Negli ultimi giorni il personale della Guardia Costiera di Gaeta, costantemente impegnato nelle attività di monitoraggio e verifica di tutte le tipologie di scarichi di acque reflue che confluiscano in mare, con la supervisione del Centro di Coordinamento Ambientale Marino della Direzione Marittima del Lazio, ha portato a termine alcune rilevanti operazioni di controllo mirate a prevenire e reprimere l'inquinamento.

In particolare, nella giornata del 6 dicembre scorso, i militari del Comando di Gaeta, in stretta collaborazione con il personale tecnico dell'ARPA Lazio – Sezione di Latina, hanno accertato nel comune di Lenola la presenza di sostanze oleose all'interno delle vasche degli impianti di depurazione comunali. Successivamente, in relazione alla natura del refluo oleoso, con il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina, i militari estendevano le attività di verifica alle aziende di trattamento dei prodotti oleari, accertando, in un caso, la violazione delle norme in materia ambientale e procedendo alle discendenti sanzioni a carico del responsabile dell'azienda, deferito alla competente Autorità Giudiziaria. Allo stesso, inoltre, venivano disposte una serie di prescrizioni, imposte dalla normativa vigente, allo scopo di eliminare le anomalie riscontrate.

Nel corso di analoghe attività, svolte nel territorio di Gaeta e Itri, venivano sanzionati anche il gestore degli impianti di trattamento delle acque reflue ed i rappresentanti di alcuni Comuni per inosservanza delle norme in materia ambientale e specificamente per aver disatteso le prescrizioni imposte negli atti autorizzativi per superamento dei valori minimi imposti nelle autorizzazioni per il refluo depurato.

Numerose sono state, inoltre, le segnalazioni risultate attendibili provenienti dalle associazioni ambientaliste e da comuni cittadini in ordine a fenomeni inquinanti, molte delle quali sono tutt'ora in corso di verifica allo scopo di individuare i responsabili di condotte illecite lungo la zona di mare costiera.

In tale ambito si inserisce l'attività portata recentemente a termine dai militari dell'Ufficio Locale marittimo di Formia che accertavano il blocco di una delle elettropompe asservite ad un impianto di sollevamento del locale territorio comunale, causando la risalita dei reflui all'interno della vasca ed il successivo versamento in mare delle acque non depurate attraverso la condotta delle acque bianche. Tale "sfioratore", risultato non autorizzato dalla competente provincia di Latina, come previsto dalla vigente normativa ambientale, comportava l'applicazione una sanzione amministrativa che va da 6.000 Euro a 60.000 Euro a carico del trasgressore.

Successivamente, alla ricezione delle risultanze delle analisi di laboratorio da parte dell'Arpa Lazio sul campione effettuato allo scarico, che confermavano la massiccia presenza di "escherichia coli" con valori di oltre 300 volte superiori a quelli massimi previsti per l'immissione dei reflui in acque superficiali, fattispecie prevista dalle norme quale reato, il medesimo trasgressore veniva deferito alla competente A.G. di Cassino.

L'attività di monitoraggio da parte della Guardia Costiera continuerà anche nei prossimi giorni al fine di scongiurare l'eventuale ripetersi di tali eventi dannosi per l'ambiente.

Di fatto, prosegue il monitoraggio del territorio, nel cui ambito si inserisce la nota attività investigativa denominata "retini alla deriva", iniziata nel 2018 e che portò all'individuazione nel Golfo di Gaeta, in stato di abbandono incondizionato, di materiale plastico proveniente dallo scarto di lavorazione dei mitili e da cui scaturì il deferimento di 18 soggetti/aziende responsabili di tale danno ambientale alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino.

20/03/2022 Gaeta

Negli ultimi giorni il personale della Guardia Costiera di Gaeta, costantemente impegnato nelle attività di monitoraggio e verifica di tutte le tipologie di scarichi di acque reflue che confluiscano in mare, con la supervisione del Centro di Coordinamento Ambientale Marino della Direzione Marittima del Lazio, ha portato a termine alcune rilevanti operazioni di controllo mirate a prevenire e reprimere l'inquinamento.

In particolare, nella giornata del 6 dicembre scorso, i militari del Comando di Gaeta, in stretta collaborazione con il personale tecnico dell'ARPA Lazio – Sezione di Latina, hanno accertato nel comune di Lenola la presenza di sostanze oleose all'interno delle vasche degli impianti di depurazione comunali. Successivamente, in relazione alla natura del refluo oleoso, con il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina, i militari estendevano le attività di verifica alle aziende di trattamento dei prodotti oleari, accertando, in un caso, la violazione delle norme in materia ambientale e procedendo alle discendenti sanzioni a carico del responsabile dell'azienda, deferito alla competente Autorità Giudiziaria. Allo stesso, inoltre, venivano disposte una serie di prescrizioni, imposte dalla normativa vigente, allo scopo di eliminare le anomalie riscontrate.

Nel corso di analoghe attività, svolte nel territorio di Gaeta e Itri, venivano sanzionati anche il gestore degli impianti di trattamento delle acque reflue ed i rappresentanti di alcuni Comuni per inosservanza delle norme in materia ambientale e specificamente per aver disatteso le prescrizioni imposte negli atti autorizzativi per superamento dei valori minimi imposti nelle autorizzazioni per il refluo depurato.

Numerose sono state, inoltre, le segnalazioni risultate attendibili provenienti dalle associazioni ambientaliste e da comuni cittadini in ordine a fenomeni inquinanti, molte delle quali sono tutt'ora in corso di verifica allo scopo di individuare i responsabili di condotte illecite lungo la zona di mare costiera.

In tale ambito si inserisce l'attività portata recentemente a termine dai militari dell'Ufficio Locale marittimo di Formia che accertavano il blocco di una delle elettropompe asservite ad un impianto di sollevamento del locale territorio comunale, causando la risalita dei reflui all'interno della vasca ed il successivo versamento in mare delle acque non depurate attraverso la condotta delle acque bianche. Tale "sfioratore", risultato non autorizzato dalla competente provincia di Latina, come previsto dalla vigente normativa ambientale, comportava l'applicazione una sanzione amministrativa che va da 6.000 Euro a 60.000 Euro a carico del trasgressore.

Successivamente, alla ricezione delle risultanze delle analisi di laboratorio da parte dell'Arpa Lazio sul campione effettuato allo scarico, che confermavano la massiccia presenza di "escherichia coli" con valori di oltre 300 volte superiori a quelli massimi previsti per l'immissione dei reflui in acque superficiali, fattispecie prevista dalle norme quale reato, il medesimo trasgressore veniva deferito alla competente A.G. di Cassino.

L'attività di monitoraggio da parte della Guardia Costiera continuerà anche nei prossimi giorni al fine di scongiurare l'eventuale ripetersi di tali eventi dannosi per l'ambiente.

Di fatto, prosegue il monitoraggio del territorio, nel cui ambito si inserisce la nota attività investigativa denominata "retini alla deriva", iniziata nel 2018 e che portò all'individuazione nel Golfo di Gaeta, in stato di abbandono incondizionato, di materiale plastico proveniente dallo scarto di lavorazione dei mitili e da cui scaturì il deferimento di 18 soggetti/aziende responsabili di tale danno ambientale alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino.

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