Rapporto sulle Attività SAR nel Mediterraneo Centrale connesse al Fenomeno Migratorio – anno 2016

Soccorrere chi si trova in mare in condizioni di difficoltà è stato, sin dalla sua istituzione, uno dei compiti principali del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera. Un’attività operativa, questa, che grazie ad una componente aeronavale e subacquea sempre più efficace, nonché all’evoluzione degli strumenti di comunicazione e monitoraggio, ha elevato la ricerca e il soccorso a principale missione del Corpo.

Parte considerevole di questa “missione” è l’attività svolta per salvare le migliaia di migranti che quotidianamente prendono il mare per attraversare il Mediterraneo verso una nuova meta di speranza.

Il lavoro continuo e instancabile degli uomini della Guardia Costiera, autentici “seminatori di speranza” (cit. Papa Francesco), è racchiuso in questo documento riportante, in maniera sintetica ma dettagliata, i dati relativi ai flussi migratori che hanno attraversato, durante l’intero arco dell’anno 2016, il Mediterraneo centrale.

Un’analisi approfondita, inoltre, dei continui mutamenti di scenario rappresenta la base del lavoro che gli uomini e le donne della Guardia Costiera, autentici “professionisti del mare”, si apprestano a svolgere giorno dopo giorno, anche a rischio della propria incolumità, in qualsiasi condizione meteomarina, pur di portare a termine nel modo migliore e nel più breve tempo possibile il salvataggio di esseri umani in mare.

Tutto questo per raccontare, da un diverso punto di vista, il fenomeno migratorio che accompagna le nostre giornate lavorative e le coscienze e le vite di tutti.



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​Annual Report 2017 sulla Sicurezza della Navigazione

"L'Annual Report rappresenta e racchiude in sé un anno di intensa attività istituzionale
svolta dal Sesto Reparto – Sicurezza della Navigazione, del Comando Generale del Corpo
delle Capitanerie di Porto, quale organo tecnico e diretta promanazione dell'azione
amministrativa marittima, con funzioni di amministrazione attiva e diretta sul cluster
marittimo nazionale ed internazionale.
L'iniziativa di tradurre in un documento strutturato ed omogeneo dati, statistiche ed
informazioni sulle performances dell'amministrazione marittima, coerente e
complementare al documento programmatico del Corpo, pone l'accento sullo stato di
realizzazione di obiettivi di particolare interesse per i settori coinvolti. Esso può quindi essere
considerato a tutti gli effetti uno strumento attraverso il quale individuare, valorizzandone i
contenuti, l'efficienza del modello organizzativo, nonché l'efficacia dell'azione istituzionale,
sull'esercizio dei compiti svolti, in attuazione delle funzioni attribuite ex lege al Corpo, nello
specifico e strategico settore della sicurezza della navigazione.
Le attività istituzionali del Sesto Reparto si sono sviluppate, negli ultimi anni, in misura
proporzionale con l'incremento delle funzioni e delle competenze in materia di sicurezza
della navigazione, soprattutto nei confronti di un'utenza tecnica sempre più variegata ed
orientata al contesto internazionale.
È su questi presupposti che mi sembra doveroso evidenziare alcuni dei più recenti
riconoscimenti, giunti dal mondo marittimo internazionale e che contribuiscono a fornire
lustro e prestigio al Corpo delle Capitanerie di Porto e all'Amministrazione marittima
nazionale.
In estrema sintesi, il Sesto Reparto, quale Autorità Nazionale competente in materia di Port
State Control, partecipa attivamente, sin dal 1982, nel contesto Paris MoU, giocando un
ruolo di primo piano e fornendo un importante contribuito in termini di ispezioni alle unità
straniere che approdano nei porti nazionali, attraverso il proprio personale ispettivo PSC.
Analogamente, con funzione di Flag State, concorre nella elaborazione della normativa
internazionale, comunitaria e nazionale eseguendo contestualmente il monitoraggio e il
controllo degli standards sulle prestazioni della flotta di bandiera nazionale.
In questo ultimo anno si è assistito ad un netto miglioramento delle prestazioni della flotta
nazionale, avendo raggiunto il 6° posto su 73 Stati censiti in termini di performances; inoltre
è stato riscontrato che, grazie all'importante contributo degli ispettori PSC di questa
Amministrazione, l'Italia si pone al 2 posto sui 27 Stati membri all'interno del sistema ispettivo
del Paris Memorandum.


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​Report annuale attività di controllo pesca 2016

Tutelare l’integrità degli ecosistemi marini rappresenta una delle più importanti sfide che anima quotidianamente chi per responsabilità istituzionale, ma soprattutto per il forte e sentito attaccamento al mare, vigila su di esso. Lo sfruttamento intensivo degli stock ittici impone a tutti, Organismi internazionali, Governi ed operatori di settore, la necessità di definire regole precise da rispettare, al fine di garantire agli ecosistemi marini la capacità di rigenerarsi.

Il Mediterraneo, quale cuore pulsante e crocevia di molte civiltà, da sempre è stato fonte di sostentamento per le popolazioni che si affacciano sulle sue sponde. La condivisione, pertanto, rappresenta una delle principali chiavi di lettura tra le diverse culture e civiltà con differenti capacità di prelievo delle risorse ittiche, regolamentazione tecnica nonché capacità di sorveglianza e controllo. In tale contesto, infatti, sia la FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations) attraverso la GFCM “General Fisheries Commission for the Mediterranean” sia l’ICCAT “International convention of conservation of atlantic tuna” stanno da diversi anni producendo una serie di raccomandazioni per gli Stati contraenti al fine di mantenere sostenibile lo sfruttamento delle risorse alieutiche.

Immancabilmente, lo sviluppo sostenibile non può non essere supportato da una specifica capacità di vigilanza, di cui il Centro di Controllo Nazionale della Pesca, perfettamente inserito nelle ampie competenze di sorveglianza marittima integrata che fanno capo alla Guardia Costiera Italiana, è dotato, avendo a disposizione tecnologie, conoscenze e professionalità che gli consentono di svolgere un ruolo fondamentale in un settore molto complesso ed in constante mutamento.

Gli Organismi di controllo, sotto il coordinamento del Centro nazionale e dei Comandanti delle Capitanerie di porto, sono chiamati pertanto a garantire la legalità ed il rispetto dei vincoli normativi, al fine di perseguire l’obiettivo dello sviluppo sostenibile, il rispetto degli stock ittici e la leale concorrenza sul mercato.

Molto intensa è stata l’attività di collaborazione del Centro di Controllo Nazionale della pesca con le competenti articolazioni del Dicastero delle Politiche agricole alimentari e forestali, finalizzata alla realizzazione di piani congiunti di monitoraggio e aggiornamento delle tecnologie a disposizione di entrambe le strutture. Il culmine di tale sinergia è stata registrata alla fine del mese di dicembre con l’avvio dell’operazione complessa di controllo nazionale “COUNTDOWN”.


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