La Capitaneria di porto di Crotone ha portato a termine l'ennesima operazione di controllo sulla filiera della pesca. Nei giorni scorsi sono stati sequestrati oltre 450 Kg di prodotto ittico con l'elevazione di sanzioni amministrative per oltre 24.000 euro.

I militari hanno verificato il rispetto della normativa in materia di cattura, produzione, trasporto e commercializzazione dei prodotti della pesca a garanzia della salute del consumatore finale.

Nella giornata di ieri, in particolare, la Capitaneria di porto di Crotone ha intercettato nel cirotano un vettore intento al trasporto di 110 Kg di esemplari di sarda di taglia inferiore a quella prevista dalla vigente normativa. Si ricorda, infatti, che ad essere vietata non è la sola attività di pesca del c.d. "bianchetto", ma anche la sua detenzione, il trasporto, e la successiva commercializzazione.

L'attività continuava con il controllo di una pescheria crotonese, ove veniva riscontrata la presenza di 116 Kg di prodotto ittico privo della prescritta documentazione che ne attestasse la provenienza.

Oltre alla pesca professionale, l'attività ispettiva ha interessato un altro fenomeno molto diffuso nella realtà crotonese: la pesca sportiva/ricreativa. Nei giorni scorsi sono stati infatti sequestrati 50 kg di ricci di mare, illecitamente pescati da un pescatore subacqueo all'interno del porto di Le Castella e sono state comminate sanzioni per l'utilizzo di reti da posta ad opera del ceto diportista, pratica quanto mai vietata.

L'attività non si è limitata al mero ambito marittimo e, di fatto, la Capitaneria di porto ha deferito all'Autorità Giudiziaria un cittadino crotonese che ha abusivamente occupato pubblico demanio marittimo realizzando una pescheria senza il prescritto titolo concessorio.

La conferma della potenziale pericolosità del prodotto sequestrato è arrivata a seguito di visita ispettiva da parte del personale del Servizio Veterinario – Area B dell'ASP di Crotone che ha dichiarato il prodotto sequestrato, laddove non corredato della prescritta documentazione che ne attestasse la provenienza, non idoneo al consumo umano e ne ha disposto la distruzione.

La restante parte del prodotto ittico è stata invece devoluta in beneficenza agli enti caritatevoli del compartimento crotonese.

03/04/2019 Crotone

La Capitaneria di porto di Crotone ha portato a termine l'ennesima operazione di controllo sulla filiera della pesca. Nei giorni scorsi sono stati sequestrati oltre 450 Kg di prodotto ittico con l'elevazione di sanzioni amministrative per oltre 24.000 euro.

I militari hanno verificato il rispetto della normativa in materia di cattura, produzione, trasporto e commercializzazione dei prodotti della pesca a garanzia della salute del consumatore finale.

Nella giornata di ieri, in particolare, la Capitaneria di porto di Crotone ha intercettato nel cirotano un vettore intento al trasporto di 110 Kg di esemplari di sarda di taglia inferiore a quella prevista dalla vigente normativa. Si ricorda, infatti, che ad essere vietata non è la sola attività di pesca del c.d. "bianchetto", ma anche la sua detenzione, il trasporto, e la successiva commercializzazione.

L'attività continuava con il controllo di una pescheria crotonese, ove veniva riscontrata la presenza di 116 Kg di prodotto ittico privo della prescritta documentazione che ne attestasse la provenienza.

Oltre alla pesca professionale, l'attività ispettiva ha interessato un altro fenomeno molto diffuso nella realtà crotonese: la pesca sportiva/ricreativa. Nei giorni scorsi sono stati infatti sequestrati 50 kg di ricci di mare, illecitamente pescati da un pescatore subacqueo all'interno del porto di Le Castella e sono state comminate sanzioni per l'utilizzo di reti da posta ad opera del ceto diportista, pratica quanto mai vietata.

L'attività non si è limitata al mero ambito marittimo e, di fatto, la Capitaneria di porto ha deferito all'Autorità Giudiziaria un cittadino crotonese che ha abusivamente occupato pubblico demanio marittimo realizzando una pescheria senza il prescritto titolo concessorio.

La conferma della potenziale pericolosità del prodotto sequestrato è arrivata a seguito di visita ispettiva da parte del personale del Servizio Veterinario – Area B dell'ASP di Crotone che ha dichiarato il prodotto sequestrato, laddove non corredato della prescritta documentazione che ne attestasse la provenienza, non idoneo al consumo umano e ne ha disposto la distruzione.

La restante parte del prodotto ittico è stata invece devoluta in beneficenza agli enti caritatevoli del compartimento crotonese.

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