1)La tutela dell'ambiente marino e costieroambiente 1.JPG

La tutela dell'ambiente marino e costiero è uno degli obiettivi prioritari da perseguire, sia per la ricchezza del patrimonio naturalistico nazionale, sia per i rilevanti interessi sociali ed economici coinvolti nella valorizzazione e nella fruizione delle relative risorse.

La struttura geografica del nostro Paese e l'enorme estensione della linea costiera impongono un'attività di tutela costante e rigorosa, supportata da una componente operativa capace di esprimere specifiche competenze e una presenza territoriale capillare e qualificata. In tale settore, le norme di legge che si sono susseguite nel tempo hanno elettivamente individuato nel Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, un'organizzazione operativa impegnata nella salvaguardia dell'ambiente marino e costiero, anche attraverso la costituzione, con la legge 31 luglio 2002, n. 179, di un Reparto specializzato, che rappresenta un valore aggiunto rispetto al sistema di sorveglianza e tutela.

2)Il quadro normativo vigente

Le Capitanerie di porto, considerata anche la loro naturale vocazione ambientale, dipendono funzionalmente dal Ministero della transizione ecologica, ai sensi dell'articolo 8 della legge 8 luglio 1986, n. 349, dell'articolo 3 della legge 28 gennaio 1994, n. 84 e dell'articolo 135 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, ed esercitano funzioni di vigilanza e controllo in materia di tutela dell'ambiente marino e costiero.

In particolare, ai sensi dell'articolo 135, comma 2, del citato decreto legislativo 66/2010, le Capitanerie di porto esercitano le seguenti funzioni:

a)  nelle zone sottoposte alla giurisdizione nazionale svolgono in via prevalente le attività di controllo   relative all'esatta applicazione delle norme del diritto italiano, del diritto dell'Unione europea e dei trattati internazionali in vigore per l'Italia in materia di prevenzione e repressione di tutti i tipi di inquinamento marino, ivi compresi l'inquinamento da navi e da acque di zavorra, l'inquinamento da immersione di rifiuti, l'inquinamento da attività di esplorazione e di sfruttamento dei fondali marini e l'inquinamento di origine atmosferica;

b) nelle acque di giurisdizione e di interesse nazionale, esercitano, per fini di tutela ambientale e di sicurezza della navigazione, ai sensi della legge 7 marzo 2001, n. 51 e del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 196, il controllo del traffico marittimo;

c)   provvedono, ai sensi degli articoli 135, 2° comma, e 195, 5° comma, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, rispettivamente alla sorveglianza e all'accertamento delle violazioni in materia di tutela delle acque dall'inquinamento e di gestione delle risorse idriche se dalle stesse possono derivare danni o situazioni di pericolo per l'ambiente marino e costiero, nonché alla sorveglianza e all'accertamento degli illeciti in violazione della normativa in materia di rifiuti e alla repressione dei traffici illeciti e degli smaltimenti illegali dei rifiuti;

d) esercitano, ai sensi dell'articolo 19 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, la sorveglianza nelle aree marine protette e sulle aree di reperimento;

e) ai sensi dell'articolo 296, comma 9, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in relazione al tenore di zolfo dei combustibili per uso marittimo, accertano le violazioni e di irroga re le sanzioni di cui ai commi da 5 a 8 del predetto articolo;

f)   per le attività in difesa del mare, di cui agli articoli 11 e 12 della legge 31 dicembre 1982, n. 979, attraverso l'organizzazione territoriale periferica a livello di Compartimento marittimo, operano, ai sensi dell'articolo 7 della legge 16 luglio 1998, n. 239, sulla base di direttive vincolanti, generali e specifiche, del Ministero della transizione ecologica.

3) Le attività in materia di tutela dell'ambiente marino e costiero.

