LE porta container arrivano a cadenza quasi giornaliera, poi ci sono le navi da crociera e, a partire dalla primavera pros­sima, anche due attracchi contemporanei per circa 8 mila passeggeri complessivi. Aumentano i traffici, com­merciali e crocieristici, e, di conseguenza, si pone il pro­blema di tenere sotto control­lo l'emissione di fumi prodotti da imbarcazioni di stazza no­tevole, specialmente quando sono ormeggiate e fanno fun­zionare i generatori a gasolio marino. In attesa dell'elettri­ficazione degli approdi, Capi­taneria di porto, Agenzia delle dogane e Autorità portuale hanno siglato ieri mattina un apposito protocollo d'intesa che anticipa l'applicazione di una norma comunitaria che diventerà obbligatoria dal prossimo anno. Verranno te­nuti sotto controllo il tenore di zolfo dei combustibili uti­lizzati dalle navi in porto e, di conseguenza, le emissioni che fuori escono in atmosfera dai fumaioli delle navi. I prelievi di carburante ver­ranno effettuati a campione da personale della Capitane­ria di porto e dell'Ufficio delle dogane (2 al mese per un tota­le di 24 annuali). Dopo la verbalizzazione, da effettuare in contraddittorio con il coman­dante della nave, l'Ufficio del­le dogane si occuperà del con­fezionamento e della spedi­zione tramite corriere del campione al laboratorio chi­mico delle dogane di Livorno che procederà alle analisi e, dopo un paio di giorni, invierà i risultati alla Dogana. Gli uffi­ci degli Stagnoni, dal canto lo­ro, provvederanno a inviare i rapporti a Capitaneria e Authority. In caso di risultanze positive, ossia di carburante con un tasso di zolfo superiore al consentito, potranno esse­re comminate sanzioni amministrative alla compagnia di navigazione coinvolta. In base alla normativa vigente, il carburante deve avere un te­nore di zolfo non superiore al­lo 0,1% in massa. «Abbiamo aderito molto vo­lentieri a questo protocollo che pone l'attenzione su uno dei temi legati alla sostenibi­lità ambientale delle attività del porto a cui siamo da sem­pre molto attenti e sensibili - commenta il presidente del­l'Autorità portuale, Lorenzo Forcieri - Sia il monitoraggio dell'acqua e dell'aria effettua­to in collaborazione con gli enti preposti, sia la continua ricerca per ottenere le miglio­ri soluzioni tecnologiche che hanno come obiettivo la miti­gazione degli impatti connes­si all'operatività dello scalo, costituiscono per il nostro en­te un impegno costante». A detta del comandante della Capitaneria di porto, Enrico Castioni, «l'accordo anticipa di molti mesi a livello nazio­nale l'applicazione di una norma comunitaria che di­venterà obbligatoria dal pros­simo anno.  La Capitaneria di Porto,  istituzionalmente chiamata a svolgere anche  controlli ambientali, ha tro­vato nell'Ufficio delle dogane e nell'Autorità portuale refe­renti attenti e sensibili rispet­to a una questione che sta molto a cuore della comunità spezzina». Infine il direttore dell'Agenzia provinciale delle dogane, Elvio La Tassa, secon­do cui «la sinergia consolida il modus operandi che da tempo vede il nostro ufficio e gli altri organi impegnati sul fronte delle attività di prevenzione, monitoraggio e repressione dei comportamenti illeciti, potenziando l'attività di ana­lisi dei rischi e di controllo nel porto della Spezia».

21/02/2015 La Spezia

LE porta container arrivano a cadenza quasi giornaliera, poi ci sono le navi da crociera e, a partire dalla primavera pros­sima, anche due attracchi contemporanei per circa 8 mila passeggeri complessivi. Aumentano i traffici, com­merciali e crocieristici, e, di conseguenza, si pone il pro­blema di tenere sotto control­lo l'emissione di fumi prodotti da imbarcazioni di stazza no­tevole, specialmente quando sono ormeggiate e fanno fun­zionare i generatori a gasolio marino. In attesa dell'elettri­ficazione degli approdi, Capi­taneria di porto, Agenzia delle dogane e Autorità portuale hanno siglato ieri mattina un apposito protocollo d'intesa che anticipa l'applicazione di una norma comunitaria che diventerà obbligatoria dal prossimo anno. Verranno te­nuti sotto controllo il tenore di zolfo dei combustibili uti­lizzati dalle navi in porto e, di conseguenza, le emissioni che fuori escono in atmosfera dai fumaioli delle navi. I prelievi di carburante ver­ranno effettuati a campione da personale della Capitane­ria di porto e dell'Ufficio delle dogane (2 al mese per un tota­le di 24 annuali). Dopo la verbalizzazione, da effettuare in contraddittorio con il coman­dante della nave, l'Ufficio del­le dogane si occuperà del con­fezionamento e della spedi­zione tramite corriere del campione al laboratorio chi­mico delle dogane di Livorno che procederà alle analisi e, dopo un paio di giorni, invierà i risultati alla Dogana. Gli uffi­ci degli Stagnoni, dal canto lo­ro, provvederanno a inviare i rapporti a Capitaneria e Authority. In caso di risultanze positive, ossia di carburante con un tasso di zolfo superiore al consentito, potranno esse­re comminate sanzioni amministrative alla compagnia di navigazione coinvolta. In base alla normativa vigente, il carburante deve avere un te­nore di zolfo non superiore al­lo 0,1% in massa. «Abbiamo aderito molto vo­lentieri a questo protocollo che pone l'attenzione su uno dei temi legati alla sostenibi­lità ambientale delle attività del porto a cui siamo da sem­pre molto attenti e sensibili - commenta il presidente del­l'Autorità portuale, Lorenzo Forcieri - Sia il monitoraggio dell'acqua e dell'aria effettua­to in collaborazione con gli enti preposti, sia la continua ricerca per ottenere le miglio­ri soluzioni tecnologiche che hanno come obiettivo la miti­gazione degli impatti connes­si all'operatività dello scalo, costituiscono per il nostro en­te un impegno costante». A detta del comandante della Capitaneria di porto, Enrico Castioni, «l'accordo anticipa di molti mesi a livello nazio­nale l'applicazione di una norma comunitaria che di­venterà obbligatoria dal pros­simo anno.  La Capitaneria di Porto,  istituzionalmente chiamata a svolgere anche  controlli ambientali, ha tro­vato nell'Ufficio delle dogane e nell'Autorità portuale refe­renti attenti e sensibili rispet­to a una questione che sta molto a cuore della comunità spezzina». Infine il direttore dell'Agenzia provinciale delle dogane, Elvio La Tassa, secon­do cui «la sinergia consolida il modus operandi che da tempo vede il nostro ufficio e gli altri organi impegnati sul fronte delle attività di prevenzione, monitoraggio e repressione dei comportamenti illeciti, potenziando l'attività di ana­lisi dei rischi e di controllo nel porto della Spezia».

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