PESCA DEL RICCIO DI MARE, RIAPERTA LA STAGIONE IN SARDEGNA.

 

Lo scorso 8 novembre 2018, l'Assessorato dell'Agricoltura e riforma Agro-Pastorale della Regione Autonoma della Sardegna ha emanato il Decreto che consente su tutto il territorio sardo la riapertura della pesca del riccio di mare (paracentrotus lividus) nel periodo ricompreso tra il 15 novembre 2018 ed il 15 aprile 2019.

La normativa regionale, consultabile all'indirizzo http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_801_20181109100156.pdf, detta regole ben precise sia per i pescatori professionisti - subacquei e non - sia per i pescatori sportivi, indicando nel dettaglio limiti di cattura, periodi di prelievo, tipologia ed attrezzatura consentita per la pesca.

Per i pescatori professionali sono stabilite sostanzialmente disposizioni simili a quelle degli anni passati, prevedendo quantitativi giornalieri massimi prelevabili compresi tra 1000 ricci per pescatore sino a 3500 esemplari per massimo tre operatori. L'attività di pesca, consentita nella sola fascia oraria ricompresa tra le ore 06.30 e le ore 13.00 per tutti i giorni della settimana, fatta eccezione per le sole domeniche dell'intero periodo, dovrà essere preventivamente comunicata all'Autorità Marittima competente per territorio.

Per i pescatori sportivi, invece, attività molto diffusa tra i residenti del Nord Gallura e dell'Arcipelago di La Maddalena per tradizioni storiche e culturali, il Decreto regionale consente la raccolta per uso personale esclusivamente a mano e per un massimo di 50 esemplari, senza attrezzi particolari o bombole, limitatamente alle sole giornate di sabato, domenica e festivi calendariali.

La Capitaneria di Porto di La Maddalena raccomanda la rigorosa osservanza delle regole sulla pesca di questa specie ittica al fine di evitare un'eccessiva raccolta che, oltre a poter compromettere la riproduzione futura della specie danneggiando irrimediabilmente gli ecosistemi ambientali locali, comporterebbe severe sanzioni per i trasgressori, previste sino a 1000 euro per gli sportivi e sino a 4000 euro per i professionisti, con relativa confisca delle attrezzature e del pescato.

15/11/2018 La Maddalena

PESCA DEL RICCIO DI MARE, RIAPERTA LA STAGIONE IN SARDEGNA.

 

Lo scorso 8 novembre 2018, l'Assessorato dell'Agricoltura e riforma Agro-Pastorale della Regione Autonoma della Sardegna ha emanato il Decreto che consente su tutto il territorio sardo la riapertura della pesca del riccio di mare (paracentrotus lividus) nel periodo ricompreso tra il 15 novembre 2018 ed il 15 aprile 2019.

La normativa regionale, consultabile all'indirizzo http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_801_20181109100156.pdf, detta regole ben precise sia per i pescatori professionisti - subacquei e non - sia per i pescatori sportivi, indicando nel dettaglio limiti di cattura, periodi di prelievo, tipologia ed attrezzatura consentita per la pesca.

Per i pescatori professionali sono stabilite sostanzialmente disposizioni simili a quelle degli anni passati, prevedendo quantitativi giornalieri massimi prelevabili compresi tra 1000 ricci per pescatore sino a 3500 esemplari per massimo tre operatori. L'attività di pesca, consentita nella sola fascia oraria ricompresa tra le ore 06.30 e le ore 13.00 per tutti i giorni della settimana, fatta eccezione per le sole domeniche dell'intero periodo, dovrà essere preventivamente comunicata all'Autorità Marittima competente per territorio.

Per i pescatori sportivi, invece, attività molto diffusa tra i residenti del Nord Gallura e dell'Arcipelago di La Maddalena per tradizioni storiche e culturali, il Decreto regionale consente la raccolta per uso personale esclusivamente a mano e per un massimo di 50 esemplari, senza attrezzi particolari o bombole, limitatamente alle sole giornate di sabato, domenica e festivi calendariali.

La Capitaneria di Porto di La Maddalena raccomanda la rigorosa osservanza delle regole sulla pesca di questa specie ittica al fine di evitare un'eccessiva raccolta che, oltre a poter compromettere la riproduzione futura della specie danneggiando irrimediabilmente gli ecosistemi ambientali locali, comporterebbe severe sanzioni per i trasgressori, previste sino a 1000 euro per gli sportivi e sino a 4000 euro per i professionisti, con relativa confisca delle attrezzature e del pescato.

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