Le Capitanerie di porto, ai sensi del D.M. 13 dicembre 2013, n. 368, nell'ambito delle attribuzioni funzionali stabilite dal quadro legislativo vigente, svolgono anche le seguenti specifiche attività a tutela dell'ambiente marino e costiero:

  1. potenziamento, anche stagionale, della sorveglianza nelle aree marine protette, nelle aree marine di reperimento e in aree specifiche;

  2. vigilanza sul mare territoriale e su altre zone di mare poste sotto la giurisdizione dello Stato soggiacenti a particolari vincoli di tutela ambientale (Zone di Protezione Ecologiche, aree nella rete Natura 2000 di cui alla direttiva 92/43/CEE, ecc.);

  3. controllo e monitoraggio della filiera dei traffici dei rifiuti, con specifico riferimento agli ambiti marittimi, costieri e portuali;

  4. controllo e monitoraggio dei traffici marittimi e vigilanza ispettiva del naviglio per la verifica della corretta osservanza degli adempimenti derivanti dall'applicazione delle principali convenzioni internazionali e della pertinente normativa comunitaria in materia di mantenimento degli standard minimi di sicurezza ai fini ambientali marittimi;

  5. controllo e verifiche ispettive sulle immissioni di sostanze inquinanti in atmosfera da parte di navi;

  6. salvaguardia delle specie di flora e fauna marine, degli ecosistemi e dei cetacei;

  7. controllo, monitoraggio e protezione dell'ambiente marino per l'applicazione della Convenzione internazionale Marpol 73/78, delle altre convenzioni IMO e della normativa euro-unionale di settore in materia di tutala dell'ambiente marino in genere, nonché della Convenzione di Barcellona ed ogni altro accordo internazionale per la tutela, la conservazione e la salvaguardia del Mare Mediterraneo, nonché l'attività istruttoria discendente dalla normativa tecnica da applicarsi al naviglio nazionale;

  8. lotta e prevenzione dell'inquinamento da idrocarburi e da altre sostanze tossiche e nocive e promozione della sicurezza ambientale in mare, anche in cooperazione con strutture dipendenti del Ministero, con riferimento al rischio di incidenti marini, anche causati da atti di terrorismo;

  9. monitoraggio e verifica sugli scarichi in mare sia provenienti da terra, che da navi, aeromobili e piattaforme site nel mare territoriale e/o sulla piattaforma continentale;

  10. monitoraggio della fascia costiera marina al fine di prevenire e reprimere qualsivoglia forma di abusivismo, alterazione, compromissione ed illecito sfruttamento delle componenti ambientali anche in vista dell'attivazione delle prescritte azioni reintegrative e risarcitorie da parte dello Stato;

  11. attività di telerilevamento aereo attraverso la raccolta di dati in situ e relativa validazione;

  12. monitoraggio e controllo sulle attività di dragaggio e di immersione in mare di materiali provenienti da escavo di fondali nonché da ogni altra movimentazione di sedimenti in ambiente marino;

  13. monitoraggio e controllo delle attività di bonifica di siti di bonifica di interesse nazionale;

  14. verifica delle prescrizioni stabilite dal Ministero nei provvedimenti che concludono le procedure VIA;

  15. adozione ed attuazione dei piani locali antiinquinamento, nei quali sono indicate le risorse pubbliche e private da impiegarsi;

  16. concorso nel monitoraggio della tendenza evolutiva della fascia costiera, sia essa naturale che indotta da opere (frangiflutti, difese radenti, pennelli) e controllo dei fenomeni che determinano l'arretramento della linea di costa o ne favoriscono l'avanzamento;

  17. concorso nel monitoraggio di fenomeni di subsidenza di piane costiere;

  18. tutela e salvaguardia del mare e della fascia costiera dagli impatti derivanti dall'esercizio di impianti energetici ivi localizzati;

  19. concorso nella rilevazione batimetrica della fascia costiera, di alvei fluviali in prossimità di foci ed estuari, di lagune e spazi marini delimitati da manufatti in aree costiere, porti e sorgitori;

  20. attuazione di programmi di comunicazione ed educazione ambientale;

  21. attuazione di iniziative volte allo sviluppo sostenibile, conservazione e corretta gestione delle risorse ecosistemiche marino-costiere;

 

Inoltre, ai sensi dell'art. 10 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 197, le Capitanerie di porto svolgono attività ispettiva in materia di gestione dei rifiuti delle navi, nonché delle piattaforme off-shore, allo scopo di prevenirne l'immissione in mare.

