​Si è tenuto ieri, giovedì 18 maggio, nella cornice del Museo Galata di Genova, un interessante convegno, organizzato dalla Capitaneria di porto di Genova, sul tema della sicurezza delle immersioni subacquee. Più di un centinaio gli spettatori presenti nella Sala Conferenze del Museo del Mare, tra cui i rappresentanti di quasi tutti i centri diving regionali, varie associazioni di categoria, rappresentanti dei comuni liguri costieri più interessati da siti di immersione e i rappresentanti dei Nuclei Subacquei dei Carabinieri, Marina Militare, Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza, Polizia di Stato e ovviamente della Guardia Costiera.

Il Convegno ha visto la partecipazione del Comandante Regionale della Guardia Costiera della Liguria e Comandante del Porto di Genova, Ammiraglio Ispettore Giovanni Pettorino, del Capo del V° Nucleo Sub della Guardia Costiera di Genova, Tenente di Vascello Angelo Doria, del Tenente di Vascello Cosima Capone, Psicologa della Marina Militare, del Capitano di Fregata Gianfranco Betrò, dal Comando Incursori e Palombari della Marina Militare di La Spezia, del presidente dell'ADISUB (Associazione Didattiche Subacquee), Ing. Giovanni Cozzi, del Direttore della Camera Iperbarica dell'Ospedale San Martino, Dott. Claudio Spena, e del Capitano di Vascello Angelo Pistorio, in qualità di esperto del Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto per la tematica delle immersioni subacquee.

Partendo dalla considerazione della mancanza di una norma primaria che regolamenti l'attività di immersione subacquea a scopo ricreativo, il focus voluto dagli organizzatori – che non a caso hanno scelto il titolo molto evocativo di REMOVE BEFORE DIVE, ossia l'avvertenza di "rimuovere i blocchi mentali prima di immergersi" – è stato proprio quello della sicurezza nell'attività di immersione subacquea, affrontato sia sotto il profilo delle principali patologie legate all'attività subacquea ed ai connessi rischi, che sotto quello del "fattore umano" quale elemento fondamentale su cui insistere nell'attività di formazione e addestramento al fine di sensibilizzare le persone sulla tematica della sicurezza e di evidenziare la necessità di conoscere i propri limiti, anche fisici, nell'affrontare un'attività che, a prescindere se classificabile come sport estremo o meno, ha comunque elementi di pericolosità insiti.

Di fronte all’assenza di norme legislative primarie di disciplina del settore, le uniche risorse a cui possono attingere sia coloro che praticano l’attività di immersione, sia il centro di immersione o di addestramento che la organizza, sono gli standard di sicurezza riconosciuti a livello internazionale da tutte le didattiche che, frutto di studi e di verifiche condivise, sono stati trasfusi in precise discipline tecniche internazionali (ISO), comunitarie (EN) e nazionali (UNI) riconosciute dai rispettivi organismi di certificazione. Ed è proprio l'applicazione quanto più possibile generalizzata di questi standard (clicca qui per consultarli) che, come ha concluso l'Ammiraglio Pettorino, "consente di far attecchire tra i praticanti le immersioni ed i diving una maggiore coscienza di sé e quella cultura della sicurezza che, in definitiva, oltre a mettere al centro dell'attenzione il bene supremo della vita, è in grado di prevenire i rischi tipici dell'attività subacquea e dare un contenuto concreto alla posizione di garanzia che i diving, gli istruttori e le guide subacquee assumono nei confronti dei praticanti le immersioni loro affidati, anche a tutela della loro sfera di attività."


19/05/2017 Genova Attività Eventi

​Si è tenuto ieri, giovedì 18 maggio, nella cornice del Museo Galata di Genova, un interessante convegno, organizzato dalla Capitaneria di porto di Genova, sul tema della sicurezza delle immersioni subacquee. Più di un centinaio gli spettatori presenti nella Sala Conferenze del Museo del Mare, tra cui i rappresentanti di quasi tutti i centri diving regionali, varie associazioni di categoria, rappresentanti dei comuni liguri costieri più interessati da siti di immersione e i rappresentanti dei Nuclei Subacquei dei Carabinieri, Marina Militare, Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza, Polizia di Stato e ovviamente della Guardia Costiera.

Il Convegno ha visto la partecipazione del Comandante Regionale della Guardia Costiera della Liguria e Comandante del Porto di Genova, Ammiraglio Ispettore Giovanni Pettorino, del Capo del V° Nucleo Sub della Guardia Costiera di Genova, Tenente di Vascello Angelo Doria, del Tenente di Vascello Cosima Capone, Psicologa della Marina Militare, del Capitano di Fregata Gianfranco Betrò, dal Comando Incursori e Palombari della Marina Militare di La Spezia, del presidente dell'ADISUB (Associazione Didattiche Subacquee), Ing. Giovanni Cozzi, del Direttore della Camera Iperbarica dell'Ospedale San Martino, Dott. Claudio Spena, e del Capitano di Vascello Angelo Pistorio, in qualità di esperto del Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto per la tematica delle immersioni subacquee.

Partendo dalla considerazione della mancanza di una norma primaria che regolamenti l'attività di immersione subacquea a scopo ricreativo, il focus voluto dagli organizzatori – che non a caso hanno scelto il titolo molto evocativo di REMOVE BEFORE DIVE, ossia l'avvertenza di "rimuovere i blocchi mentali prima di immergersi" – è stato proprio quello della sicurezza nell'attività di immersione subacquea, affrontato sia sotto il profilo delle principali patologie legate all'attività subacquea ed ai connessi rischi, che sotto quello del "fattore umano" quale elemento fondamentale su cui insistere nell'attività di formazione e addestramento al fine di sensibilizzare le persone sulla tematica della sicurezza e di evidenziare la necessità di conoscere i propri limiti, anche fisici, nell'affrontare un'attività che, a prescindere se classificabile come sport estremo o meno, ha comunque elementi di pericolosità insiti.

Di fronte all’assenza di norme legislative primarie di disciplina del settore, le uniche risorse a cui possono attingere sia coloro che praticano l’attività di immersione, sia il centro di immersione o di addestramento che la organizza, sono gli standard di sicurezza riconosciuti a livello internazionale da tutte le didattiche che, frutto di studi e di verifiche condivise, sono stati trasfusi in precise discipline tecniche internazionali (ISO), comunitarie (EN) e nazionali (UNI) riconosciute dai rispettivi organismi di certificazione. Ed è proprio l'applicazione quanto più possibile generalizzata di questi standard (clicca qui per consultarli) che, come ha concluso l'Ammiraglio Pettorino, "consente di far attecchire tra i praticanti le immersioni ed i diving una maggiore coscienza di sé e quella cultura della sicurezza che, in definitiva, oltre a mettere al centro dell'attenzione il bene supremo della vita, è in grado di prevenire i rischi tipici dell'attività subacquea e dare un contenuto concreto alla posizione di garanzia che i diving, gli istruttori e le guide subacquee assumono nei confronti dei praticanti le immersioni loro affidati, anche a tutela della loro sfera di attività."


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