Il bacino portuale davanti spiaggia delle forche è finalmente sgombro delle carcasse delle imbarcazioni abbandonate dopo gli sbarchi. L'attività congiunta di Capitaneria di Porto, Procura della repubblica ed Agenzia delle dogane ha permesso in meno di un anno di ripulire dalle imbarcazioni semi-affondate in quel tratto di mare nel porto di Crotone che era un triste biglietto da visita per i crocieristi che approdavano in città.

Il risultato dell'attività svolta è stato presentato il 3 ottobre presso la sala conferenze della Capitaneria di porto alla quale hanno preso parte il comandante della Capitaneria di porto, capitano di vascello Giovanni Greco, il procuratore della Repubblica, Giuseppe Capoccia, ed il vicecomandante della Capitaneria, capitano di fregata Filippo Parisi.  La procedura per la demolizione di imbarcazioni utilizzate per l'immigrazione clandestina è regolamentata da una circolare del 2003 della Presidenza del Consiglio dei Ministri che mette a disposizione fondi per la demolizioni.

L'attività è iniziata in seguito ad una riunione in Prefettura dell'estate 2017 chiesta dal procuratore della Repubblica, Giuseppe Capoccia: dall'estate 2017 a settembre 2018 sono state demolite le imbarcazioni che deturpavano l'ingresso all'area portuale. Quei relitti di dodici imbarcazioni sono spariti. Un risultato ottenuto grazie ad un lavoro sinergico: la Capitaneria di porto ha presentato le schede delle imbarcazioni che erano tutte confiscate o sequestrate. Per questo la Procura della Repubblica ha interloquito con gli uffici giudiziari interessati per verificare la fine del procedimento e dare il via libera alla demolizione che è stata realizzata dalle Agenzie delle dogane incaricata di assegnare i lavori di demolizioni a ditte specializzate.

"Non abbiamo risolto il problema del secolo a Crotone – ha detto il procuratore Capoccia – ma abbiamo dimostrato che operando insieme e facendo ognuno il proprio lavoro si possono raggiungere risultati e sbloccare situazioni ferme da anni. Mettersi insieme moltiplica le energie ed oggi il porto si presenta in modo decoroso a chi arriva".

Il comandante Greco ha invece elencato il numero di unità demolite negli ultimi dieci anni: tra il 2007 ed il 2017 sono state demolite 72 barche usate per gli sbarchi su 90 che erano di fatto abbandonate nel porto; sette sono state riconsegnate ai proprietari ai quali erano state rubate, sei assegnate ad associazioni per scopi sociali, cinque in uso alle forze dell'ordine per attività di polizia marittima.  Il costo di una demolizione si aggira in media sui 100 mila euro.  L'ultima imbarcazione demolita a settembre si chiamava Anna.

04/10/2018 Crotone

Il bacino portuale davanti spiaggia delle forche è finalmente sgombro delle carcasse delle imbarcazioni abbandonate dopo gli sbarchi. L'attività congiunta di Capitaneria di Porto, Procura della repubblica ed Agenzia delle dogane ha permesso in meno di un anno di ripulire dalle imbarcazioni semi-affondate in quel tratto di mare nel porto di Crotone che era un triste biglietto da visita per i crocieristi che approdavano in città.

Il risultato dell'attività svolta è stato presentato il 3 ottobre presso la sala conferenze della Capitaneria di porto alla quale hanno preso parte il comandante della Capitaneria di porto, capitano di vascello Giovanni Greco, il procuratore della Repubblica, Giuseppe Capoccia, ed il vicecomandante della Capitaneria, capitano di fregata Filippo Parisi.  La procedura per la demolizione di imbarcazioni utilizzate per l'immigrazione clandestina è regolamentata da una circolare del 2003 della Presidenza del Consiglio dei Ministri che mette a disposizione fondi per la demolizioni.

L'attività è iniziata in seguito ad una riunione in Prefettura dell'estate 2017 chiesta dal procuratore della Repubblica, Giuseppe Capoccia: dall'estate 2017 a settembre 2018 sono state demolite le imbarcazioni che deturpavano l'ingresso all'area portuale. Quei relitti di dodici imbarcazioni sono spariti. Un risultato ottenuto grazie ad un lavoro sinergico: la Capitaneria di porto ha presentato le schede delle imbarcazioni che erano tutte confiscate o sequestrate. Per questo la Procura della Repubblica ha interloquito con gli uffici giudiziari interessati per verificare la fine del procedimento e dare il via libera alla demolizione che è stata realizzata dalle Agenzie delle dogane incaricata di assegnare i lavori di demolizioni a ditte specializzate.

"Non abbiamo risolto il problema del secolo a Crotone – ha detto il procuratore Capoccia – ma abbiamo dimostrato che operando insieme e facendo ognuno il proprio lavoro si possono raggiungere risultati e sbloccare situazioni ferme da anni. Mettersi insieme moltiplica le energie ed oggi il porto si presenta in modo decoroso a chi arriva".

Il comandante Greco ha invece elencato il numero di unità demolite negli ultimi dieci anni: tra il 2007 ed il 2017 sono state demolite 72 barche usate per gli sbarchi su 90 che erano di fatto abbandonate nel porto; sette sono state riconsegnate ai proprietari ai quali erano state rubate, sei assegnate ad associazioni per scopi sociali, cinque in uso alle forze dell'ordine per attività di polizia marittima.  Il costo di una demolizione si aggira in media sui 100 mila euro.  L'ultima imbarcazione demolita a settembre si chiamava Anna.

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