Il personale del Nucleo Ispettivo Pesca della Capitaneria di porto di Bari, a seguito di un accurata attività di indagine e di controllo del territorio, nella giornata odierna, ha posto sotto sequestro nel litorale a nord di Bari 15 chilogrammi di datteri di mare e relativa attrezzatura subacquea da pesca.

I pregiati molluschi bivalvi, chiamati datteri di mare (Lithophaga lithophaga) per la somiglianza con gli omonimi frutti, sono protetti da specifiche norme nazionali e comunitarie che ne vietano la cattura e il consumo; il pregiato mollusco si sviluppa all'interno delle pareti rocciose dove sciolgono il carbonato di calcio delle rocce e creano una nicchia in cui stabilirsi per poi richiuderla lasciando solo un foro dal quale filtrare le sostanze nutritive.

La pesca abusiva è praticata da veri e propri "bracconieri del mare" che, per assicurarsi guadagni elevati, provocano senza scrupoli danni irreversibili, non solo alle pareti rocciose, ma anche all'intero ecosistema marino. Basti pensare che la crescita di questi molluschi è estremamente lenta e per raggiungere la lunghezza di 5 centimetri sono necessari da 15 ai 35 anni.

Per tanto, i militari della Guardia Costiera hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Bari un cittadino italiano che avrebbe immesso sul mercato illegale i Lithophaga lithophaga con un guadagno di circa 700 euro.

04/09/2015 Bari

Il personale del Nucleo Ispettivo Pesca della Capitaneria di porto di Bari, a seguito di un accurata attività di indagine e di controllo del territorio, nella giornata odierna, ha posto sotto sequestro nel litorale a nord di Bari 15 chilogrammi di datteri di mare e relativa attrezzatura subacquea da pesca.

I pregiati molluschi bivalvi, chiamati datteri di mare (Lithophaga lithophaga) per la somiglianza con gli omonimi frutti, sono protetti da specifiche norme nazionali e comunitarie che ne vietano la cattura e il consumo; il pregiato mollusco si sviluppa all'interno delle pareti rocciose dove sciolgono il carbonato di calcio delle rocce e creano una nicchia in cui stabilirsi per poi richiuderla lasciando solo un foro dal quale filtrare le sostanze nutritive.

La pesca abusiva è praticata da veri e propri "bracconieri del mare" che, per assicurarsi guadagni elevati, provocano senza scrupoli danni irreversibili, non solo alle pareti rocciose, ma anche all'intero ecosistema marino. Basti pensare che la crescita di questi molluschi è estremamente lenta e per raggiungere la lunghezza di 5 centimetri sono necessari da 15 ai 35 anni.

Per tanto, i militari della Guardia Costiera hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Bari un cittadino italiano che avrebbe immesso sul mercato illegale i Lithophaga lithophaga con un guadagno di circa 700 euro.

Bari

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