 

Infine, le Capitanerie di porto, tramite la Centrale Operativa del proprio Comando Generale, i Comandi territoriali e le componenti specialistiche (mezzi aeronavali, Nuclei subacquei e Laboratori Ambientali Mobili – L.A.M.), svolgono azione di contrasto agli inquinamenti marini ed alla vigilanza sulle aree marine protette e sulle aree di reperimento.

Tale funzione è supportata da un sistema di sorveglianza satellitare realizzato nell'ambito di una specifica collaborazione con l'European Maritime Safety Agency (EMSA).

4) Il Reparto Ambientale Marino

Il Reparto Ambientale Marino (R.A.M.), che ha sede presso il Ministero della transizione ecologica (MiTE), è stato istituito con la legge 31 luglio 2002, n.179 (art. 20) ed è posto alle dipendenze del Ministro per conseguire un più rapido ed efficace supporto alle attività di tutela e di difesa dell'ambiente marino e costiero.

 

Il Reparto, ai sensi dell'art. 16 del "Regolamento di organizzazione del Ministero della transizione ecologica", approvato con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 luglio 2021, n. 128, è inquadrato tra gli organismi di supporto di cui il Ministero si avvale per l'esercizio delle funzioni istituzionali finalizzate alla salvaguardia dell'ambiente marino e costiero.

 

Strutturato con decreto interministeriale 8 maggio 2003, n. 65 (ambiente, infrastrutture e trasporti e difesa) su tre uffici e una segreteria, le relative, specifiche attribuzioni del R.A.M. sono state rideterminate con il decreto 1° febbraio 2018, n. 24 dell'allora Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.

 

Nell'attuale configurazione interna il Reparto Ambientale Marino svolge attività di raccordo tra il Ministero della transizione ecologica ed il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera in tutte le questioni coinvolgenti i compiti svolti dallo stesso Corpo in materia di tutela dell'ambiente marino e delle coste.

 

Il R.A.M. adempie alla propria funzione di supporto alle attività di tutela e di difesa dell'ambiente marino e costiero di competenza del Ministero anche attraverso l'unitaria gestione di competenze inerenti allo shipping, indicate a seguire.

 

Nel più generale contesto dell'attività così delineata, il R.A.M.:

  1. espleta gli incarichi affidati dal Ministro e quelli per cui si richiede la collaborazione del Reparto da parte dei Direttori generali preposti al servizio del Ministero della transizione ecologica;

  2. collabora con l'Ufficio di Gabinetto e con le Direzioni generali competenti per gli affari, ivi comprese le iniziative legislative e regolamentari, concernenti la tutela dell'ambiente marino;

  3. coadiuva il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera nelle attività di formazione e di accrescimento della cultura ambientale del personale del Corpo;

  4. svolge attività di raccordo con le Capitanerie di porto per ottimizzare la trattazione delle problematiche riferite alla tutela dell'ambiente marino e delle coste nonché per gli aspetti relativi alla tutela delle acque marine e portuali dagli inquinamenti;

  5. espleta funzioni tecniche e operative in materia di interesse quando richiesto dalle competenti Direzioni generali;

  6. collabora sul territorio con l'ISPRA, le ARPA regionali e con gli altri Enti di ricerca per tematiche di interesse che coinvolgono operativamente gli uffici marittimi territoriali.

