambito dell'Area Marina, inoltre il trasgressore stava effettuando la pesca subacquea che, in ogni caso, è sempre vietata nell'ambito dell'Area Marina Protetta con l'ulteriore aggravante dell'utilizzo di apparecchi ausiliari per la respirazione. Per questo motivo, a seguito degli accertamenti, è stata inoltrata la segnalazione all'autorità giudiziaria per violazione delle norme contenute nella legge quadro sulle aree marine protette. I controlli proseguiranno anche nei prossimi giorni e interesseranno tutti i principali punti di accesso al mare utilizzati dai pescatori professionali e sportivi per la pesca del riccio di mare.

13/03/2017 Oristano

​Nell'ambito dei controlli finalizzati alla repressione dell'attività illegale sulla pesca del riccio di mare nel Compartimento Marittimo di Oristano, gli uomini della Guardia Costiera di Oristano, nel pomeriggio del giorno 13 marzo, hanno fermato un giovane di Narbolia intento ad effettuare la pesca del riccio di mare all'interno dell'Area Marina Protetta "Penisola del Sinis Isola di Mal di Ventre". Al trasgressore sono state sequestrate le attrezzature utilizzate per la pesca (nello specifico tre coppi, un retino fissato ad un galleggiante, muta maschera e pinne, una bombola di ossigeno completa di erogatore e 1 rampino). Infatti l'attività di pesca del riccio di mare (Paracentrotus lividus) all'interno dell'Area Marina Protetta è vietata ai sensi dell'articolo 7 dell'Ordinanza n°08/2017 emanata da questo Comando e che disciplina la pesca sportiva nell'ambito dell'Area Marina, inoltre il trasgressore stava effettuando la pesca subacquea che, in ogni caso, è sempre vietata nell'ambito dell'Area Marina Protetta con l'ulteriore aggravante dell'utilizzo di apparecchi ausiliari per la respirazione. Per questo motivo, a seguito degli accertamenti, è stata inoltrata la segnalazione all'autorità giudiziaria per violazione delle norme contenute nella legge quadro sulle aree marine protette. I controlli proseguiranno anche nei prossimi giorni e interesseranno tutti i principali punti di accesso al mare utilizzati dai pescatori professionali e sportivi per la pesca del riccio di mare.

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