Nei primi giorni della stagione estiva, grazie all’attenzione e l'impegno quotidiano che il Corpo delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera rivolge nel contesto della preservazione e tutela del patrimonio storico-archeologico nazionale, anche con l’ausilio dei propri mezzi e dei subacquei del Nucleo Sommozzatori di San Benedetto del Tronto si è giunti al  ritrovamento di alcuni frammenti archeologici presso il litorale brindisino, tra Punta del Serrone e l’Area Marina Protetta di Torre Guaceto.
La bonifica dell’intera area ha portato al recupero di reperti archeologici. In particolare, si possono annoverare: n. 25 (venticinque) frammenti ceramici di anfore di varia forma; n. 1 anfora con anse senza fondo; n. 3 colli di anfore con anse; n. 1 collo di anfora con ansa; n. 1 parte di anfora, con collo, anse e pancia; n. 1 piede di anfora con frammento pancia facente parte dell’anfora precedente; n. 1 frammento di fondo di piatto; n. 3 colli di anfore con anse; n. 1 frammento di collo di anfora senza ansa; n. 1 frammento di fondo di anfora e una bigotta con landa di una nave a vela.
Tali reperti risalgono ad epoche differenti; i più antichi si possono datare a partire dal II Sec. A.C. fino all’epoca tardo imperiale. 
Con la supervisione della Soprintendenza Archeologia e Belle Arti delle Provincie di Brindisi, Lecce e Taranto sono state avanzate varie ipotesi ancora sotto indagine. 
Di particolare importanza è stato il ritrovamento di pezzi di un’anfora di Forlimpopoli, testimonianza dei numerosi scambi commerciali di quella antica città con il Salento.
Da ultimo, ma non per rilevanza, è stata trovata una bigotta con landa di una nave a vela molto probabilmente riconducibile ad un relitto del 1600.
Tutto il materiale è stato temporaneamente affidato alla Capitaneria di Porto di Brindisi, per il successivo trasferimento alla Soprintendenza.
L'operazione di ritrovamento dei giorni scorsi rappresenta, in sintesi, l'attenzione e l'impegno quotidiano che il Corpo delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera rivolge nel contesto della tutela del patrimonio storico-archeologico nazionale, anche ai sensi del Decreto Ministeriale 12 luglio 89 “Disposizioni per la tutela delle aree marine di interesse storico, artistico o archeologico” che attribuisce al Corpo proprio questa competenza in mare.
Si ricorda che per informazioni il personale della Capitaneria di porto - Guardia Costiera di Brindisi è sempre disponibile al numero 0831521022 e mail cp.brindisi@mit.gov.it, mentre permane attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7 il numero blu 1530 da utilizzarsi esclusivamente per segnalare eventuali emergenze in mare.



24/06/2019 Brindisi Eventi

Nei primi giorni della stagione estiva, grazie all’attenzione e l'impegno quotidiano che il Corpo delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera rivolge nel contesto della preservazione e tutela del patrimonio storico-archeologico nazionale, anche con l’ausilio dei propri mezzi e dei subacquei del Nucleo Sommozzatori di San Benedetto del Tronto si è giunti al  ritrovamento di alcuni frammenti archeologici presso il litorale brindisino, tra Punta del Serrone e l’Area Marina Protetta di Torre Guaceto.
La bonifica dell’intera area ha portato al recupero di reperti archeologici. In particolare, si possono annoverare: n. 25 (venticinque) frammenti ceramici di anfore di varia forma; n. 1 anfora con anse senza fondo; n. 3 colli di anfore con anse; n. 1 collo di anfora con ansa; n. 1 parte di anfora, con collo, anse e pancia; n. 1 piede di anfora con frammento pancia facente parte dell’anfora precedente; n. 1 frammento di fondo di piatto; n. 3 colli di anfore con anse; n. 1 frammento di collo di anfora senza ansa; n. 1 frammento di fondo di anfora e una bigotta con landa di una nave a vela.
Tali reperti risalgono ad epoche differenti; i più antichi si possono datare a partire dal II Sec. A.C. fino all’epoca tardo imperiale. 
Con la supervisione della Soprintendenza Archeologia e Belle Arti delle Provincie di Brindisi, Lecce e Taranto sono state avanzate varie ipotesi ancora sotto indagine. 
Di particolare importanza è stato il ritrovamento di pezzi di un’anfora di Forlimpopoli, testimonianza dei numerosi scambi commerciali di quella antica città con il Salento.
Da ultimo, ma non per rilevanza, è stata trovata una bigotta con landa di una nave a vela molto probabilmente riconducibile ad un relitto del 1600.
Tutto il materiale è stato temporaneamente affidato alla Capitaneria di Porto di Brindisi, per il successivo trasferimento alla Soprintendenza.
L'operazione di ritrovamento dei giorni scorsi rappresenta, in sintesi, l'attenzione e l'impegno quotidiano che il Corpo delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera rivolge nel contesto della tutela del patrimonio storico-archeologico nazionale, anche ai sensi del Decreto Ministeriale 12 luglio 89 “Disposizioni per la tutela delle aree marine di interesse storico, artistico o archeologico” che attribuisce al Corpo proprio questa competenza in mare.
Si ricorda che per informazioni il personale della Capitaneria di porto - Guardia Costiera di Brindisi è sempre disponibile al numero 0831521022 e mail cp.brindisi@mit.gov.it, mentre permane attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7 il numero blu 1530 da utilizzarsi esclusivamente per segnalare eventuali emergenze in mare.



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