• Cenni storici

    Nato dallo sgretolamento della massa granitica della vicina gallura e dal successivo innalzamento del livello marino dopo l'ultima glaceazione, l'Arcipelago di La Maddalena è posto fra mare e vento a cavallo fra Sardegna e Corsica, sulle bocche di Bonifacio. Oltre alla maggiore delle isole, da cui prende il nome, è costituito da sette isole minori contornate da numerosi isolotti disabitati. Geologicamente ne fanno parte anche le isole corse di Lavezzi e Cavallo appartenenti alla Francia; sulle Bocche di Bonifacio, infatti, corre la linea di confine fra Sardegna e Corsica e fra Francia e Italia.

    Le isole dell'arcipelago di La Maddalena, sono state da sempre via di comunicazione e di commercio che univano il Tirreno con i porti iberici e che metteva in comunicazione la Sardegna con le coste provenzali. Mutate le mete commerciali di scambio, soprattutto quelle dei metalli, l'arcipelago perse il suo ruolo di scalo e luogo di sosta e costrinse gli abitanti a ritirarsi verso l'interno spopolando per lunghi anni l'isola principale.

    Solo con l'avvento delle  guerre napoleoniche, La Maddalena fu sede della piccola marina sarda agli ordini del barone Giorgio Andrea Desgeneys.

    Valoroso Comandante nella lotta contro i pirati barbareschi che infestavano il mediterraneo, seguì in Sardegna Vittorio Emanuele I che gli affidò la difesa marittima dell'isola. Con la restaurazione ebbe incarichi diplomatici per le trattative di Vienna (1815) e fu governatore di Genova (1820), poi comandante della marina militare sarda che riorganizzò su solide basi.

    Lo spirito marinaro dei maddalenini mise le ali proprio negli anni in cui più nere si addensavano le nubi sul regno sardo-piemontese e le vicende internazionali, dominate nelle convulsioni che la Francia rivoluzionaria imprimeva all'Europa.

    Nel 1799 una squadra tunisina assaltò La Maddalena mentre le navi sarde erano in Missione: l'isola fu salva per l'eroismo dei suoi abitanti, comandati da Agostino Millelire, capitano del porto, che misero in fuga gli aggressori.

    Quella di Des Geneys è una delle più nobili figure nella storia del tempo; a lui va indubbiamente riconosciuto di aver fondato la Marina Militare Sarda, e in definitiva, italiana.

    Des Geneys intuì che il cuore della difesa marittima del regno era La Maddalena e il suo arcipelago, e ciò non soltanto per la felicissima posizione strategica, ma per la vocazione marinara dei suoi abitanti. Conosceva tutto di la Maddalena e delle Bocche di Bonifacio, per avervi prestato servizio a bordo della "Beata Margherita" e conosceva l'indole eroica, disciplinata e autonoma degli uomini dell'isola imbarcati sulle navi di Sua Maestà.

    Per iniziativa e impulso di Des Geneys , la piccola isoletta delle bocche di Bonifacio andava trasformandosi in quell'incomparabile vivaio di eccellenti marinai da guerra che sino ai giorni nostri rimane. Nello stabilire a La Maddalena la base della Marina all'inizio del secolo, Des Geneys sapeva anche di poter fare pieno affidamento sul comandante di quella piazza, Agostino Millelire, che tante prove di valore e di fedeltà aveva già dato.

    Per la lotta contro i barbareschi e i contrabbandieri, Des Geneys si adoperò anche alla fortificazione del porto di Porto Torres e della costa settentrionale oltre a far effettuare un minuzioso e continuo pattugliamento delle bocche di Bonifacio dalla squadretta di La Maddalena.

    La presenza della flotta inglese, che spesso si ancorava nella rada di Mezzoschifo (oggi Porto Rafael) e in quella di Arzachena, utilizzando La Maddalena come base logistica di rifornimenti, fece conoscere all'Europa, attraverso le parole dell'ammiraglio Nelson, l'importanza strategica dell'arcipelago nello scacchiere mediterraneo.

