​Si comunica che in data odierna, nel corso della mattinata, alla Sala Operativa della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera di Augusta è pervenuta una segnalazione telefonica, da parte di un privato cittadino, con la quale si è dato avviso del fatto che nel seno di Priolo, all'interno del porto di Augusta, si stava verosimilmente perpetrando un'attività di pesca di frodo.

La Sala Operativa ha immediatamente dirottato in loco un'unità navale militare dipendente, la motovedetta CP 2204.

La motovedetta, una volta ivi sopraggiunta, ha scorto un'imbarcazione da diporto, con a bordo due persone, ed un'altra in acqua. Sull'imbarcazione non è stato riscontrato nulla, ma la presenza del terzo soggetto in acqua ha fatto insospettire i Militari.

Gli stessi Militari hanno quindi riferito alla Sala Operativa, la quale ha richiesto l'intervento di un subacqueo portuale, condotto successivamente sul luogo per mezzo di un'altra  motovedetta dipendente, la CP 879.

Nel mentre, gli occupanti dell'imbarcazione, comunque identificati, hanno chiesto di potersi momentaneamente allontanare, per un presunto malore occorso ad uno dei medesimi, ma per cui non hanno chiesto assistenza. Data la dubbia circostanza, costoro sono stati autorizzati a condursi a terra, con l'intimazione di recarsi subito dopo presso il Comando della Guardia Costiera di Augusta.

I sospetti si sono rivelati fondati: in effetti, il subacqueo ha rinvenuto, sul fondo, alcune sacche ricolme di ricci di mare, ammontanti a circa 600 esemplari.

I preziosi echinodermi sono stati sequestrati ed, ancora vivi, sono stati rigettati in mare, al largo, dalla stessa motovedetta CP 2204.

I soggetti fermati si sono poi presentati in Capitaneria di Porto, e nei confronti dei medesimi è stata redatta una sanzione amministrativa di circa € 4.000.

Si conferma l'attenzione della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera per la tutela delle risorse ittiche attraverso mirati servizi di sorveglianza, che sono rivolti anche alla repressione della pesca illegale del riccio di mare, la quale, si rammenta, è consentita solo nei limiti di 50 unità per persona, ed al di fuori dei mesi di maggio e giugno, in cui permane il divieto assoluto di cattura.

A tal proposito, si invita la collettività a collaborare, segnalando l'ipotetica perpetrazione di condotte che possano essere connotate dai caratteri della illiceità.     

 

Augusta, 09 settembre 2016.

09/09/2016 Augusta

​Si comunica che in data odierna, nel corso della mattinata, alla Sala Operativa della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera di Augusta è pervenuta una segnalazione telefonica, da parte di un privato cittadino, con la quale si è dato avviso del fatto che nel seno di Priolo, all'interno del porto di Augusta, si stava verosimilmente perpetrando un'attività di pesca di frodo.

La Sala Operativa ha immediatamente dirottato in loco un'unità navale militare dipendente, la motovedetta CP 2204.

La motovedetta, una volta ivi sopraggiunta, ha scorto un'imbarcazione da diporto, con a bordo due persone, ed un'altra in acqua. Sull'imbarcazione non è stato riscontrato nulla, ma la presenza del terzo soggetto in acqua ha fatto insospettire i Militari.

Gli stessi Militari hanno quindi riferito alla Sala Operativa, la quale ha richiesto l'intervento di un subacqueo portuale, condotto successivamente sul luogo per mezzo di un'altra  motovedetta dipendente, la CP 879.

Nel mentre, gli occupanti dell'imbarcazione, comunque identificati, hanno chiesto di potersi momentaneamente allontanare, per un presunto malore occorso ad uno dei medesimi, ma per cui non hanno chiesto assistenza. Data la dubbia circostanza, costoro sono stati autorizzati a condursi a terra, con l'intimazione di recarsi subito dopo presso il Comando della Guardia Costiera di Augusta.

I sospetti si sono rivelati fondati: in effetti, il subacqueo ha rinvenuto, sul fondo, alcune sacche ricolme di ricci di mare, ammontanti a circa 600 esemplari.

I preziosi echinodermi sono stati sequestrati ed, ancora vivi, sono stati rigettati in mare, al largo, dalla stessa motovedetta CP 2204.

I soggetti fermati si sono poi presentati in Capitaneria di Porto, e nei confronti dei medesimi è stata redatta una sanzione amministrativa di circa € 4.000.

Si conferma l'attenzione della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera per la tutela delle risorse ittiche attraverso mirati servizi di sorveglianza, che sono rivolti anche alla repressione della pesca illegale del riccio di mare, la quale, si rammenta, è consentita solo nei limiti di 50 unità per persona, ed al di fuori dei mesi di maggio e giugno, in cui permane il divieto assoluto di cattura.

A tal proposito, si invita la collettività a collaborare, segnalando l'ipotetica perpetrazione di condotte che possano essere connotate dai caratteri della illiceità.     

 

Augusta, 09 settembre 2016.

Augusta

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Operatore portuale salvato dalla Guardia Costiera di Augusta – Porto Megarese di Augusta –

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Agnone Bagni, golfo di Catania: pesca a strascico illegale – Sanzione e sequestro –

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Combustione ed abbandono incontrollato di rifiuti *Denunce e Sequestri*

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Rifiuti – Discarica abusiva *Denunce e sequestro*