Si comunica che a seguito di una segnalazione telefonica, con la quale si è dato atto della verosimile presenza di un pescatore di frodo nei pressi del campo di degaussing in uso alla Marina Militare, all'interno del porto Megarese di Augusta, è stato disposto, da parte della sala operativa della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera di Augusta, l'immediato intervento di una dipendente unità navale in servizio di polizia marittima.

La motovedetta CP 2204 della Guardia Costiera, prontamente recatosi in zona, si è affiancata al natante da diporto ivi trovato, sottoponendo a controllo il soggetto trovato a bordo, privo di documenti sia personali che afferenti la stessa imbarcazione.

Sul medesimo natante è stata notata la presenza di una rete, del tipo da posta, bagnata, ed un secchio con del pescato, da cui si è dedotto che il citato diportista fosse reduce da una battuta di pesca appena svolta, illecita per molteplici ragioni, in quanto effettuata in zona vietata, e perché condotta da un soggetto privo di autorizzazione che, tra l'altro, non può utilizzare la rete, che è un attrezzo che, si rammenta, non può essere detenuto da coloro che sono privi della prevista licenza.

Il soggetto, comunque già noto, ha rassegnato verbalmente le proprie generalità.

All'invito a seguire la motovedetta in banchina, per gli adempimenti di polizia di rito, il pescatore abusivo ha risposto cominciando ad inveire contro i Militari, minacciando di darsi delle coltellate e di darsi fuoco, utilizzando una tanica di carburante presente a bordo, distaccando, nel frattempo, la sua imbarcazione dall'unità navale militare, ed allontanandosi, dirigendo verso l'uscita del porto.

La motovedetta ha inseguito il citato natante, perseverando nell'intimare l'ALT ma, considerato l'imperterrito rifiuto opposto, e data l'impossibilità di fermare il medesimo in sicurezza, ha ritenuto opportuno rientrare in sede, procedendo alla denuncia di tale soggetto, a piede libero, per mancata ottemperanza all'ordine di fermarsi intimato da Agenti della Guardia Costiera nell'esercizio delle proprie funzioni, e per resistenza a Pubblico Ufficiale.      

Rimane sempre alta l'attenzione della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera di Augusta nel contrasto alla pesca di frodo, prestata per mezzo di una continua attività di vigilanza, mirata al contrasto delle illecite condotte in materia, ed alla tutela della pesca sostenibile e dell'ambiente.

Tale attività si pone come obiettivo primario la salvaguardia dell'ecosistema marino che, soprattutto in prossimità della costa, risente pesantemente degli effetti di una pesca effettuata in maniera irriguardosa delle norme, e soprattutto potenzialmente pericolosa per i consumatori, quando esercitata in porto.

Augusta, 06 marzo 2017.

06/03/2017 Augusta

Si comunica che a seguito di una segnalazione telefonica, con la quale si è dato atto della verosimile presenza di un pescatore di frodo nei pressi del campo di degaussing in uso alla Marina Militare, all'interno del porto Megarese di Augusta, è stato disposto, da parte della sala operativa della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera di Augusta, l'immediato intervento di una dipendente unità navale in servizio di polizia marittima.

La motovedetta CP 2204 della Guardia Costiera, prontamente recatosi in zona, si è affiancata al natante da diporto ivi trovato, sottoponendo a controllo il soggetto trovato a bordo, privo di documenti sia personali che afferenti la stessa imbarcazione.

Sul medesimo natante è stata notata la presenza di una rete, del tipo da posta, bagnata, ed un secchio con del pescato, da cui si è dedotto che il citato diportista fosse reduce da una battuta di pesca appena svolta, illecita per molteplici ragioni, in quanto effettuata in zona vietata, e perché condotta da un soggetto privo di autorizzazione che, tra l'altro, non può utilizzare la rete, che è un attrezzo che, si rammenta, non può essere detenuto da coloro che sono privi della prevista licenza.

Il soggetto, comunque già noto, ha rassegnato verbalmente le proprie generalità.

All'invito a seguire la motovedetta in banchina, per gli adempimenti di polizia di rito, il pescatore abusivo ha risposto cominciando ad inveire contro i Militari, minacciando di darsi delle coltellate e di darsi fuoco, utilizzando una tanica di carburante presente a bordo, distaccando, nel frattempo, la sua imbarcazione dall'unità navale militare, ed allontanandosi, dirigendo verso l'uscita del porto.

La motovedetta ha inseguito il citato natante, perseverando nell'intimare l'ALT ma, considerato l'imperterrito rifiuto opposto, e data l'impossibilità di fermare il medesimo in sicurezza, ha ritenuto opportuno rientrare in sede, procedendo alla denuncia di tale soggetto, a piede libero, per mancata ottemperanza all'ordine di fermarsi intimato da Agenti della Guardia Costiera nell'esercizio delle proprie funzioni, e per resistenza a Pubblico Ufficiale.      

Rimane sempre alta l'attenzione della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera di Augusta nel contrasto alla pesca di frodo, prestata per mezzo di una continua attività di vigilanza, mirata al contrasto delle illecite condotte in materia, ed alla tutela della pesca sostenibile e dell'ambiente.

Tale attività si pone come obiettivo primario la salvaguardia dell'ecosistema marino che, soprattutto in prossimità della costa, risente pesantemente degli effetti di una pesca effettuata in maniera irriguardosa delle norme, e soprattutto potenzialmente pericolosa per i consumatori, quando esercitata in porto.

Augusta, 06 marzo 2017.

Augusta

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