 

Nell'ambito del supporto in precedenza delineato, in stretto raccordo e collaborazione con le competenti Direzioni generali del MiTE, il R.A.M. partecipa allo svolgimento delle funzioni attribuite al Ministero nei seguenti ambiti:

  1. implementazione nazionale delle convenzioni e regolazioni internazionali ed europee in tema di tutela del mare anche dagli inquinamenti;

  2. partecipazione alle attività di normazione ed ai tavoli tecnici previsti dalle normative di settore, alle riunioni dei pertinenti comitati I.M.O. (International Maritime Organization), in particolare MEPC (Marine Environment Protection Commitee) e PPR (Pollution Prevention and Response);

  3. recepimento disposizioni normative europee shipping-related;

 

In particolare, le suddette funzioni attengono ai seguenti argomenti:

  1. implementazione della convenzione MARPOL 73/78 (International Convention for the Prevention of Pollution from Ships), annessi I, II e IV;

  2. implementazione dell'Annesso VI - Capitolo 4° della Convenzione MARPOL in ordine alla efficienza energetica delle unità navali;

  3. implementazione dell'annesso VI MARPOL sulla disciplina dei combustibili marini;

  4. implementazione dell'annesso V MARPOL in materia di port reception facilities e rifiuti e residui del carico;

  5. implementazione della convenzione OPRC (International Convention on Oil Pollution Preparedness, Response and Cooperation);

  6. Convenzione di Londra e relativo Protocollo (Dumping);

  7. IOPC fund;

  8. BWMC (Ballast Water Management Convention) in materia di controllo e gestione delle acque di zavorra e dei sedimenti delle navi.

 

Gli Uffici in cui è articolato il R.A.M. svolgono le specifiche attribuzioni di seguito delineate.

 

Ufficio I: aree marine protette. Tutela delle coste dall'erosione marina: ripascimenti, problematiche demaniali riferite alle aree marine protette:

 

  1. collabora con la Direzione Generale Patrimonio Naturalistico e Mare (PNM) su tutte le questioni afferenti ai progetti istitutivi, alla redazione dei Regolamenti di attuazione dei decreti istitutivi delle Aree Marine Protette, nonché alla loro gestione e vigilanza;

  2. partecipa, sotto il coordinamento della Direzione Generale PNM, al progetto ISEA per la standardizzazione della gestione delle Aree Marine Protette in attuazione alla Convenzione internazionale sulla biodiversità;

  3. svolge attività di collegamento con il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto per il coordinamento e l'omogeneizzazione delle attività di vigilanza effettuate dai Comandi territoriali, ai fini del rispetto dei vincoli posti a tutela delle Aree Marine Protette, esercitate con i mezzi navali e terrestri, nonché con le componenti specialistiche della Guardia Costiera;

  4. supporta i Comandi territoriali relativamente alle esigenze connesse alle attività di vigilanza;

  5. tratta, su richiesta della Direzione Generale PNM, le problematiche inerenti alle aree marine protette ed alle aree sensibili nei contesti nazionali ed internazionali;

  6. supporta la Direzione Generale PNM ed il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto nell'attività di predisposizione delle convenzioni relative all'attività di prevenzione e lotta all'inquinamento marino e potenziamento della vigilanza nelle AA.MM.PP. e nelle zone marine ove insistono piattaforme petrolifere per estrazione idrocarburi;

  7. supporta il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto nell'attività di formazione ed aggiornamento professionale in materia ambientale a favore del personale del Corpo.

