​Questa mattina la nave Golfo Azzurro, appartenente alla Organizzazione Non Governativa “Proactiva Open Arms”, a seguito di dichiarata avaria all’apparato motore, è stata autorizzata, per motivi inerenti la sicurezza della navigazione, ad entrare nelle acque territoriali italiane, per dirigere verso Pozzallo.

A tale proposito si precisa che la predetta nave, lo scorso 6 agosto, ha soccorso, nelle acque ricadenti nell’area di responsabilità SAR (Search and rescue) maltesi, nr.3 migranti che si trovavano a bordo di una piccola unità. I migranti sono stati tratti in salvo e risultano tuttora a bordo della unità ONG in buone condizioni di salute. E’ opportuno evidenziare che le autorità maltesi, al termine delle operazioni di soccorso, disponevano che la predetta unità dirigesse con i migranti verso il porto di Lampedusa, decisione presa senza il previsto e preventivo avallo della autorità marittima italiana, la quale essendo venuta comunque a conoscenza dell’iniziativa maltese, comunicava formalmente l’indisponibilità del porto di Lampedusa. Nel frattempo, la nave della “Proactiva Open Arms” - che è bene precisare, prima di essere coinvolta nelle operazioni di salvataggio era diretta a Malta per avvicendamento equipaggio -  restava in acque internazionali in attesa delle determinazioni spettanti alle autorità maltesi, coordinatrici del soccorso.   

Il porto di Pozzallo è stato individuato di comune intesa tra il Ministero dell’Interno e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.


08/08/2017 Roma

​Questa mattina la nave Golfo Azzurro, appartenente alla Organizzazione Non Governativa “Proactiva Open Arms”, a seguito di dichiarata avaria all’apparato motore, è stata autorizzata, per motivi inerenti la sicurezza della navigazione, ad entrare nelle acque territoriali italiane, per dirigere verso Pozzallo.

A tale proposito si precisa che la predetta nave, lo scorso 6 agosto, ha soccorso, nelle acque ricadenti nell’area di responsabilità SAR (Search and rescue) maltesi, nr.3 migranti che si trovavano a bordo di una piccola unità. I migranti sono stati tratti in salvo e risultano tuttora a bordo della unità ONG in buone condizioni di salute. E’ opportuno evidenziare che le autorità maltesi, al termine delle operazioni di soccorso, disponevano che la predetta unità dirigesse con i migranti verso il porto di Lampedusa, decisione presa senza il previsto e preventivo avallo della autorità marittima italiana, la quale essendo venuta comunque a conoscenza dell’iniziativa maltese, comunicava formalmente l’indisponibilità del porto di Lampedusa. Nel frattempo, la nave della “Proactiva Open Arms” - che è bene precisare, prima di essere coinvolta nelle operazioni di salvataggio era diretta a Malta per avvicendamento equipaggio -  restava in acque internazionali in attesa delle determinazioni spettanti alle autorità maltesi, coordinatrici del soccorso.   

Il porto di Pozzallo è stato individuato di comune intesa tra il Ministero dell’Interno e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.


Roma

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Comunicato stampa del 2 aprile 2019