​Si è svolto a Tokyo, dal 27 al 29 novembre, il Working Level Meeting del Coast Guard Global Summit preparatorio allo svolgimento del prossimo High Level Meeting, che si terrà nella stessa città nel mese di novembre 2019. All'evento hanno partecipato, per il Comando Generale, il Capo Ufficio Affari Internazionali – Capitano di Vascello Enrico Castioni – e il Capitano di Fregata Alberto Adamo, responsabile della Cooperazione Internazionale del medesimo Ufficio.

Il Coast Guard Global Summit è una piattaforma di dialogo e cooperazione voluta dal Giappone, che tramite la Japan Coast Guard e la Nippon Foundation assicura il coordinamento e l'organizzazione dei meeting ad esso facenti capo.

Nei tre giorni di meeting, si sono affrontati i temi proposti dalla presidenza giapponese, così come identificati a valle della prima riunione di questo importante consesso, finora l'unico a livello mondiale che riunisce tutte le Guardie Costiere, tenutasi sempre a Tokyo nel 2017.

Le tre Agende proposte (linee guida del summit, sviluppo di una nuova opportunità formativa e scambio delle informazioni) basano le loro prospettive in quelle che sono le sfide globali che stanno radicalmente cambiando l'approccio dei servizi di Guardia Costiera allo svolgimento dei propri compiti e che, seppur a differente livello, rappresentano una costante che accomuna tutti i Paesi intervenuti.

Infatti, come ricordato nella sua allocuzione introduttiva dall'Ammiraglio UEHARA, Direttore Generale del Dipartimento di Amministrazione, i cambiamenti climatici, il terrorismo internazionale e i flussi migratori rappresentano una sfida alla quale occorre adattarsi cooperando e individuando risposte comuni o possibilmente tali, nella prospettiva di un sempre migliore servizio reso alla collettività. È in questa visione che la comprensione reciproca, il dialogo e la cooperazione diventano tasselli fondamentali per le Guardie Costiere e il loro importante ruolo nella sicurezza in mare, in tutte le sue declinazioni.

I lavori del meeting hanno quindi visto la presidenza giapponese moderare le singole agende. In tale contesto, soprattutto per quanto riguarda le due tematiche principali della formazione e dello scambio di informazioni, si sono succedute le presentazioni delle principali realtà, tra cui:

  • gli Stati Uniti, che hanno richiamato l'importanza di un approccio strategico alla sicurezza, concretizzato in una vastissima offerta formativa rivolta alle altre Nazioni;

  • la Francia, che ha presentato il proprio modello di cooperazione attuato nell'area europea, in quella africana e, potenzialmente, su scala globale grazie ad alcuni propri centri di eccellenza nella lotta al traffico di droga e contro l'inquinamento;

  • le Agenzie EMSA e Frontex, che hanno esposto il loro modello di cooperazione interagenzia sviluppato insieme ad EFCA, basato sullo scambio di informazioni inerenti il traffico marittimo, sullo scambio delle migliori pratiche operative e sul capacity building comune;

  • la Malesia, che ha parlato del proprio centro di addestramento AMSAS, che è in corso di essere riconosciuto come Centro di Eccellenza sul Maritime Law Enforcement e sul SAR, presso il quale si tengono corsi aperti alle altre Nazioni;

  • l'India, che ha fornito il proprio punto di vista sulle modalità operative con cui perseguire un adeguato livello di scambio delle informazioni nel contesto del CGGS.

Anche la Guardia Costiera italiana è stata invitata a presentare il proprio impegno nel campo della cooperazione in ambito formativo, che si estrinseca prevalentemente nello sviluppo del Sectoral Qualification Framework (SQF) che il Corpo sta portando avanti dal 2015 nel più ampio Progetto ECGFA Net.

