Nel gennaio 1946, nei porti marittimi nazionali iniziarono, sotto la gestione del Provveditorato alle Opere Pubbliche, la realizzazione organica delle ricostruzioni dei porti marittimi nazionali. Durante tale attività non si presentarono problemi specifici di natura tecnica tali da impegnare studi di particolare importanza,  l'unica vera difficoltà fu legata alla simultaneità e eterogeneità delle costruzioni portuali unitamente alle esigue disponibilità di risorse presenti e del difficile coordinamento dei mezzi operanti durante la ricostruzione.

 

In particolare, per quanto concerne lo stabile ospitante la Capitaneria di porto della Spezia, lo stesso fu ricostruito sfruttando la struttura preesistente costituita da massi artificiali confezionati con cemento pozzolanico. La sovrastruttura invece venne predisposta utilizzato del pietrame rivestito esternamente da mattoni Klincker e da bolognini in pietra da taglio. Infine, per il coronamento dell'edificio fu creato un rivestimento con conci squadrati di arenaria e granito.

 

Oltre al predetto stabile, nel porto Spezzino furono ricostruirsi integralmente anche i seguenti altri edifici di servizio all'attività portuale: Commissariato di Pubblica Sicurezza, Direzione delle Dogane, due uffici della Dogana rispettivamente ai varchi di levate e ponente del porto, casermetta dei marinai della Capitaneria di porto della Spezia, Ufficio del lavoro Portuale e Servizio del Genio Civile, Agenzia Marittima, Deposito Costiero  oli minerali, Comando Zona fari, alloggio e ufficio piloti del porto, cabina elettrica, officina sussidiaria aziende mezzi meccanici.  

La Capitaneria di Porto della Spezia è sita in Largo Michele Fiorillo. Capitano di Porto insignito di Medaglia d'oro al valor di Marina con la seguente motivazione:

"Comandante di Ufficio Circondariale Marittimo, avuta notizia che una persona era in procinto di annegare, malgrado le proibitive condizioni atmosferiche e conscio del rischio che affrontava, armava col personale al suo comando un battello pneumatico e usciva immediatamente in mare. Dopo attenta navigazione e quando già vicino al punto stabilito, a causa di una violenta ondata che capovolgeva il battello, veniva a trovarsi in mare unitamente ai suoi uomini in località pericolosa a causa della vicinanza di una scogliera. In mare si preoccupava della salvezza dei suoi dipendenti che successivamente venivano tratti in salvo mentre egli, vittima del suo generoso gesto di altruismo periva tra i flutti. Nell'occasione metteva in luce spiccata abilità marinaresca, alto senso del dovere e doti di coraggio, sprezzo del pericolo, lasciando luminoso esempio di cosciente ardimento, abnegazione e vivo spirito di solidarietà umana.

(Acque di Marina di Massa, 6 luglio 1966)"

 

Al Capitano di Porto Fiorillo, imperituro esempio di coraggio, sono state intitolate due Motovedette del Corpo, il Pattugliatore 904, la Motovedetta d'Altura 307 (varata nel 1971), ed una Caserma.