 

Ufficio II: Tutela delle acque marine e delle coste dall'inquinamento. Sicurezza ambientale dei porti: traffico dei rifiuti e delle merci pericolose. Scarichi in mare:

a)    svolge funzioni di collegamento tra la Direzione Generale PNM, la Centrale Operativa del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera ed i Comandi territoriali interessati da inquinamenti rilevanti delle acque marine e delle coste;

b)   coadiuva le competenti Direzioni Generali nella trattazione delle problematiche inerenti alla sicurezza dei porti sotto profilo ambientale, con particolare riferimento al traffico marittimo di rifiuti;

c)    espleta attività di supporto al Focal Point nazionale presso le competenti Direzioni Generali per l'elaborazione e l'aggiornamento degli adempimenti discendenti dal recepimento di convenzioni internazionali in materia ambientale;

d)   coadiuva le competenti Direzioni Generali nella trasposizione ed implementazione della normativa euro-unionale ambientale riferita allo shipping;

e)   svolge funzioni di focal point per gli argomenti trattati dall'I.M.O. con riferimento alla protezione dell'ambiente marino nei comitati e sotto-comitati pertinenti (MEPC e PPR, LC/LP, IOPC Fund), nonché di collegamento nei rapporti tra le Direzioni Generali del MiTE competenti per materia e il Rappresentante Vicario Permanente presso l'I.M.O. (Addetto Marittimo presso l'Ambasciata d'Italia a Londra);

f)     espleta attività di supporto verso le articolazioni ministeriali di riferimento per ogni attività d'interesse ambientale svolta e/o organizzata:

  • dall'Agenzia Europea per la Sicurezza Marittima (EMSA); a tal fine, esprime, altresì, il rappresentante nazionale che, previa nomina del Direttore Generale della PNM, partecipa alle riunioni del CTG-MPPR (Consultative Technical Group on Marine Pollution Preparedness and Response) e del PRS (Pollution Response Services User Group);
  • dalle strutture della Commissione Europea (DG ENV, DG MOVE, DG CLIMA, DG ENER, DG MARE);
  • dal REMPEC (Regional Marine Pollution Emergency Response Centre for the Mediterranean Sea) nell'ambito della "Barcelona Convention".

g)    partecipa con proprio personale, su richiesta dei competenti Direttori Generali, ai meeting/workshop/ training e ai seminari che vengono organizzati dall'I.M.O., dall'EMSA, dalla Commissione Europea e dal REMPEC, nonché ad ogni altra attività internazionale;

h)   fornisce il proprio parere tecnico nei procedimenti relativi a dragaggio e scarico a mare del relativo materiale;

i)      redige, sotto il coordinamento della Direzione Generale PNM, i format per la raccolta, la gestione e l'invio dei dati relativi alla immersione in mare dei materiali derivanti da attività di escavo di fondali marini o salmastri o di terreni litoranei emersi in attuazione del Protocollo Dumping 1996.

 

 

Ufficio III: Sistemi informatici e telematici. Rilevamento e gestione dei dati ambientali marini. Sicurezza dei dati. Siti di Interesse Nazionale:

  1. sviluppa, elabora e tiene a regime il sistema informatico in uso al R.A.M. inerente al flusso dati relativo alle attività svolte dai Comandi territoriali del Corpo delle Capitanerie di porto in campo ambientale;

  2. cura la banca dati ambientali e l'elaborazione informatica dei flussi informativi e statistici a rilevanza ambientale alimentata dagli Uffici periferici del Corpo delle Capitanerie di porto;

  3. acquisisce ed elabora, per quanto di interesse del MiTE, i dati resi disponibili dai sistemi informatici del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto;

  4. provvede alla raccolta ed alla elaborazione dei dati ambientali di cui alle Convenzioni stipulate tra il MiTE ed il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto, nonché al raccordo nell'espletamento delle pratiche amministrativo-contabili;

  5. organizza, pianifica e cura le Campagne Nazionali di tutela ambientale o gli eventi che coinvolgono le questioni ambientali;

  6. partecipa, in collaborazione con la Direzione Generale uso sostenibile del suolo e delle risorse idriche (USSRI), all'attività istruttoria dei procedimenti per gli interventi di bonifica d'interesse nazionale, relativi ai siti di interesse nazionale (S.I.N.) che includono aree marino-costiere;

  7.  ricerca, stimola e stipula convenzioni tra la Direzione Generale USSRI ed il Corpo ai fini del monitoraggio e del controllo dei S.I.N..