​Una società di pesca marsalese aveva da anni in concessione un magazzino di proprietà demaniale per utilizzarlo come rimessa di attrezzi, ma invece ne aveva fatto la sede di un deposito di aragoste, ora lo stabilimento è stato sequestrato.

A scoprirlo sono stati gli uomini della Capitaneria di Porto diretti dal Comandante Raffaele Giardina. "Abbiamo rinvenuto l' esercizio abusivo, in quanto mancante di specifica registrazione, di un impianto di stabulazione di aragoste all' interno di un immobile demaniale marittimo sito in Località Margitello del porto di Marsala". In pratica la società di pesca da anni deteneva l' uso di due magazzini di circa ottanta metri quadri nella cosiddetta via dei Pescatori, in ragione di una concessione che però, nell' ultimo anno non era più stata pagata. Gli uomini del Circomare marsalese si sono così recati nel magazzino e lì hanno rinvenuto una vera sorpresa. Insieme agli " annessi "  attrezzi da pesca, erano state istallate delle vasche dentro le quali sono state rinvenute delle aragoste. Una decina in tutto, ancora in vita. "Dal controllo - aggiungono i militari - sono scaturiti alcuni verbali amministrativi per un totale di 6.700 euro, nonché la necessità del deferimento alla competente autorità giudiziaria del rappresentante legale della società stessa, ritenuto quale responsabile per l' occupazione abusiva dell' immobile demaniale visto che la concessione era scaduta, per la non autorizzata modifica del titolo concessorio nonché per la detenzione di aragoste sottomisura".

In particolare un verbale è stato elevato per l' assenza di tracciabilità, uno per la mancata redazione di nota di acquisto/vendita, uno per la mancanza di autorizzazione sanitaria all' esercizio dell' attività e uno per le modifiche non autorizzate rispetto alla concessione demaniale marittima, ossia per aver costruito le vasche. Proprio per via di tutti questi comportamenti illeciti riscontrati, lo stabile è stato posto sotto sequestro, con provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica di Marsala. La stessa sorte è toccata alle attrezzature utilizzate per l' attività illegittima.

Quanto alle aragoste, sicuramente saranno rigettate in mare, ma prima sarà necessario attendere l' esito degli esami sull' acqua delle vasche.

"Durante tutto il 2013 - ha dichiarato il Comandante Giardina - i militari del Circomare sono stati impegnati in numerosissime attività di prevenzione e repressione dei comportamenti "contra legem" che si sono sostanziati nell' elevazione di verbali amministrativi, sequestri amministrativi, notizie di reato e sequestri penali ma, altresì, in semplici azioni correttive, soprattutto preventive. E' bene chiarire che l' attenzione rimarrà alta in tutto il territorio di competenza".

MARSALA - 01/02/2014

REDAZIONE: IL GIORNALE DI SICILIA