    I comandanti delle piccole imbarcazioni militari e i padroni marittimi mercantili diventavano il nucleo intorno al quale andava formandosi la borghesia isolana, i cui interessi gravitavano sul mare: d'altra parte non esisteva proprietà fondiaria visto che tutte le isole erano demaniali.

    Nel 1843, nel tentativo di sviluppare l'agricoltura con la creazione di una piccola ma diffusa proprietà privata, lo Stato decise di assegnare tutte le terre libere dell'arcipelago, divise in lotti, ai capifamiglia isolani. Questa era la situazione che Garibaldi trovò nell'isola quando vi sbarcò per la prima volta nel 1849.

    Il risveglio dei commerci e della navigazione permettevano il formarsi di uno dei porti commerciali di maggior importanza della Sardegna e la disciplina dei commerci mercantili via mare, sia sotto il punto di vista tecnico nautico, che sotto il profilo della formazione degli equipaggi, fino agli arredi portuali, venivano quindi gestiti dalle antiche magistrature del mare alle quali era stata affidata l'amministrazione e la cura dei porti.

    Nel Regno Sardo-Piemontese vi erano due distinti corpi istituzionali: i consoli ed i viceconsoli ai quali era devoluta l'amministrazione della Marina mercantile ed i capitani e gli ufficiali di porto, appartenenti al Corpo dello stato maggiore dei porti, ai quali era affidato il Comando dei porti, la polizia ed i servizi tecnico-nautici.


     
  • Le Capitanerie di Porto

    Con la firma del Regio Decreto n. 2438 del 20 luglio 1865 da parte di Vittorio Emanuele II si diede vita all'unificazione degli ordinamenti portuali , concretizzando un'interfaccia per la disciplina dei porti e delle attività mercantili portuali e della navigazione dando vita al "Corpo delle Capitanerie di Porto" che all'epoca, era un corpo civile inquadrato militarmente formato da Capitani di Porto di prima, seconda e terza classe, Ufficiali di Porto di prima, di seconda e di terza classe e applicati di porto.

    La Maddalena storica.jpgLe giurisdizioni marittime erano costituite da Compartimenti e Circondari Marittimi, i primi erano affidati al Comando dei Capitani, mentre i secondi erano di competenza degli Ufficiali di Porto.

    Con il passare degli anni, l'odierno Corpo, dopo aver dismesso la toga della magistratura speciale marittima, opera nell'interesse collettivo, per regolare l'utilizzazione dei porti e delle spiagge, ma anche a tutela dei commerci e vigilare su tutte le attività che si svolgono in mare e sulle pertinenze del mare.

    Nel mese di febbraio 1918 il Governo gravò il Corpo di ulteriori compiti di carattere militare, tutti gli uomini furono militarizzati per tutto il periodo guerreggiato, con proroga di un semestre oltre la firma dei trattati di pace. Il Corpo venne definitivamente inquadrato militarmente nel mese di novembre 1919 ed infine entrava a far parte dei Corpi della Regia Marina nel settembre del 1923.

    Questo ultimo provvedimento, consacrò la reale vocazione militare del Corpo, conducendolo fino all'attuale assetto organizzativo.

    La seconda guerra mondiale, giunse dopo un interguerra non magro, ove gli uomini delle Capitanerie di Porto furono chiamati nei sorgitori delle Colonie e dell'Impero, mentre con decreto dell'11 novembre 1938, l'Ispettorato Generale veniva soppresso ed in sua vece istituito il Comando Generale delle Capitanerie di Porto, retto da un Ammiraglio di Squadra, ridisegnandone organici ed organizzazione.La Maddalena colonna garibaldi storica.jpg

    Questo momento storico, vedeva nascere nel sorgitore dell'Arcipelago il Compartimento Marittimo di La Maddalena con sede nei pressi dell'approdo di Cala Gavetta, che permetteva il continuo monitoraggio del traffico marinaresco attraverso la Rada di La Maddalena., con a capo un Capitano di Porto.

