​​Alle ore 11:36 e 12 secondi di ieri i sismografi dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno registrato una scossa di terremoto a sud di Grado di magnitudo 2.4 Richter. Niente paura. Non si è trattato di una scossa di terremoto vera e propria, ma di quanto hanno rilevato gli strumenti al momento del brillamento, sui fondali, della grande mina acustico-magnetica barica tedesca LMB della seconda guerra mondiale. Un ordigno trovato a poco più di un chilometro e mezzo da terra, nei pressi della “luminosa” della Mula di Muggia. L’anno scorso c’era stato un analogo ritrovamento e brillamento, ma gli effetti erano stati nettamente inferiori. Quella fatta brillare ieri, infatti, pesava, 900 chilogrammi dei quali 650 di tritolo. Lo scoppio è stato pertanto molto forte e anche evidente, tant’è che la colonna d’acqua che si è sollevata ha raggiunto una cinquantina di metri d’altezza. E pensare che lo stesso grande ordigno era stato trainato in una zona del tutto fangosa a circa 5 miglia a sud di Grado, depositato a una profondità tra 12 e 13 metri. L’alta colonna che si è formata era tendente principalmente ai colori grigio scuri in quanto, oltre all’acqua, è emerso tanto fango. Una forza esplosiva e d’urto davvero incredibile. L’operazione brillamento è stata effettuata dal personale specializzato del Gruppo Operativo Subacquei-nucleo Sdai (Servizio difesa antimezzi insidiosi) della Marina Militare che ha sede ad Ancona al comando del tenente di vascello Marco Saponangelo, mentre il coordinamento e anche l’operazione di traino del pericoloso ordigno dal punto di ritrovamento a quello del brillamento è stato effettuato da Circomare Grado con il comandante Ottavio Cilio che ha utilizzato due motovedette della Guardia Costiera oltre al gommone. I militari di Circomare hanno anche dovuto procedere all’allontanamento di diversi diportisti che si erano avvicinati alla zona. La grande mina, utilizzata per far saltare le corazzate, è stata trascinata nel corso di decine d’anni dai forti sciroccali e mareggiate dal punto dove era stata sganciata sino verso riva. La segnalazione di questa presenza, da scoprire però nel dettaglio, era stata da una troupe della Rai durante alcune riprese. A quel punto è stata interessata la Protezione civile locale, con il responsabile Giuliano Felluga, che evidenziava la possibilità di trovarsi di fronte a un pericoloso ordigno bellico. Dopo le verifiche fotografiche che è arrivato l’intervento degli artificieri subacquei. Ieri mattina verso le 10 è iniziata la pericolosa operazione di traino della mina in una zona fangosa, senza vegetazione e pesci per il brillamento. Da rilevare che nei giorni scorsi, davanti a Punta Sdobba, è stata trovata una granata di artiglieria italiana 75mm.

22/08/2015 Scelta n. 1 Eventi

​​Alle ore 11:36 e 12 secondi di ieri i sismografi dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno registrato una scossa di terremoto a sud di Grado di magnitudo 2.4 Richter. Niente paura. Non si è trattato di una scossa di terremoto vera e propria, ma di quanto hanno rilevato gli strumenti al momento del brillamento, sui fondali, della grande mina acustico-magnetica barica tedesca LMB della seconda guerra mondiale. Un ordigno trovato a poco più di un chilometro e mezzo da terra, nei pressi della “luminosa” della Mula di Muggia. L’anno scorso c’era stato un analogo ritrovamento e brillamento, ma gli effetti erano stati nettamente inferiori. Quella fatta brillare ieri, infatti, pesava, 900 chilogrammi dei quali 650 di tritolo. Lo scoppio è stato pertanto molto forte e anche evidente, tant’è che la colonna d’acqua che si è sollevata ha raggiunto una cinquantina di metri d’altezza. E pensare che lo stesso grande ordigno era stato trainato in una zona del tutto fangosa a circa 5 miglia a sud di Grado, depositato a una profondità tra 12 e 13 metri. L’alta colonna che si è formata era tendente principalmente ai colori grigio scuri in quanto, oltre all’acqua, è emerso tanto fango. Una forza esplosiva e d’urto davvero incredibile. L’operazione brillamento è stata effettuata dal personale specializzato del Gruppo Operativo Subacquei-nucleo Sdai (Servizio difesa antimezzi insidiosi) della Marina Militare che ha sede ad Ancona al comando del tenente di vascello Marco Saponangelo, mentre il coordinamento e anche l’operazione di traino del pericoloso ordigno dal punto di ritrovamento a quello del brillamento è stato effettuato da Circomare Grado con il comandante Ottavio Cilio che ha utilizzato due motovedette della Guardia Costiera oltre al gommone. I militari di Circomare hanno anche dovuto procedere all’allontanamento di diversi diportisti che si erano avvicinati alla zona. La grande mina, utilizzata per far saltare le corazzate, è stata trascinata nel corso di decine d’anni dai forti sciroccali e mareggiate dal punto dove era stata sganciata sino verso riva. La segnalazione di questa presenza, da scoprire però nel dettaglio, era stata da una troupe della Rai durante alcune riprese. A quel punto è stata interessata la Protezione civile locale, con il responsabile Giuliano Felluga, che evidenziava la possibilità di trovarsi di fronte a un pericoloso ordigno bellico. Dopo le verifiche fotografiche che è arrivato l’intervento degli artificieri subacquei. Ieri mattina verso le 10 è iniziata la pericolosa operazione di traino della mina in una zona fangosa, senza vegetazione e pesci per il brillamento. Da rilevare che nei giorni scorsi, davanti a Punta Sdobba, è stata trovata una granata di artiglieria italiana 75mm.

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