La Japan Coast Guard, nel corso di un incontro preliminare tenuto a Roma il 7 settembre scorso, aveva manifestato grande interesse per l'argomento, proprio in ragione della particolare attinenza con il principale risultato che la stessa si aspetta dalla Agenda sulla Formazione: la creazione di un corso con il contributo di tutti gli Stati ed aperto alla frequenza degli Ufficiali degli stessi Paesi, finalizzato alla preparazione su argomenti di comune interesse e fondato sulle Funzioni di Guardia Costiera.

Il Comandante Adamo, attuale responsabile dello sviluppo del SQF che verrà finalizzato entro la primavera 2019, ha evidenziato nella sua presentazione come questo possa essere un valido riferimento per la realizzazione di tale corso, in quanto racchiude in una unica cornice una sintesi di abilità e competenze richieste per lo svolgimento delle attività di ciascuna Funzione. E se si tiene conto del fatto che il sistema basato sulle 11 Funzioni di Guardia Costiera, definite ufficialmente per la prima volta dallo European Coast Guard Functions Forum nel 2014, si sta affermando come uno standard globale, ne deriva che, anche nel contesto del Coast Guard Global Summit, il Framework potrà trovare pratica applicazione.

E sempre con riferimento ai due più importanti progetti internazionali portati avanti dal Corpo, il Comandante Castioni, nella veste di Project Leader della presidenza italiana dello European Coast Guard Functions Forum, ha ricordato che entrambi (ECGFF ed ECGFA Net) dispongono di website informativi sui quali sono riportate molte delle informazioni che, almeno nella fase iniziale, la Japan Coast Guard intenderebbe diffondere mediante il sito che si prefigge di attivare anche su scala mondiale.

I tre giorni di meeting si sono conclusi con una visita al porto di Yokohama, distante circa un'ora da Tokyo, dove sono state presentate ai partecipanti le funzionalità del centro VTS del Quartier Generale della 3° Regione della Japan Coast Guard, le potenzialità del National Strike Team (un apparato di risposta immediata per fronteggiare gli inquinamenti in mare) ed il moderno pattugliatore Motobu.



06/12/2018 Tokyo

​Si è svolto a Tokyo, dal 27 al 29 novembre, il Working Level Meeting del Coast Guard Global Summit preparatorio allo svolgimento del prossimo High Level Meeting, che si terrà nella stessa città nel mese di novembre 2019. All'evento hanno partecipato, per il Comando Generale, il Capo Ufficio Affari Internazionali – Capitano di Vascello Enrico Castioni – e il Capitano di Fregata Alberto Adamo, responsabile della Cooperazione Internazionale del medesimo Ufficio.

Il Coast Guard Global Summit è una piattaforma di dialogo e cooperazione voluta dal Giappone, che tramite la Japan Coast Guard e la Nippon Foundation assicura il coordinamento e l'organizzazione dei meeting ad esso facenti capo.

Nei tre giorni di meeting, si sono affrontati i temi proposti dalla presidenza giapponese, così come identificati a valle della prima riunione di questo importante consesso, finora l'unico a livello mondiale che riunisce tutte le Guardie Costiere, tenutasi sempre a Tokyo nel 2017.

Le tre Agende proposte (linee guida del summit, sviluppo di una nuova opportunità formativa e scambio delle informazioni) basano le loro prospettive in quelle che sono le sfide globali che stanno radicalmente cambiando l'approccio dei servizi di Guardia Costiera allo svolgimento dei propri compiti e che, seppur a differente livello, rappresentano una costante che accomuna tutti i Paesi intervenuti.

Infatti, come ricordato nella sua allocuzione introduttiva dall'Ammiraglio UEHARA, Direttore Generale del Dipartimento di Amministrazione, i cambiamenti climatici, il terrorismo internazionale e i flussi migratori rappresentano una sfida alla quale occorre adattarsi cooperando e individuando risposte comuni o possibilmente tali, nella prospettiva di un sempre migliore servizio reso alla collettività. È in questa visione che la comprensione reciproca, il dialogo e la cooperazione diventano tasselli fondamentali per le Guardie Costiere e il loro importante ruolo nella sicurezza in mare, in tutte le sue declinazioni.

