Il verificarsi di eventi connessi al fenomeno migratorio che hanno fatto registrare nell'ultimo periodo l'arrivo di migranti direttamente sulle nostre coste, può considerarsi un fenomeno non nuovo.

Tali eventi si differenziano da quelli accaduti nel Mediterraneo centrale, per alcuni elementi tra i quali quelli di seguito sinteticamente enucleati.

In primo luogo si osserva come sia significativamente più contenuto il numero degli occupanti per unità, a fronte delle centinaia di migranti solitamente a bordo di ogni singola unità nel Mediterraneo centrale.

Le imbarcazioni utilizzate, che provengono solitamente dalle due direttrici principali Tunisia/Algeria e Mediterraneo orientale, differiscono notevolmente per dimensioni e tipologia: si assiste ad un utilizzo preminente di piccole unità in legno, unità da diporto e piccoli pescherecci, a differenza dei gommoni mono-tubolari o barconi in legno più largamente impiegati nel Mediterraneo centrale.

Sono comunemente utilizzate unità prive di qualsiasi sistema di rilevazione che ne consenta il monitoraggio attraverso i sistemi tecnologici di cui sono dotate tutte le Sale Operative.

Queste unità, in particolare le barche a vela provenienti da Est, possono essere facilmente scambiate per quelle dedite ad una regolare navigazione da diporto o comunque ad un "normale" uso del mare e, pertanto, non immediatamente associabili al fenomeno migratorio.

Questo consente loro di eludere più agevolmente i controlli che le autorità nazionali e gli organismi internazionali esercitano nelle rispettive aree di competenza.

Tali unità, navigano in totale autonomia, senza richiedere aiuto, cercando di occultare la loro presenza allo scopo di raggiungere le coste italiane senza essere individuate ed intercettate.

La segnalazione, alle Forze di Polizia competenti  per la vigilanza delle frontiere terrestri e marittime, circa l'avvistamento, in mare o una volta avvenuto lo sbarco, di unità coinvolte in presunta attività migratoria, si rende fondamentale per garantire il rispetto della legalità e l'intervento delle unità delle Forze di Polizia che operano in mare e a terra, nonché delle unità della Guardia Costiera che dovessero essere già in area, impegnate nei diversi compiti istituzionali connessi (quali, per la Guardia Costiera, tra gli altri, la tutela ambientale ed il controllo sulla intera filiera ittica).

Qualora, invece, le unità nel tentativo di raggiungere le coste italiane creino situazioni di pericolo per le vite degli occupanti (ad esempio unità con persone a bordo abbandonate in balia delle onde dai conduttori, richieste di soccorso lanciate dagli occupanti, eccetera…) si concretizza la fattispecie del soccorso in mare, che fa capo alla Guardia Costiera Italiana.