Con il Regio Decreto Legge n. 4146 del 24 ottobre 1877 "Approvazione del Testo Unico della Marina Mercantile" emanato dal Re Vittorio Emanuele II è stata approvata la tabella che determina "Ischia" quale Ufficio Circondariale Marittimo dipendente della Capitaneria di Porto di Napoli. Il limite di estensione prevedeva le isole d'Ischia, di Ventotene e di Santo Stefano. Dall'Ufficio, dal 1923, sarebbero dipese poi le Delegazioni di Spiaggia di Ventotene (Isola) di Casamicciola, Forio d'Ischia e Sant'Angelo.

La sede storica veniva individuata nel manufatto "rosso pompeiano" sito, ad oggi, in via Iasolino n. 8 del Comune d'Ischia Porto. Nell'anno 2002 anche una porzione dello storico stabile "Palazzo d'Ambra" è stata destinata ad Uffici Amministrativi del Circomare. 

Non si conosce la data di fondazione del "Palazzo D'Ambra", che si affaccia sulla riva sinistra del porto d'Ischia.  Si racconta che sia stato realizzato da un principe turco, che, a metà dell'Ottocento lo cedette a Carlo Garavini, proprietario di una linea di vaporetti collegati con Napoli.

Fino agli ultimi anni dell'Ottocento, la costruzione ospitò feste e incontri di personalità locali e non isolane. Infatti, nel 1854, in occasione dell'apertura del porto, il Re Ferdinando di Borbone la utilizzò come sede dei festeggiamenti in suo onore.

Prima di essere destinato a sede degli Uffici di Circomare Ischia, il Palazzo è stato di proprietà della locale famiglia di commercianti "D'Ambra" dal 1904 al 2001.

ULTERIORI NOTIZIE STORICHE SU PALAZZO D'AMBRA:

Palazzo d'Ambra sorge lungo il perimetro che delinea il Porto d'Ischia, antica bocca di un vulcano, a ponente dello stesso porto. La sua area è delimitata ad est dalla banchina del porto, ad ovest dalla Via Foce, a sud dalla via Iasolino e a nord con un giardino di proprietà privata.

Il manufatto si articola in uno schema semplice e lineare. Due corpi di fabbrica in parallelo, con le caratteristiche coperture a tegole e coppi su ordinatura in legno, collegati verso nord da un braccio, tale da sviluppare, in pianta, la caratteristica forma ad "U". Lo spazio libero trai corpi di fabbrica, inviluppato da due scalinate parallele in pietra trachitica, crea quell'atmosfera di solida e contemplativa composizione, reminiscenza propria dell'architettura spagnola. La costruzione, in muratura, anch'essa in pietra trachitica, si sviluppa su due piani, ognuno dei quali, con copertura a volta poggiante sui muri perimetrali rinforzati da lesene che alleggeriscono la composizione architettonica degli interni. Non si hanno notizie certe sul periodo e di chi abbia costruito il complesso: l'unica testimonianza ufficiale circa la proprietà dell'immobile è del 14/09/1904, data storica, in cui Francesco d'Ambra acquista il cespite dai Sig.ri Arturo e Carlo Civita con la somma di Lire 11.700 e con atto redatto e controfirmato dalle parti in Napoli presso lo studio del Notaio Alessandro Patroni. Altre notizie raccolte, parlano di un principe turco che, stanco del suo peregrinare per il mondo, nel '800 si fermò ad Ischia  ed affascinato dalla bellezza dell'Isola, volle costruirvi dimora proprio sulle sponde di quel lago vulcanico, oggi porto d'Ischia, dando incarico ad un architetto spagnolo il compito di realizzare una villa che fondesse le linee architettoniche, in auge nel suo paese, con quelle ambientali dell'Isola d'Ischia. Si realizzò così un complesso che ancora oggi, conserva il carattere di preziosa testimonianza di architettura mediterranea. Per anni, e fino alla fine dell'800, questa dimora divenne luogo per feste, di incontri tra personalità isolane e non, tant'è che, durante l'inaugurazione dell'apertura del Porto d'Ischia, Ferdinando di Borbone nel 1854 la utilizzò come luogo di celebrazione dei festeggiamenti in suo onore. Tangibile testimonianza dell'influenza turca, sull'intero stabile, è lo stemma in marmo un tempo posizionato su una facciata dell'edificio ed oggi conservato presso il nuovo stabilimento enologico D'Ambra in Forio.

Sullo stemma è scolpita la mezzaluna e la stella, elementi identificativi della bandiera dello stato turco: per anni la famiglia d'Ambra ha stampigliato sulle proprie etichette questo logo, a testimonianza del legame affettivo con l'antica sede. Il Principe turco vendette l'intero complesso alla famiglia Caravini ed i legittimi eredi, Arturo e Carlo Civita, la rivendettero ad inizio '900 proprio alla famiglia D'Ambra.

Da quella data e fino alla fine degli anni '70, la famiglia d'Ambra fece di questo edificio luogo di dimora e sede della propria attività commerciale, legata alla vendita del vino sfuso in carrati e barili. Casa D'Ambra divenne centro dei traffici commerciali del porto d'Ischia e le vinacciere e le varcelle (barche proprio adibite al trasporto di vino sfuso che Francesco d'Ambra denominò VERDOLINO) affollavano il lato sinistro del Porto per approvvigionarsi del vino d'Ischia che giungeva poi agli spacci di Mergellina, Posillipo nonché della Versilia e delle Cinque Terre. Dal 1943 fino agli inizi degli anni '60 una parte dello stabile venne affittato alla Guardia di Finanza. Nel 1956 i fratelli Mario, Michele e Salvatore D'Ambra decisero di dare una nuova connotazione "industriale" all'intero complesso: accanto alle proprie abitazioni, alle cantine, ai punti di raccolta e di stoccaggio di vini sciolti, venne costruito un corpo di fabbrica  ove trovarono spazio sul lato superiore una linea di imbottigliamento, mentre nel lato inferiore le vasche di cemento vetrificate, le pigiatrici ed i torchi per la vinificazione delle uve. La superficie coperta dello stabile corrispondente a mq. 758 con un volume complessivo di mc. 8362, mentre la superficie del terreno libero corrisponde a mq. 250. La famiglia D'Ambra ha detenuto lo stabile fino alla fine degli anni '70. Acquistato dall'Amministrazione Comunale di Ischia diventa nel 2001 sede della Nuova Stazione Marittima del Porto d'Ischia nonché, per quota parte, sede dell'Ufficio Circondariale Marittimo di Ischia - Guardia Costiera.

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