I lavori del meeting hanno quindi visto la presidenza giapponese moderare le singole agende. In tale contesto, soprattutto per quanto riguarda le due tematiche principali della formazione e dello scambio di informazioni, si sono succedute le presentazioni delle principali realtà, tra cui:

  • gli Stati Uniti, che hanno richiamato l'importanza di un approccio strategico alla sicurezza, concretizzato in una vastissima offerta formativa rivolta alle altre Nazioni;

  • la Francia, che ha presentato il proprio modello di cooperazione attuato nell'area europea, in quella africana e, potenzialmente, su scala globale grazie ad alcuni propri centri di eccellenza nella lotta al traffico di droga e contro l'inquinamento;

  • le Agenzie EMSA e Frontex, che hanno esposto il loro modello di cooperazione interagenzia sviluppato insieme ad EFCA, basato sullo scambio di informazioni inerenti il traffico marittimo, sullo scambio delle migliori pratiche operative e sul capacity building comune;

  • la Malesia, che ha parlato del proprio centro di addestramento AMSAS, che è in corso di essere riconosciuto come Centro di Eccellenza sul Maritime Law Enforcement e sul SAR, presso il quale si tengono corsi aperti alle altre Nazioni;

  • l'India, che ha fornito il proprio punto di vista sulle modalità operative con cui perseguire un adeguato livello di scambio delle informazioni nel contesto del CGGS.

Anche la Guardia Costiera italiana è stata invitata a presentare il proprio impegno nel campo della cooperazione in ambito formativo, che si estrinseca prevalentemente nello sviluppo del Sectoral Qualification Framework (SQF) che il Corpo sta portando avanti dal 2015 nel più ampio Progetto ECGFA Net.

La Japan Coast Guard, nel corso di un incontro preliminare tenuto a Roma il 7 settembre scorso, aveva manifestato grande interesse per l'argomento, proprio in ragione della particolare attinenza con il principale risultato che la stessa si aspetta dalla Agenda sulla Formazione: la creazione di un corso con il contributo di tutti gli Stati ed aperto alla frequenza degli Ufficiali degli stessi Paesi, finalizzato alla preparazione su argomenti di comune interesse e fondato sulle Funzioni di Guardia Costiera.

Il Comandante Adamo, attuale responsabile dello sviluppo del SQF che verrà finalizzato entro la primavera 2019, ha evidenziato nella sua presentazione come questo possa essere un valido riferimento per la realizzazione di tale corso, in quanto racchiude in una unica cornice una sintesi di abilità e competenze richieste per lo svolgimento delle attività di ciascuna Funzione. E se si tiene conto del fatto che il sistema basato sulle 11 Funzioni di Guardia Costiera, definite ufficialmente per la prima volta dallo European Coast Guard Functions Forum nel 2014, si sta affermando come uno standard globale, ne deriva che, anche nel contesto del Coast Guard Global Summit, il Framework potrà trovare pratica applicazione.

E sempre con riferimento ai due più importanti progetti internazionali portati avanti dal Corpo, il Comandante Castioni, nella veste di Project Leader della presidenza italiana dello European Coast Guard Functions Forum, ha ricordato che entrambi (ECGFF ed ECGFA Net) dispongono di website informativi sui quali sono riportate molte delle informazioni che, almeno nella fase iniziale, la Japan Coast Guard intenderebbe diffondere mediante il sito che si prefigge di attivare anche su scala mondiale.

I tre giorni di meeting si sono conclusi con una visita al porto di Yokohama, distante circa un'ora da Tokyo, dove sono state presentate ai partecipanti le funzionalità del centro VTS del Quartier Generale della 3° Regione della Japan Coast Guard, le potenzialità del National Strike Team (un apparato di risposta immediata per fronteggiare gli inquinamenti in mare) ed il moderno pattugliatore Motobu.