    Nel 1973 detto Compartimento Marittimo veniva declassificato a Ufficio Circondariale Marittimo con a capo un Tenente di Porto.

    L'evoluzione del Corpo negli anni a seguire,  hanno permesso l'acquisizione del forte della "Vecchia Guardia" al fine di impiegare la struttura per il monitoraggio dei traffici mercantili attraverso le Bocche di Bonifacio con un nuovo sistema chiamato V.T.S. (Vessel Traffic Service).

    La prima costruzione sovrastante l'isola in località Guardia Vecchia, punto più elevato di La Maddalena a quota 146 mt s.l.m., risale all'XI secolo ad opera dei pisani, i quali edificarono una torretta di avvistamento per monitorare le invasioni dei Saraceni.

    Con lo scoppio della prima guerra mondiale, la fortificazione di Guardia Vecchia poteva già considerarsi superata e quindi andava, unitamente alle altre fortificazioni presenti nell'arcipelago, ulteriormente potenziata in quanto la difesa di La Maddalena  costituiva obiettivo essenziale. Prima dell'entrata in guerra dell'Italia nel secondo conflitto mondiale, nell'arco temporale dal 1932 al 1939 l'opera fu ristrutturata e ulteriormente potenziata secondo le esigenze del tempo.

    Guardia Vecchia 2003.pngIl 3 settembre del 1943 nell'isola avvenne un colpo di mano tedesco e questi occuparono, tra l'altro, la stazione semaforica di Guardia Vecchia che abbandonarono al momento della loro evacuazione dall'isola avvenuta il successivo 15 settembre. Dopo il secondo conflitto mondiale nel 1951, la parte interna fu ristrutturata in modo da ottenere l'alloggiamento per una piccola guarnigione formata da personale misto Aeronautica/Marina con il compito di assolvere i servizi di vedetta, meteorologia, segnali e semaforico.

    Dal 1970, dopo la cessione dell'Aeronautica da parte della Marina, delle strutture presenti a Capo Caccia, in accordo con l'Aeronautica Militare il servizio meteorologico fu effettuato solo da personale della Marina con la supervisione di un fiduciario Capo Carico dell'Aeronautica. Nel 1978 fu installata la stazione radio,  prima ubicata nell'Isola Chiesa, la quale ha  operato fino al 1 gennaio 2000 data di cessata attività prevista dal piano di ristrutturazione nazionale della Forza Armata e periodo in cui lo stabile passò al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti attraverso il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, sotto il controllo della Capitaneria di Porto di La Maddalena il 18 luglio 2001.

    Con D.P.R. nr. 365 in data 20/08/2001 l'Ufficio Circondariale Marittimo di La Maddalena viene elevato a Capitaneria di Porto.

    I confini di giurisdizione del Compartimento Marittimo di La Maddalena sono delimitati a Est dal limite Nord della spiaggia di "Rena Maiore" (Comune di Santa Teresa Gallura) e ad Ovest da Capo Ferro (Comune di Arzachena) per una estensione complessiva di 282 km. nei quali ricadono gli ambiti costieri dei Comuni di La Maddalena, Arzachena, Palau, Santa Teresa Gallura ed Aglientu.


    Nella sfera  del Compartimento operano tre Uffici Marittimi:

  • Capitaneria di Porto di La Maddalena;
  • Ufficio Locale Marittimo di Palau;
  • Delegazione di Spiaggia di Santa Teresa Gallura.



     
  • Il Centro V.T.S.Guardia Vecchia 2014.png

     

    Nell'estate del 2003 il Centro VTS (Vessel Traffic Service) "Bonifacio Traffic", è entrato in funzione a pieno regime per incrementare il livello di sicurezza nella navigazione e la salvaguardia della vita umana in mare; ausilio alla gestione delle emergenze in mare, negli spazi marini d'interesse; migliorare la sicurezza ed efficacia del traffico navale nelle acque territoriali, nelle zone di mare con più intenso traffico, negli approcci ai porti.

