Dal 19 al 23 novembre scorso, la Commissione Europea, in esecuzione a quanto previsto dal Regolamento 324/2008, ha condotto una ispezione di security al porto di Trieste al fine di monitorare la corretta implementazione - da parte dell'Italia - delle norme in materia di maritime security sia per quanto attiene le navi e gli impianti portuali (Regolamento 725/2004) sia dell'intero comprensorio portuale (Direttiva 2005/65/EC). 

La normativa sulla maritime security  nasce nel 2006 dalla volontà degli Stati membri di creare un sistema armonizzato di prevenzione e protezione delle navi e delle strutture portuali contro minacce di atti illeciti intenzionali, basato anche sulle determinazioni assunte a livello internazionale dall'Organizzazione Internazionale Marittima (I.M.O.) a seguito dei drammatici eventi del 11 settembre 2001.

Il team della Commissione, composto da sette ispettori di diversa nazionalità, ha individuato per l'attività "port security",  tre impianti portuali (port facilities), mentre, per la parte "ship security", quattro navi di diversa nazionalità di cui una extracomunitaria, due comunitarie ed una italiana. 

Gli esiti dell'ispezione, sono stati estremamente positivi ed il rappresentante leader della Commissione Europea, nel suo discorso di chiusura, ha avuto parole di apprezzamento per il personale della Guardia Costiera  - che ha operato nella duplice veste di Autorità Competente (ruolo rivestito dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto) e Designata (figura propria della Capitaneria di Porto) nonché con propri ispettori a bordo delle unità ispezionate (Duly Authorized Officers) – ma anche per la Prefettura, la Polizia di Frontiera, l'Autorità Portuale e tutte le altre Amministrazioni che, a vario titolo, partecipano alla implementazione della normativa di settore .

"È evidente" ha aggiunto il rappresentante della Commissione Europea alla presenza del Contrammiraglio Luigi Giardino, Capo del 6° Reparto – Sicurezza della Navigazione del Comando Generale, "quanto il concetto di security sia integrato nell'agire di tutti gli operatori portuali e le osservazioni rilevate siano esclusivamente finalizzate ad affinare un impianto che è già eccellenza; infatti una best practice – annotata presso il locale terminal petrolifero – sarà esportata a favore degli altri Stati membri. 

Il team della Commissione Europea ha lasciato Trieste ringraziando il Direttore Marittimo del Friuli -Venezia Giulia, Capitano di Vascello Luca Sancilio, per i risultati raggiunti, l'ospitalità offerta e per la piena collaborazione durante lo svolgimento della attività.

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03/12/2018 Trieste Attività

Dal 19 al 23 novembre scorso, la Commissione Europea, in esecuzione a quanto previsto dal Regolamento 324/2008, ha condotto una ispezione di security al porto di Trieste al fine di monitorare la corretta implementazione - da parte dell'Italia - delle norme in materia di maritime security sia per quanto attiene le navi e gli impianti portuali (Regolamento 725/2004) sia dell'intero comprensorio portuale (Direttiva 2005/65/EC). 

La normativa sulla maritime security  nasce nel 2006 dalla volontà degli Stati membri di creare un sistema armonizzato di prevenzione e protezione delle navi e delle strutture portuali contro minacce di atti illeciti intenzionali, basato anche sulle determinazioni assunte a livello internazionale dall'Organizzazione Internazionale Marittima (I.M.O.) a seguito dei drammatici eventi del 11 settembre 2001.

Il team della Commissione, composto da sette ispettori di diversa nazionalità, ha individuato per l'attività "port security",  tre impianti portuali (port facilities), mentre, per la parte "ship security", quattro navi di diversa nazionalità di cui una extracomunitaria, due comunitarie ed una italiana. 

Gli esiti dell'ispezione, sono stati estremamente positivi ed il rappresentante leader della Commissione Europea, nel suo discorso di chiusura, ha avuto parole di apprezzamento per il personale della Guardia Costiera  - che ha operato nella duplice veste di Autorità Competente (ruolo rivestito dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto) e Designata (figura propria della Capitaneria di Porto) nonché con propri ispettori a bordo delle unità ispezionate (Duly Authorized Officers) – ma anche per la Prefettura, la Polizia di Frontiera, l'Autorità Portuale e tutte le altre Amministrazioni che, a vario titolo, partecipano alla implementazione della normativa di settore .

"È evidente" ha aggiunto il rappresentante della Commissione Europea alla presenza del Contrammiraglio Luigi Giardino, Capo del 6° Reparto – Sicurezza della Navigazione del Comando Generale, "quanto il concetto di security sia integrato nell'agire di tutti gli operatori portuali e le osservazioni rilevate siano esclusivamente finalizzate ad affinare un impianto che è già eccellenza; infatti una best practice – annotata presso il locale terminal petrolifero – sarà esportata a favore degli altri Stati membri. 

Il team della Commissione Europea ha lasciato Trieste ringraziando il Direttore Marittimo del Friuli -Venezia Giulia, Capitano di Vascello Luca Sancilio, per i risultati raggiunti, l'ospitalità offerta e per la piena collaborazione durante lo svolgimento della attività.

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