Nascita del porto di Molfetta

La nascita del Porto di Molfetta risale al XVII secolo, quando si riscontrò l'esigenza da parte della popolazione di avere un approdo più sicuro e vicino, essendo utilizzati due approdi che risultavano insufficienti a soddisfare le necessità della marineria locale, che svolgeva un notevole traffico mercantile con i porti dell'Alto Adriatico. Fino ad allora infatti, i luoghi di attracco utilizzati erano la Cala di S. Giacomo, sulla strada per Bisceglie distante quasi 2 km da Molfetta e, in seguito, la Cala dei Pali, molto più vicina alla città.

Nella prima metà del XVI secolo la costruzione di un molo attiguo al Duomo riuscì a proteggere parzialmente dal vento Greco - Levante l'ansa naturale di mare a ponente della città, risultava tuttavia ancora insufficiente alla sicurezza del naviglio.

Nel 1824, a seguito delle continue richieste della marineria locale, il Comune di Molfetta commissionò a Francesco Sponsilli, ex tenente del Genio, il progetto di un porto. Dopo accurato sopralluogo alla rada antistante l'antico Seminario, con la consulenza dello scienziato Giuseppe Maria Giovene, lo Sponsilli preparò un progetto corredato dai relativi disegni. La spesa fu preventivata in 31.000 ducati.

Il progetto di Sponsilli prevedeva la costruzione di due bracci a protezione dai venti di Tramontana e Greco-Levante. Su quello esterno era prevista la costruzione del faro e di alcuni ambienti ad uso di Lazzaretto, per la quarantena dei marinai.

Nel 1825 l'ing. Gabriele de Tomasi, per migliorare la fattibilità del progetto dello Sponsilli, apportò alcune modifiche che comportarono l'aumento di spesa a 55.000 ducati. Il Governo Municipale e le classi imprenditoriali molfettesi, per reperire l'ingente somma, stabilirono di comune accordo l'introduzione di nuove tasse. Ci fu anche il libero concorso di Enti religiosi locali.

Nel 1841 il progetto definitivo del de Tomasi fu approvato e finalmente nel gennaio 1844 si diede inizio ai lavori di preparazione. L'appalto fu aggiudicato alla Società costituita dai napoletani Gaetano Correale, Guglielmo Ferri e Raffaele Ferrillo. Per la posa della prima pietra si scelse il 30 maggio 1844, giorno dell'onomastico di re Ferdinando. I lavori previsti terminarono nel 1846. Nel mese di maggio del 1848 re Ferdinando II, passando per Molfetta, compiaciuto dell'opera eseguita, approvò un progetto suppletivo per la continuazione e il completamento delle opere eseguite fino ad allora.

Con la costruzione del nuovo porto, il flusso commerciale crebbe enormemente, tanto che il 18 giugno del 1882, alla presenza di Alfredo Baccarini, Ministro dei Lavori Pubblici, fu avviato l'ampliamento del porto, consistente nel congiungimento dei due moli alla città e la costruzione del molo foraneo, dal Faro in fuori. I lavori furono affidati alla ditta napoletana di Gesualdo Casimiro Dini.

A queste opere essenziali seguirono la costruzione del molo Pennello nel 1890, la costruzione dello scalo d'alaggio nel 1900 e la costruzione della banchina S. Domenico negli anni Venti.

Nel 1930 con la costruzione del Mercato Ittico all'Ingrosso la città si dotò di una struttura consona alle sue esigenze commerciali.

In seguito ad un fortunale avvenuto nei primi giorni di gennaio del 1949  e  per dare più sicurezza alle navi, fu progettata la diga a ponente del porto, la cui radice doveva avere inizio tra la cala San Giacomo e il Santuario della Madonna dei Martiri. La diga fu iniziata il 3 giugno del 1951 con la posa della prima pietra. Appaltatrice della costruzione fu la ditta Ciardi di Roma e la spesa prevista per il 1° lotto fu di £. 1.100.000.000. La diga fu intitolata al Vescovo di Molfetta mons. Achille Salvucci.

Istituzione della Capitaneria di Porto di Molfetta

Riassumiamo le tappe che hanno portato all'elevazione di Molfetta a Capitaneria di Porto.

Con la legge organica sulla Marina Militare del 20 settembre 1809, n. 472, Murat suddivise le coste del regno di Napoli in tre Circondari, composti da diciasette Quartieri Marittimi a loro volta ripartiti in sessantaquattro Sindacati della gente di mare. Molfetta divenne Sindacato della gente di mare e dipendeva dal Quartiere di Bari.

Con il decreto del 5 marzo 1816, n. 302, le coste marittime furono suddivise in tre Circondari, nove Distretti e sessantadue Sindacati della gente di mare. Molfetta pur essendo riconfermata Sindacato passò sotto la giurisdizione del Distretto di Barletta.

Con il decreto del 25 giugno 1816, n. 418, i sindacati marittimi furono divisi in tre classi. La città fu inclusa fra quelli di seconda classe; quest'ultima comprendeva un numero di ascritti (ovvero, le persone che esercitavano il mestiere del mare da 16 anni compiuti e non oltre 50 anni) che andava da 400 fino ad 800.

Con il decreto del 30 gennaio 1817, n. 643, le coste del  regno furono divise in tre Circondari, nove Distretti e sessantadue Sindacati Marittimi. Molfetta divenne Sindacato Marittimo sempre sotto la giurisdizione del Distretto di Barletta.

Dopo l'unità d'Italia, con Regio Decreto del 20 luglio 1865, n. 42150, i litorali della penisola furono divisi in venti Compartimenti Marittimi e in quaranta Circondari. Molfetta divenne Circondario Marittimo (con a capo un Ufficiale di porto) sotto la giurisdizione del Compartimento Marittimo di Bari.

Con R.D. del 20 novembre 1879, n. 5166, il litorale fu suddiviso in ventiquattro Compartimenti Marittimi e trentotto Circondari. Molfetta fu riconfermata Ufficio Circondariale o Ufficio di Circondario.

Con Dispaccio Ministeriale 3 novembre 1906, n. 4562, diretto alla Capitaneria di porto di Bari fu disposto il passaggio all'Ufficio circondariale di Molfetta delle matricole della gente di mare e delle navi inscritte nel suo circondario.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, si ebbe un aumento degli iscritti tra la gente di mare (al 31 dicembre 1962 si contavano 12.222 unità); ciò consigliò il distacco dell'Ufficio di Molfetta dalla Capitaneria di porto di Bari. Fu così che, il 10 aprile 1964, giusta artt. 1 e 3 del D.P.R. del 22 ottobre 1963, n. 1736 (pubblicato sulla G.U. n. 319 del 9 dicembre 1963), l'Ufficio circondariale marittimo di Molfetta venne elevato a Capitaneria di porto.

 

 

Bibliografia:

- Sito internet www.archeoclubmolfetta.it

- M.llo Lgt Corrado Pisani