    Il sistema sarà integrato nel "Sistema Informativo per la Navigazione ad avanzata tecnologia" (N.I.S.A.T.) del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in modo da rispondere ai requisiti e compiti istituzionali per le attività di controllo e coordinamento del traffico e delle attività marittime.

    Il centro, nato per incrementare il livello di sicurezza della navigazione e monitorare il traffico navale nelle Bocche di Bonifacio, è stato il primo centro VTSL pienamente operativo (FOC – Full Operational Capability) del progetto VTS Nazionale. 


     

    Con Risoluzione del Comitato  per la protezione dell'ambiente marino dell'Organizzazione Internazionale Marittima ("IMO") del 15 luglio 2011 lo Stretto di Bonifacio è stato designato c Area di mare di particolare sensibilità (Particularly Sensitive Sea Area -PSSA).

    Tale designazione determina l'applicazione delle cosiddette misure associate di protezione ("associated protective measaures") che consistono nel sistema raccomandato di rotte (già in vigore), nell'obbligo di rapportazione delle navi in transito – cosiddetto BONIFREP (già in vigore) e nel sistema di pilotaggio raccomandato.

    Su input del Ministero dei Trasporti e previa riunione operativa presso la Direzione Marittima di Olbia tra il Direttore Marittimo ed i comandanti delle Capitanerie di Porto di La Maddalena e Porto Torres e i capi delle Corporazioni dei Piloti del Porto di Porto Torres ed Olbia, è stato deciso che fosse la Capitaneria di Porto di La Maddalena a dover disciplinare a livello sperimentale il servizio di pilotaggio raccomandato nello Stretto di Bonifacio.

    Con Ordinanza n. 73/2014 del 30 giugno 20014 della Capitaneria di Porto di La Maddalena è stato pertanto dettata la disciplina sperimentale del servizio che dal punto di vista pratico verrà fornito a settimane alternate con l'analogo servizio di pilotaggio del Sud della Corsica, unico caso nel Mediterraneo di servizio di pilotaggio fornito dalle strutture operative di 2 diversi Paesi.

    I piloti dello Stretto, piloti abilitati per i porti di Olbia e Porto Torres, sono stati preventivamente nominati pratici locali ex art. 96 del Codice della Navigazione per operare come piloti nelle acque del  Compartimento Marittimo di La Maddalena.

    I comandanti delle navi che vorranno servirsi dei piloti nell'attraversamento dello Stretto potranno trovare ogni utile informazione e prenotare l'attività sul sito web www.bonifaciostraitpilots.eu.

    Le tariffe del servizio, concordate tra le Federazioni Piloti italiana e francese, sono state approvate con Decreto del Direttore Marittimo di Olbia e rese esecutive nel Compartimento marittimo di La Maddalena con Ordinanza n. 74/2004 della Capitaneria maddalenina.

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  • Il Parco Nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena

Zonizzazione 2011.pngIl Parco Nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena è il primo parco nazionale della Sardegna, l'unico in Italia costituito da tutto il territorio di un solo comune. E' stato istituito con la legge n.10 del 4 gennaio 1994; il suo Ente gestore e le relative norme di salvaguardia, attualmente vigenti, sono stati istituiti con Decreto del Presidente della Repubblica del 17 Maggio 1996.

È un parco geomarino che si estende su una superficie - tra terra e mare - di circa 18.000 ettari (5.134 ettari di superficie terrestre e 13.000 ettari di superficie marina) e 180 chilometri di coste. Il Parco Nazionale comprende tutta l'area marina dell'Arcipelago di La Maddalena e include anche quella terrestre, ovvero tutte le isole e gli isolotti appartenenti al territorio del Comune di La Maddalena. In virtù della dipendenza d'istituto dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare la vigilanza ambientale nelle acque dell'Arcipelago è uno degli sforzi principali della Capitaneria di Porto di La Maddalena.