​L'origine della città di Monopoli è legata al porto. Nel I secolo dell'era cristiana esiste un villaggio di pescatori e agricoltori insediatisi nelle grotte, il Portus Poediculorum, riportato nella Tabula Peutengeriana con il nome di Portus Pedie. Si tratta di un porto canale, simile ad un lungo e stretto fiordo che dall'attuale Porto vecchio, piazza Garibaldi e Chiesa Amalfitana si inoltra tra pareti e cavità rocciose lungo via S. Caterina fino al sito dell'attuale Madonna del Soccorso.

Nel 1049 i Normanni, al comando del conte Ugone di Toute Bone, insabbiano il porto canale, da cui il nome di porto scomparso, per difendersi dagli attacchi dei pirati.

Nel 1201, durante l'episcopato di Pagano, viene firmato un accordo commerciale tra Monopoli e la città di Ragusa( attuale Dubrovnik) in Croazia, dal quale si evince l'esistenza di intensi traffici marittimi con attracco delle navi sull'antico litorale roccioso del Porto Aspero sito in corrispondenza dell'attuale banchina Solfatara e di Punta Pinna in prossimità del Castello Carlo V.

Nel 1496, durante il primo periodo di dominazione veneziana, il Consiglio dei Pregadi dispone la costruzione di un primo tratto del molo del Castello.

Nel 1529, con la dominazione spagnola, il re Carlo V dà inizio alla costruzione dell'intera cinta muraria e del castello, trascurando la sistemazione del porto, limitato alla zona di El Puerto dela Batteria. 

Nel 1759, durante il primo periodo borbonico,il porto è ancora limitato da un piccolo molo di una quarantina di metri nella zona del castello.

Nel 1818, ad opera del governo borbonico, vengono eseguiti i primi scandagli nella rada antistante la città. Vengono rilevati due bassi fondali scogliosi per cui i bastimenti, per attraccare, hanno bisogno del rimorchio.

Nel 1828 il sindaco barone Tommaso Ghezzi delibera l'imposizione di dazi comunali per finanziare le opere portuali, ma l'Intendente della Provincia non approva. Nel 1836 lo stesso Ghezzi,in qualità di Presidente del Consiglio Distrettuale, riesce ad ottenere l'autorizzazione per finanziare l'opera con 100.182 ducati di dazi comunali. Il ministro degli Affari Interni affida l'incarico per la progettazione del porto all'ing. Ercole Lauria,ma i lavori non sono approvati. Nonostante la mancanza di un porto adeguato, la marineria monopolitana esercita comunque i suoi ricchi commerci, specialmente di olio con la Russia e l'Inghilterra, tramite golette,brigantini e trabaccoli.

Nel 1850 il commerciante Michele De Martino, con denaro proprio e con i proventi dei bastimenti locali, esegue l'allungamento del terrapieno del Castello Carlo V.

Nel 1865 viene conferito l'incarico di una nuova progettazione all'ing. Francesco Lamberti e nel 1866 i lavori per 460.000 lire vengono affidati alla ditta Fiocca. Il 16 aprile 1868 iniziano i lavori del primo molo che sarà intitolato alla principessa Margherita di Savoia, promessa sposa del principe Umberto I. Si realizzano i primi 100 metri, ma lavori si fermano perché si rende necessaria una variante al progetto. Dopo l'apertura di un contenzioso con la ditta Fiocca nel 1873 i lavori vengono affidati alla ditta Pinto con la quale vengono realizzati il molo Margherita e una parte della banchina intorno al Castello.

Nel 1880 sono costruiti il faro e una parte della banchina davanti alle Beccherie.

Nel 1889 si costituisce un consorzio tra Monopoli e i comuni di Polignano a Mare, Conversano e Castellana per finanziare i lavori e nel 1897 si completano la banchina davanti al castello e la rampa di carico botti a Cala Batteria.

Nel 1898, grazie al monopolitano Mancini e al francese Paul Francois, si costituisce la società di navigazione a vapore Peucetia e iniziano ad attraccare i primi battelli a vapore.

Nel 1899 il commissario Giuseppe Pintor Mameli realizza l'ampliamento della banchina della Solfatara e la strada di accesso al porto, su progetto dell'ing. Collavitti.

Nel 1900 l'ing. Pantaleo Valente viene incaricato per la redazione di un progetto di sistemazione generale del porto.

Nel 1901, ottenuta per il porto la classificazione alla terza classe, seconda categoria, i comuni di Fasano, Polignano a Mare, Conversano, Castellana, Alberobello, Cisternino, Locorotondo, Martina, oltre Monopoli, sono chiamati a contribuire alle spese dei lavori.

Nel 1902 si rielabora il progetto con la costruzione del molo a Nord con radice non più a Cala Cani ma a Cala Curatori e l'eliminazione della Secca del Trave. I lavori della costruzione della diga Nord sono affidati alla ditta Giongo.

Nel 1907 il Ministero approva il Piano regolatore del porto, con lavori per oltre un milione di lire finanziati per il 40% dallo Stato, il 30 % dalla Provincia, il 30% dal Consorzio dei Comuni.

Nel 1920 occorrono 3,7 milioni di lire per completare la diga di Tramontana e la testata del faro.

La costruzione del porto ha notevoli riflessi sull'economia della città con nuove attività industriali e commerciali, l'incremento della cantieristica navale, lo sviluppo della piccola e media pesca.

Si passa dalle 6.311 tonnellate di merci del 1861 alle 65.354 del 1923, dal transito di 168 navi a vela del 1861 ai 270 piroscafi del 1900.

Negli anni '70, sono realizzati una serie di interventi per migliorare le strutture portuali, con il consolidamento della diga Tramontana, il dragaggio e il banchinamento del lato nord di cala Batteria e la sistemazione di Punta del Tonno.

A fine '900  lo scalo, per le caratteristiche delle sue banchine, si presta esclusivamente al traffico di navi cisterna a da carico secco con prevalenza di oli vegetali e sabbia destinati alle industrie locali*.

Nel 2006 sono completati i lavori per il prolungamento di ulteriori 200 metri del Molo di Tramontana.

Nel porto operano dal secondo dopoguerra molteplici cantieri navali. Inoltre il porto è anche, da sempre, il rifugio naturale di barche e motopescherecci dei pescatori di Monopoli,attraccati alle banchine del Porto Vecchio, della Solfatara e di cala Batteria.

 

*Dati tratti dal testo: Stefano Carbonara, Monopoli Porto e dintorni, edizioni ArtStampa, 2014.